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Monte Chaberton m.3130         gruppo: Chaberton-Clotesse
Chaberton versante Sud Chaberton versante NO
M. CHABERTON m. 3130
Il caratteristico ed elevato cono roccioso si innalza maestosamente a N di Claviere e a NO di Cesana,si evidenzia isolato in mezzo a montagne assai meno alte. E' la vetta più alta del sottogruppo Chaberton-Clotesse. E' visibile da una vasta zona circostante, caratterizzato da una larga e pianeggiate vetta che, soprattutto se vista da est, presenta otto regolari denti, corrispondenti ad altrettanti ruderi di casermette. Il M. Chaberton era organizzato con mirabili ed ardimentosi lavori e munito di un complesso di opere militari che ne facevano il più elevato forte d'Europa. Dopo la guerra del 1940-45 tali opere sono state definitivamente demolite ed ora il monte si trova in territorio francese. Il confine corre sul versante orientale senza nessun riferimento ortografico. Montagna di struttura calcarea, di scarso interesse per l'arrampicata a cagione della roccia, ovunque in completo sfacelo.. E' frequentata in prevalenza da escursionisti che vi salgono in estate lungo la dorsale NO e da sciatori alpinisti in primavera lungo il medesimo itinerario. L'ascensione è particolarmente interessante per il panorama, uno dei migliori delle Alpi Cozie, per quanto nessuna pianura sia in esso compresa: alla base meridionale si vede il piano del Monginevro, più in basso la città di Briancon, a NE l'occhio corre per la Valle della Dora Riparia fino ad Exilles. La parte più bella del panorama è sui colossi del Delfinato. E' interessante la visita dei grandi ruderi del forte sulla vetta.
1° ascensione nota: Ufficiali dello Stato Maggiore Austro-Sardo, 1822, da Claviere. Un ardita strada militare, ora in parte rovinata, vi sale da Fenils per il Colle dello Chaberton. Il tenente del genio Emanuele Humbert con il suo colonnello nel 1907 saliva alla vetta in automobile, percorrendo 17 chilometri di strada con 72 tornanti e pendenza massime del 22%.
Monte CHABERTON - versante Sud-SudEst

Difficoltà : PD ( alpinisti )
Dislivello : 1420 metri
Tempo : 4.30 ore salita alla vetta
Luogo di partenza : Claviere m. 1700 circa.
Attrezzatura : alpinistica

Prima salita nota Adolfhe Benoist, agosto 1875. Due sono le possibilità per attaccare questa ascensione; la prima descritta è quella storica, che inizia dalla ex strada statale del Monginevro, un altra appena più breve ma meno interessante, con partenza da Claviere.
Parcheggiare l'auto nel grosso piazzale a valle dell'abitato, in concomitanza con la partenza del circuito dei ponti tibetani delle Gorge di San Gervasio. Percorre a ritroso la strada in direzione di Cesana, all'imbocco della nuova galleria, proseguire lungo la ex statale 24, ora vietata alle autovetture, per circa 400 metri, appena prima di entrare nella vecchia galleria paravalanghe, imboccare sulla sinistra la scalinata che permette di superare il muro di contenimento, ed in brevissimo conduce al Corpo di Guardia Difensivo del Petit Vallon; costruito nel 1890, per battere la tagliata di Clavieres, è ben visibile dalla S.S posto a quota mt. 1759. E' una struttura casamattata ed era armata con cannoni da 57 mm. Sullo spiazzo avanti la caserma bisogna far particolare attenzione ai profondi pozzi scoperti delle cisterne.
Proseguire quindi lungo la mulattiera militare, che si inerpica serpeggiando a tornanti regolari lungo il ripido pendio, a quota m. 1880 si trovano interessanti ruderi di opere militari denominate "Batteria Bassa del Petit Vallon", salendo si incontra prima la caserma della batteria, in perfette condizioni, che un tempo ospitava fino a quaranta uomini. Poco più in alto vi sono le piazzole in barbetta, poste su piani sfalsati, per i 4 cannoni da 12 G.R.C. Ret che battevano in direzione Janus. Al di sotto di essi vi è una galleria che collega il locale munizionamento e le polveriere.
Continuando ora per la mulattiera, si incontra dapprima l'unica sorgente, del Monte Chaberton e poco dopo alla quota di 2208 mt. si giunge alla conca ove è ubicata la Batteria Alta del Petit Vallon. (1.30 h). La prima costruzione che si incontra è la polveriera, parzialmente ruderata, poi più in alto l'ampia caserma, in pietra e mattoni, anch'essa del 1890, in grado di ospitare più di 100 uomini. Poco al di sopra di essa vi è la cabina elettrica che dava corrente anche alla Batteria dello Chaberton. A fianco dell'ottocentesca polveriera fu realizzata nel 1932 un'opera del Vallo Alpino di notevoli dimensioni: la Batteria B 14 Dalla parte ruderata della polveriera, una ripida e lunga scala sale sino a collegare l'infilata di postazioni in barbetta, ove erano ubicati 6 cannoni da 12 G.R.C. Ret, che battevano il vallone del Rio Gimont.
In questo punto è anche possibile giungere direttamente dall'abitato Claviere; immediatamente a monte del grosso piazzale prima citato, prendere una carrozzabile bitumata che sale verso ovest. Dopo 200 mt. circa volgere decisamente a destra per una ripida strada sterrata, che porta al fosso parafrane realizzato a difesa dell'abitato, oltrepassato il quale inoltrarsi nel bosco. Il sentiero sale dapprima direttamente, poi obliquando a destra sotto le rocce, attraversa quindi a destra un vallone , sale ancora rapidamente nella rada pineta, attraversa ancora a destra, un altro vallone e con lungo mezza costa in leggera salita raggiunge la spalla m. 2195 punto panoramico, da cui con lesto percorso si giunge alla “Batteria Alta del Petit Vallon” mt. 2208. (1.15 h)
Da "Batteria Alta" il sentiero prosegue in direzione dell'Osservatorio della Portiola e la ex ferrata per la Batteria dello Chaberton, che di fatto è il nostro itinerario.
Il Piccolo Vallone diventa più in alto una distesa di detriti; la mulattiera ex militare prosegue verso N e fino a sboccare sulla cresta SudEst, sull'erboso colletto poco a O della quota m. 2700 (1.30 h) La traccia di sentiero segue verso O la base di questa cresta, portandosi a sinistra sotto una balza rossastra a picco (passaggio obbligato) e per un ripido canalone-pendio di detriti e rocce rotte raggiunge la vetta (1.30 h). In questa ultima parte un tempo esisteva una Via Ferrata Militare ora completamente abbandonata e rovinata, attualmente alcuni bolli rossi e alcuni chiodi fissi nei passaggi più impegnativi indicano la via da seguire. (porre particolare attenzione se vi sono altre persone impegnate più in alto, in quanto la pendenza e la conformazione del luogo portano facilmente alla caduta del pietrame smosso)

Monte CHABERTON - cresta SudEst

La prima salita di questa cresta non ha riferimento storico preciso, è comunque riportata nella Guida dei Monti D'Italia edita dal CAI-TCI.
Nell'estate 2003 gli Alpini di stanza a Busson, sorretti dal Maresciallo Giorgio Gambelli, percorrono ed attrezzano in maniera alpinistica l'itinerario, che dedicano all'amico Mario Perona, Guida Alpina di Cesana, scomparso nell'inverno precedente in un tragico incidente aereo, in cui persero la vita anche altre 5 persone.
Salita alpinistica nel complesso decisamente impegnativa, anche se le difficoltà tecniche non sono mai tali, ambiente severo ed esposto particolarmente selvaggio. L'itinerario è protetto da spit nei tratti più impegnativi, ci sono parecchie soste attrezzate e anche alcuni bolli rossi marcano il tragitto. In tarda primavera ed inizio estate possibilità di ghiaccio e/o neve dura nei canali e nelle zone d'ombra.

Difficoltà : D- ( fino al IV° grado)
Dislivello totale 1430 mt.
Cresta Sud-Est: disl. 410 mt.; sviluppo: 790 mt.
Tempo totale salita alla vetta : 6.00 / 7.00 ore
Luogo di partenza : Claviere m. 1700 circa.
Attrezzatura : alpinistica completa

Raggiungere il colletto erboso sulla cresta SudEst, posto poco a O della quota m. 2700, come indicato nell'itinerario precedente (3.00 h). Attaccare l'evidente filo di cresta che fa da spartiacque tra il Petit Vallon e la valle della Dora Riparia, targa commemorativa sui primissimi salti di roccia. Inizialmente la via presenta difficoltà di III°e IV° grado per circa 60 mt, poi per altri 3 o 4 tiri le difficoltà diminuiscono incontrando alcuni passaggi su rocce friabili. Seguitare per un'impegnativa salita su cresta aerea con vari passaggi di III° grado fino a raggiungere un'evidente guglia; aggirarla sulla destra e percorrere una piatta pietraia fino a raggiungere un canale ripido e roccioso (versante Dora Riparia). Risalirlo arrampicando per circa 60 mt. III°e IV° grado. Proseguire per l'esile cresta aerea e delicata II°e III° grado, fino alla sommità di una forcella; fare una breve calata, 10 mt. ancoraggio in loco; risalire una caratteristica placca IV°/III° grado per circa 70 mt, fino ad una piccola sella rocciosa. Con altri 35 mt. di facile traverso ascendente si va ad incrociare l'itinerario classico a 100 metri dalla vetta..

Monte CHABERTON - Via Normale

Difficoltà : Escursionistica
Dislivello : 1380 metri
Tempo : 4.15 ore salita alla vetta
Luogo di partenza : Claviere m. 1750 circa.
Attrezzatura : Escursionistica

Dall'abitato di Claviere m. 1750, appena prima del ex posto di dogana, svoltare a destra lungo il torrente Rio Secco e parcheggiare nei pressi della partenza della seggiovia. Salire più o meno direttamente per i prati fino a raggiungere la strada sterrata che si inoltra nel vallone in direzione N, seguirla fino alle Grange di Baisses m. 2029 (1.00). Per sentiero o per la strada salire sul pianoro posto a monte delle grange, attraversarlo sempre in direzione N, giunti in prossimità della stazione di un'altra seggiovia, piegare a destra in direzione dell'evidente colle e iniziando a salire, raggiungere il rudere del Ricovero delle Sette Fontane. Ora il pendio si impenna decisamente ed il sentiero su fondo pietroso serpeggia verso il Colle dello Chaberton m. 2671 (2.00 h) Dal colle, si ritrovano ancora ben evidenti i resti delle vecchia strada militare, che la si segue fino in vetta, in vari punti tracce di sentiero tagliano i tornanti. (1.15 h).


Per avere maggiori informazioni o se volete farvi accompagnare nell'ascensione: Scuola Italiana di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata
 
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