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Finora i grandi partiti hanno cercato – tutti – di isolare la valle di Susa, come fosse un’enclave di appestati, di sudditi impazziti: una patetica retroguardia di primitivi, ostili al progresso. Più che spiegazioni, gli uomini al potere hanno dispensato manganellate. E questo la valle di Susa non lo accetta. Non lo potrebbe accettare nessun angolo del paese, specie nell’anno delle trionfali celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Brucia il sospetto peggiore: la Torino-Lione non è il mezzo, ma il fine. Non sarà una leva di sviluppo, ma solo una gigantesca boccata d’ossigeno per i costruttori, pagati con denaro pubblico: in parte europeo, ma soprattutto italiano. La resistenza dei valsusini è solo in apparenza una questione locale: in realtà, fra i monti che separano Torino e la Francia, si gioca una partita drammatica, che riguarda l’Italia intera. Qualcosa che va oltre la “narrazione berlusconiana” tanto citata nei comizi di Vendola. A quando un comizio sulla “narrazione valsusina”?
 

11 febbraio 2014 - AL PRESIDIO CLAREA

Pene da 6 a 18 mesi per aver violato sigilli portati via dal vento della baita abusiva della Clarea, 9 mesi di carcere per Beppe Grillo e Alberto Perino (Guarda il video qui).

L’incredibile richiesta arriva dalla procura di Torino che ha coinvolto nel processo ben 20 imputati. Persino il parere della sovrintendenza dei beni architettonici e paesaggistici che è pure un organo di stato, sempre molto rigoroso nei suoi pareri,  ha dichiarato la compatibilità della baita con il paesaggio e inoltre è in corso una richiesta formale di sanatoria.

Ma la baita è un simbolo di lotta e le richieste di condanna sono state formulate a chi è portavoce di questa lotta.
Attorno alla baita quel giorno c’erano anche diversi giornalisti, non hanno violato forse anche loro i sigilli? Vorremmo ricordare che in Italia ci sono centinaia di migliaia di fabbricati abusivi e mal costruiti che spesso sono causa di dissesto idrogeologico, ma per questi la legge si dimentica, almeno fino a quando non accadono le disgrazie.
Un mare di denaro pubblico  viene sperperato in Val Clarea   per costruire un cunicolo geognostico, 100.000 euro al giorno spesi solo in guardiania, milioni di euro spesi in progetti su progetti mentre quando piove, i fiumi esondano dappertutto e le popolazioni non vengono nemmeno aiutate.
Con i 28 miliardi del costo della Torino-Lione si potrebbe cominciare a risanare questo paese, ma forse questo non interessa alle lobbies e alle cooperative del cemento e neppure a certi partiti.
Forse non fa notizia che centinaia di chilometri di ferrovie sarebbero da rimodernare per migliorare il trasporto pendolare che i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria dopo mezzo secolo andrebbero conclusi e che tutte quelle infrastrutture che dovrebbero essere sistemate stanno crollando insieme allo stato. Ricordiamoci anche dell’Aquila che  è ancora puntellata di tubi innocenti, ricordiamoci dell’Emilia prima terremotata e poi inondata, ricordiamoci di tutte quelle tragedie che fanno e purtroppo faranno soffrire ancora gli italiani perché non si fa prevenzione e perché ci sono vulnus legislativi che non garantiscono di vivere in sicurezza.
Con i soldi del TAV si potrebbe cominciare a sistemare il nostro paese e creare tanti posti di lavoro.
Per noi la Torino-Lione non è un segno di modernità, la Torino-Lione è la distruzione del territorio, è un segno di inciviltà.

Ringraziamo Beppe, Alberto e tutti quelli che stanno lottando per rendere migliore questo paese, per un ideale non violento e senza nessun tornaconto economico.
Ti chiediamo quindi ancora una volta, se vuoi, di darci una mano per le spese legali.

SPESE LEGALI NO TAV. HAI GIÀ CONTRIBUITO ?
Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto.
Potrai informarti e informare i tuoi amici.     
                                       
                                                                                        La redazione di
Ambientevalsusa

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24 gennaio 2014 - SPESE LEGALI NO TAV. HAI GIA’ CONTRIBUITO ?

Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto.

Per una concreta solidarietà ad Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, colpiti da un provvedimento del tribunale per le loro posizioni di civile opposizione al TAV, chiamati a pagare 214.180,40 Euro (leggi sotto perché).

Invia il tuo contributo e riceverai via e-mail il racconto “Adesso o mai più” . Riceverai il libro in formato elettronico, se vorrai potrai inviarlo ai tuoi amici e chiedere che anche loro dimostrino una solidarietà concreta.

Il libro, 180 pagine che l’autore e l’editore ci acconsentono ad inviarVi è uno dei primi scritti su questa vicenda nel 2004, racconta le fasi iniziali della lotta No Tav ed è in grado, ancora oggi, di dare risposte a tanti perché… I contributi devono essere versati sul conto corrente postale via bonifico bancario , paypal oppure carta di credito

Ricorda puoi decidere quanto donare
Puoi decidere di donare la cifra che vuoi da un minimo di 5 euro ( 5,00 € )

Contribuisci anche tu inviando una donazione

 Adesso o mai più

di OSCAR MARGAIRA Diario della formazione di una coscienza ambientalista e di un impegno civile contro il progetto di Alta Velocità Ferroviaria in Valle di Susa Prefazione di LUCA MERCALLI

Colpevoli di difendere la nostra terra e i beni comuni. chiediamo a tutti un appoggio e una solidarieta’ concreta

http://www.presidioeuropa.net/blog/guilty-defending-land-common-good-support-provide-concrete-solidarity/

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.
Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.
Poi si scoprì che era una trappola per tagliare le gambe ai NO TAV con una nuova tecnica: richiesta di danni immaginari per centinaia di migliaia di euro a carico di qualche personaggio del movimento.
LTF aveva nascostamente stipulato un contratto di utilizzo di due aree di circa 150 mq cadauna, mai registrato, con la CONSEPI spa, che vantava un diritto di superficie sull’area di proprietà del comune di Susa per una cifra completamente folle: 40.000 euro per i primi quattro giorni e 13.500 euro al dì per i giorni successivi per un totale dichiarato di 161.400 euro IVA compresa. Questo contratto serviva solo per gonfiare i costi e quindi la richiesta di danno. In merito la CONSEPI SPA nella relazione di bilancio 2010 scriveva testualmente:
“Si tratta di una vicenda a tutti ormai ben nota e che risale ad un periodo nel quale l’attività dei corsi di guida sicura di Consepi, rivolti soprattutto ai ragazzi neopatentati erano al amassimo del loro svolgimento.”  ….“La Società interpellata dalla stessa Prefettura oltre che da LTF, fece chiaramente presente tali considerazioni chiedendo un rinvio di qualche settimana dei sondaggi, rimarcando il fatto che se questi fossero stati procrastinati l’onere per LTF sarebbe stato di gran lunga inferiore a quelli che contrattualmente si assumevano.”  …. “L’onere sopportato da LTF deriva pertanto dal fatto che quest’ultima e la Prefettura, nonostante le esplicite richieste di rinvio di Consepi, sono state irremovibili sulle date dei sondaggi.”

Infatti LTF aveva stipulato con la CONSEPI, in violazione di ogni principio di buon andamento della gestione dei fondi pubblici, una scrittura privata per accedere ai predetti terreni, sborsando ben 161.400 euro alla stessa CONSEPI per avere in concessione un terreno di pochi metri quadrati già oggetto di una autorizzazione amministrativa per occupazione temporanea a costo quasi zero, come prevede la legge italiana sugli espropri ed occupazioni temporanee. Il fatto che sia del tutto ingiustificata la somma pagata da LTF a CONSEPI è sancita in modo inequivocabile anche dalla Commissione Europea che, come confermato dall’OLAF (Ufficio antifrode europreo) rispondendo ad una nostra segnalazione in merito, con la lettera Prot. N° OF/2010/0759 in data 29/10/2013 affermava che “La Commissione Europea non ha pagato le spese in quanto non ammissibili”
Il fatto che tutta l’inutile campagna di sondaggi di inizio 2010 fosse solo un colossale bluff per dire all’U.E. che i lavori erano iniziati, è testimoniato dal fatto che dei 34 sondaggi previsti ne furono effettuati soltanto 5 per una lunghezza complessiva di metri lineari 243 rispetto ai 4.418 metri lineari previsti.
Ora gli avvocati del movimento presenteranno appello, ma essendo una causa civile, se LTF pretende il pagamento immediato, occorrerà pagare al fine di evitare pignoramenti o ipoteche sui beni delle tre persone condannate al risarcimento.
Il MOVIMENTO NO TAV non ha le possibilità economiche per fare fronte a queste pretese. Tutto questo è stato concertato e messo in atto solo al fine di stroncare la nostra lotta.
Non a caso sul quotidiano “La Stampa” del 22 settembre 2010, poco prima dell’inizio della causa, si leggeva “Il ricorso alla causa civile contro i No Tav potrebbe così diventare uno strumento di dissuasione che i soggetti incaricati della progettazione o dell’esecuzione dei lavori potrebbero utilizzare per contenere la protesta”.
Il MOVIMENTO NO TAV sta già sostenendo un pesantissimo onere per le difese legali, a cui si aggiunge questa batosta tremenda, che da solo non può sopportare. Per questo, con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia,  chiedea tutti quelli che ci dicono: “Non mollate!”, “Siete l’unica speranza di questo Paese”, “Resistete anche per noi” di dare un concreto appoggio aiutandoci economicamente in modo che possiamo resistere ancora contro questo Stato e questi Poteri Forti e mafiosi che ci vogliono per sempre a cuccia e buoni.
Ci sono più di 400 persone indagate per questa resistenza contro un’opera imposta, inutile e devastante sia per l’ambiente sia per le finanze di questo Stato e che impedisce di fare tutte le altre piccole opere utili.
ANCHE UTILIZZANDO QUESTI SPORCHI MEZZI NON RIUSCIRANNO A FERMARE LA RESISTENZA DEL POPOLO NO TAV.

Aiutateci a resistere, grazie.
MOVIMENTO NO TAV                                              
                           La redazione di Ambientevalsusa
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01 gennaio 2014 - Oracoli o mentitori? Decidete voi!

A fine anno gli amici si fanno gli auguri per  un anno "migliore". Dunque auguri a tutti per il 2014, auguri a tutti i no tav e a tutte le persone per bene che ogni giorno provano a fermare il disastro. Nessun augurio ai mentitori travestiti da oracoli che da 23 anni raccontano colossali balle. La prova?  Tra i tanti articoli pubblicati dai "giornali amici del tav" e degli intrallazzatori che "vendono" il treno veloce ne abbiamo scelto uno. Leggetelo.
Capirete quanto e come ci hanno sempre presi in giro. Quante bugie! 23 anni fa erano già in ritardo ed erano tutti d'accordo e sostenevano  che la linea esistente era satura.
Il costo era stimato per la tratta tra Torino e Lione di 224 km in 7.200 miliardi di lire (3,7 miliardi di euro). Oggi la spesa presunta (quindi aumenterà ancora) è cresciuta di 5-6 volte arrivando a 20-24 miliardi di euro (38.000- 46.000 miliardi di lire). Doveva essere tutto finito dopo 7/8 anni, invece ne sono passati 23. Doveva essere un "treno veloce" per passeggeri, oggi persino i promotori hanno capito che i passeggeri non ci sono. Rinuciare al progetto? No, semplicemente adesso vogliono un treno merci ad alta capacità. Peccato che le merci non ci sono specialmente sull'asse est-ovest. Leggetevi il libro "Binario morto" di Luca Rastello, giornalista di Repubblica e vi sarà chiaro che non ci sono le merci ma nemmeno i soldi per costruire la volontà di realizzare l'opera, insomma non c'è nulla. L'unica immane costruzione è la menzogna.
Oracoli o mentitori?
Di sicuro gente che vende fumo, che ha interessi personali, politici che spingono a parole l'opera e premono ancora di più in corrispondenza delle campagne elettorali. Gli stessi politici che chiudono gli ospedali, allontanano le pensioni e non tutelano i più deboli. Intanto a Chiomonte ogni giorno (dal luglio 2012), si spendono 100.000 euro soltanto per le forze armate di guardia al cantiere, alcune delle quali arrivano dall'Iraq, le altre sottratte alla sicurezza delle città, alla ricerca degli evasori e dei mafiosi. Com'è facile capire, non è la Torino-Lione ad essere irreversibile, ma l'immane spreco di denaro pubblico che questa marmaglia di burocrati ha messo in essere.
Dunque, auguri cari no tav, con una certezza: il prossimo anno (per loro) sarà peggio di quello passato anche se già sappiamo che le balle sulla Torino-Lione saranno sempre le stesse. Auguri anche ai creduloni  che prendono per buone le notizie sul Tav pubblicate dai giornali di regime e tutte le bufale fatte circolare dai proponenti dell'opera. Niente auguri a tutti gli altri, quelli che ci prendono in giro da 23 anni, che poi quasi sempre sono gli stessi che vivono alle spalle di quelli che vivono onestamente.
L'unica certezza è che  valle di Susa resisterà ai faccendieri e alle menzogne per sempre.
A sarà dura!                                                                                             
La redazione di Ambientevalsusa

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16 ottobre 2013 - TORINO – LYON: SI SENTE PUZZA DI CERVELLI ALL’AMMASSO 

Dopo la pressione dei media, le provocazioni delle false BR,  le pallottole spuntate spedite e gli hard disk preparati da esperti artificieri, la foto di gruppo con trivella di Alfano e tutta una serie di processi ad hoc speravano forse di veder scemare la resistenza contro la Grande Opera. Invece… niente, i NO Tav continuano la loro opera informativa anche  nei vari siti e riescono a guadagnare fette sempre più importanti di consenso. Qualcuno ai “piani alti” deve averlo capito e ormai ogni pretesto è utile per mettere all’indice chiunque si dica No Tav. Ciò che è successo perfino a Rodotà è emblematico.
A tale proposito annotiamo le recenti attestazioni di amicizia di scrittori come Erri De Luca, intervenuto a Susa in una conferenza sullla custodia della terra nella scrittura sacra, le lucide parole  di Giulietto Chiesa , l’esilarante intervento del famoso vignettista Vauro che sono venuti a trovarci, e la testimonianza di Augusto Crespi, che nei cantieri Tav Roma- Napoli ci ha lavorato.
Ma[...] continua a leggere l'articolo sul nostro sito  ;  
La redazione di Ambientevalsusa

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25 settembre 2013 - LA TALPA È NEL BUCO MA NON SCAVA

Ma un buco enorme, senza fondo, che viene nascosto agli italiani c’è già.
Telecom svenduta agli spagnoli da Generali e Intesa San Paolo, i suoi azionisti. L’ A.D. di Telecom Bernabè all’oscuro di tutto (sue parole). Peccato una settimana prima  tutti sapevano cosa stava per succedere ma il governo era preoccupato per le frasi di Rodotà.
In questo sistema di scatole cinesi è sufficiente possedere una modesta quantità di azioni per controllare una società.
Non sfugga che  all’inizio di vicenda Telecom, guarda caso ci sono i partiti e gli stessi soliti noti che spingono tutte le grandi opere.
Le due società più importanti della borsa italiana, una bancaria e l’altra di assicurazioni, i “pilastri dell’economia italiana”, probabilmente  per fare liquidità, ipotecano il futuro italiano delle telecomunicazioni, al punto che perfino il Copasir ammette che è a rischio la sicurezza nazionale.
Le grandi aziende se ne vanno, i soldi della cassa integrazione stanno per finire, l’IVA sta per aumentare, tutte le tasse subiranno aumenti. La criminalità incrementa i suoi introiti e si sviluppa dove c’è ancora qualche affare da gestire, fin su nel profondo nord.
Inoltre,  chi dovrebbe pagare tasse milionarie con il gioco d’azzardo legalizzato viene graziato in parlamento. A proposito, gioco d’azzardo legalizzato, grazie ai partiti compiacenti (anche di sinistra).
Le città d’arte diventano enormi passerelle per navi da crociera, speriamo che non si inchinino, ma intanto è la  politica ad inchinarsi, anche in questo caso,  non facendo nulla per fermare  questo obbrobrio. Intere regioni sono inquinate, non lo scoprono le istituzioni ma per fortuna ce lo dicono i camorristi.
Per non parlare dell’agricoltura e del turismo. La prima affossata dalla politica (costa meno un camion pieno di pomodori dall’Olanda piuttosto che dal sud Italia); il secondo distrutto da politiche ottuse, fatte da incompetenti sul paesaggio, beni artistici, ricettività e norme tributarie da medio evo (le famose gabelle).
C’è chi dice che l’Italia oggi è già commissariata . Che lo sia oppure no, di sicuro sono commissariati i portafogli di tutti gli italiani. Chi ha capito cosa sta succedendo forse salverà qualche briciola, gli altri, plaudenti ad ogni vaccata televisiva, riesumazioni di partito, smacchiatori di leopardi  o asfaltatori in camicia bianca, sono già potenziali barboni chiamati domani ancora a pagare nuove tasse. Questa è l’Italia.
La talpa è nel buco ma scava solo nei portafogli degli italiani. A ben guardare, un’invasione di politicanti famelici come leggendarie cavallette. Carestia, fame, disoccupazione, povertà  in ogni dove meno che nelle tasche dei soliti noti. Perfino qualche ricco comincia a impoverirsi. Sia chiaro, questa non è antipolitica, ma è semplicemente la situazione in cui ci troviamo, nella quale pretendono di continuare impunemente a raccontare menzogne.
Bugie ne hanno raccontate tante, ma dal nostro osservatorio privilegiato della Valle di Susa possiamo toccare con mano come la vicenda TAV sia il perfetto paradigma di un concentrato di truffe, illegalità, angherie e mistificazioni finalizzate a mantenere il potere politico e di conseguenza economico che verrà esercitato presto su  una moltitudine di cittadini inconsapevoli, ormai potenziali barboni e futuri schiavi.
In Valle di Susa non ci renderanno mai schiavi perché abbiamo capito quello che sta succedendo. Nel nostro caso non è tanto una questione politica, quanto tecnica, infatti non hanno mai ascoltato le tesi dei No Tav e dei loro rappresentanti tecnici: sapevano che avevano ragione.
Adesso la questione tecnica è un’altra: non ci sono più soldi.
Chiarito che all’Europa di quest’opera non importa assolutamente nulla, e l’hanno capito anche i francesi, qualcuno ci spieghi perché l’Europa dopo averci commissariati, ci dovrebbe regalare soldi per una simile porcata.

La redazione di Ambientevalsusa

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27 agosto 2013 - BUFALE E MANDRIANI 

In realtà più “pistoleri” che “mandriani”.
La prateria contesa giace sul tracciato della Torino-Lione,

In questa storia quali sono le bufale? E chi sono i mandriani?
Bufale:
per tutto il pomeriggio del 26 agosto, i giornali italiani, incapaci di tradurre dal francese, parlavano degli espropri in Francia, dicendo che sarebbero partiti entro 15 giorni,in realtà i giornali francesi riportando il decreto di “Utilitè publique” parlavano di espropri da attuare entro il 2030, quindi tra 17 anni.
Tra i pochi ad accorgersene il blog di Gad Lerner.
Evidentemente le pistole fumanti erano quelle dei giornalisti poliglotti per “convenienza”; attenzione convenienza nel senso che traducono che cazzo vogliono, mica per soldi o carriera!
Mandriani:
quelli che accompagnano le mandrie di bufale, sparacchiando cazzate in giro per mantenere unita la mandria e non farsi sfuggire il potere. E’ noto che una vaccata per volta ha meno credibilità che tante vaccate messe insieme. Ecco perché servono tanti capi mandria in testa e quelli che traducono che cazzo vogliono dietro e attorno alle bufale.
Ma il percorso della mandria è lungo e faticoso: le valli della Torino-Lione.
Al contrario che nelle praterie americane qui si va molto piano e si compensa la lentezza ingrassando sempre più le bufale; più grasse sono le bufale, più grassi diventano i mandriani (in piemontese si dice “mac ca dura”).
Ma non dimentichiamoci che le bistecche noi non le mangeremo mai anche se le pagheremo.
La bufala della Torino-Lione è comprovata anche da documenti ufficiali riportati dal quotidiano francese le Monde.
Citiamo testualmente il concetto: “les projets de nouvelles lignes à grande vitesse (LGV) sont repoussés à après 2030″, è corretto specificare per i giornalisti di cui copra che repoussés significa letteralmente re-spinti.
Morale di questa favola: diffidate da chi scrive senza saper leggere ma dietro suggerimento interessato. Si potrebbe aprire il discorso anche sui suggeritori ma lasciamo a voi scoprire chi sono anche perché non vogliamo farci venire il vomito.
Naturalmente nessuno dei fautori della Torino-Lione ammette che anche in Francia c’è una forte, documentata e storica opposizione all’opera.
Questo video-documentario (tradotto in italiano) che proponiamo qui  lo testimonia.
Peccato non essere in un fumetto di Tex Willer perché il “ranger e i suoi Pards” saprebbero sistemare tutto.

La redazione di Ambientevalsusa

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25 luglio 2013 - TUTTI A CHIOMONTE IL 27 LUGLIO 2013 

Venite a Chiomonte, vedrete come sprecano i Vostri soldi e soffocano il Paese!

L'occasione non va persa, la marcia Giaglione-Chiomonte che si terrà nel pomeriggio del prossimo Sabato 27 luglio (partenza ore 14 dal campo sportivo di Giaglione) permetterà a tutti i cittadini italiani (e non) di osservare da vicino lo scempio ambientale, lo spreco di risorse e l'apparato militare che difende la truffa della Torino-Lyon.

Dalla viva voce di chi da anni partecipa alla lotta NO TAV potrete ascoltare la vera storia di questa truffa, comprendere quante vessazioni, illegalità e reprimende sono state messe in atto solo per  capire se è possibile bucare le montagne, cosa che nessuno sa con certezza se avverrà e se Ë il vero obiettivo di questa enorme commedia allitaliana.

Poche persone fuori dalla valle sanno che il cantiere di Clarea a Chiomonte è definito nei progetti  "cunicolo geognostico" ovvero un sondaggio di studio, al fine di comprendere se e come sia eventualmente possibile realizzare il vero e proprio tunnel di base, quello di 57 chilometri bucando le Alpi. Insomma, procedono a passo di lumaca già per lo scavo di studio, dopo appena 200 metri hanno trovato acqua in quantità e problemi d'ogni sorta...  ma il bello Ë che solo dopo 8000 metri di scavo potrebbero immaginare, si, solo immaginare, se il tunnel Tav sia potenzialmente realizzabile, almeno in teoria.

Potenzialmente, perchè nessuno ha la certezza che l'opera sia fattibile, quanto costerebbe la costruzione e la manutenzione, quando sarebbe completata (comunque a sentire i Francesi se tutto andasse a puntino non prima del 2040...). Un'incertezza tale che a qualcuno è venuto il dubbio circa la reale volontà di bucare. Anche perchè tutti, senza nessuna esclusione, sanno in anticipo di anni che l'eventuale opera sarebbe costosissima, inutile e potenzialmente pericolosa. Nel massiccio  da bucare esistono infatti numerose vene di minerali radioattivi e anche grandi quantità d'acqua che andrebbero irrimediabilmente perse. Naturalmente nei progetti di LTF le criticità restano sottotraccia, ma c'è anche scritto che lo scavo intercetterebbe rocce amiantifere e che la temperatura nel centro della galleria potrebbe superare 45 gradi centigradi. Cosa non da poco visto che pare non  si sia ancora trovato il modo per abbassare la temperatura in fase di esercizio del tunnel al di sotto dei limiti di legge.

E la gente continua ad opporsi. Vi pare strano? Propaganda martellante e grandi interessi sono elementi che condizionano la vicenda, ma il cittadino attento dovrebbe accorgersi che c'è un'altro fattore fuori misura: l'uso della forza, sproporzionato, utilizzata da anni per  portare avanti quel poco di sondaggi così inutili per l'opera quanto basilari per la propaganda. Uso della forza e propaganda, due pilastri della vicenda TAV, che si sostengono a vicenda. A beneficiarne i burocrati che vivono a sbafo da anni grazie alla cortina di fumo e di parole. Parolai interessati, da non confondere con i fanfaroni grandi e piccoli della politica nazionale, regionale e locale che ad ogni occasione alzano il becco e starnazzano dandosi ragione reciprocamente. Gente con poca fantasia, che ripete da anni le stesse bugie: l'opera è essenziale, i No Tav sono criminali, i finanziamenti sono europei. Balle raccontate sperando di mantenere la poltroncina (e forse qualche prebenda).

Intanto le marce No Tav continuano. Ma Vi pare normale che centinaia di migliaia di persone sentano la necessit‡ di marciare da anni? Che non si stufino ma addirittura aumentino di numero? Fino a quando andranno avanti senza perdere la pazienza? Vi pare normale che i cantieri occupino terreni privati che non erano nel progetto originale? Che i tecnici comunali vengano denunciati per aver svolto il loro lavoro? Che le associazioni ambientaliste vengano querelate perchè presentano esposti? Che il TAR di Roma non emetta un verdetto, di qualsiasi tipo, di fronte agli esposti firmati da tutte le associazioni ambientaliste? Ma Vi pare normale che decine di esperti di università  e politecnici di tutto il Paese non riescano ad ottenere udienza presso i politici per spiegare le gravi criticità fin troppo evidenti, di questo progetto?

Nel 1999 un magistrato integerrimo, Ferdinando Imposimato e due ottimi giornalisti come Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato diedero alle stampe un libro che raccontava l'inizio di questa storia fatta di finto progresso e tanti soldi. Il libro si intitola "Corruzione ad alta velocita" ed il sottotitolo recita: "Viaggio nel governo invisibile". Non erano oracoli, solo attenti osservatori. Da allora nulla è cambiato. Anzi no, insieme all'attenzione dei cittadini è cambiata l'arroganza di affaristi, politici, intrallazzatori e "facilitatori". Sono arrivati ad un tale livello di prepotenza da non comprendere che siamo tutti di fronte ad un bivio pericoloso. Da un lato si chiudono gli ospedali, le fabbriche, le scuole,  i treni dei pendolari vengono soppressi, banche blasonate vengono spolpate, dall'altra si mobilitano Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Forestale, Esercito per difendere un buchetto in mezzo ai boschi. Per difendere gli interessi di chi vuole un cantiere inutile a tutti i costi, indipendentemente dai costi e dal momento economico che viviamo. I No Tav da anni sostengono che costoro difendono solo i loro affari e la truffa del secolo.

Ecco, Clarea di Chiomonte non è altro che un bivio pericoloso. Arrestare qualche malcapitato o qualche eventuale esagitato non risolverà la faccenda... anzi!   Bisognerebbe piuttosto mettere un bel diritto di precedenza ad una delle due opzioni. O si fermano, confinando tutti quelli che protestano o si ferma la truffa. Siccome confinare chi si oppone non servirebbe perchè è facile appurare che nuovi oppositori arriverebbero in valle di Susa da ogni dove , resta una sola scelta: fermare la truffa, lo spreco, il governo ìinvisibileî.  Sarà dura, ma li fermeremo, sia il Tav che chi lo vuole. In quel momento forse finalmente le FF.OO. torneranno alle attività per cui li paghiamo, sotto gli ordini di un governo più trasparente che sappia occuparsi dei veri bisogni delle persone e non di quelli della politica.

Resistere per esistere è diventato un dovere per tutti i cittadini onesti, uno dei pochi mezzi che abbiamo per superare questo difficile momento di crisi economica caratterizzato da un'indecente contemporaneo spreco di risorse.

Cliccando su www.ambientevalsusa.it a breve potrete visualizzare la nuova versione del nostro sito.

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21 marzo 2013  -   LA VALLE C’E’ 

LA RISPOSTA DEI CITTADINI ALLA MALA POLITICA E’ COMINCIATA IN VALSUSA
Con questa mail, inviata ad alcune decine di migliaia di amici, riprendiamo a pieno ritmo le attività di Ambiente Valsusa, il sito internet storico (nato nel 2001) sulla vicenda TAV Torino Lyon.
Grazie al lavoro ed al contributo di alcuni cittadini che da anni si impegnano a studiare progetti, verificare dati e raccogliere materiale sulla questione,  a giorni saremo in grado di proporre ai nostri amici lettori un sito più moderno e con una nuova veste grafica, contente  anche le notizie degli anni trascorsi.
In realtà l’obiettivo che abbiamo è anche quello di fornire dati non  truccati ai pochi residuali SI TAV che si ostinano a credere alle favole di Virano & Co. Infatti è fuori dubbio che molte persone abbiano cambiato idea semplicemente informandosi.
All’inizio della vicenda Torino-Lyon, il nostro è stato l’unico sito dedicato interamente al TAV; per fortuna oggi non siamo più soli, ci sono tanti siti no Tav  ed ognuno può specializzarsi utilizzando tutti gli strumenti a disposizione: twitter, facebook, i video, riprese in diretta. Noi cercheremo di essere sempre all’altezza, il lavoro è tanto, non ci sono doppi fini, soltanto evitare gli sprechi, cosa non di poco conto  in questo difficile momento economico.
Ci occuperemo in particolare dello studio dei progetti ovvero la parte tecnica e di costi, cioè la componente economica ; cercheremo di aprire al contributo di tutti e saremo grati perciò a chiunque vorrà aiutarci con  analisi o scritti appropriati.
Alla maggioranza dei lettori non deve però sfuggire che sono anni che si sprecano risorse. Lo stesso Virano ammette  che sono stati realizzati almeno 11 studi sulla Torino-Lione. Qualcuno li ha commissionati. Altri li hanno pagati… i contribuenti, gli stessi che si vedono tagliati pensioni, sanità, scuola. Progetti inutili che però sono serviti  a coinvolgere nel tempo tutti i territori: sinistra Dora, destra Dora, Valsangone, val Cenischia, Val Clarea, zone pianeggianti di Pianezza, Rivalta, Rivoli, Settimo, fino ad arrivare a Montanaro per le discariche. Peggio non potevano fare, infatti oltre ai costi è aumentata una cosa sola: l’opposizione. Bisogna ammettere che  solo dei fenomeni potevano riuscire nell’intento di aumentare i costi di un’opera inutile.  Fenomeni paraculati dalla mala politica e qualcuno sostiene anche dal malaffare.
Altro risultato da guinness, aver creato un duraturo scontro sociale tra FF.OO e  quelle che il potere identifica in “frange dei centri sociali, anarchici ed autonomi”. Purtroppo invece noi sappiamo che lo scontro è con la gran parte con la popolazione,  o almeno con quella parte di popolazione che è stufa di subire illegalità ed eccessi in nome di un progresso rappresentato artificialmente da opere inutili e spreco di denaro.
Insomma l’esperienza Torino Lyon in realtà si può tranquillamente definire un esperimento dittatoriale esercitato su un territorio limitato. C’è di peggio?
No, fare peggio era umanamente impossibile perfino per questi fenomeni. Il risultato è uno spreco spropositato di denaro  pubblico, la perdita di fiducia nello Stato da parte dei cittadini, la militarizzazione coatta e priva di effettive ragioni di Stato, ma piuttosto nel nome della difesa di un affare utile ai soliti noti, spesso neppure troppo rispettabili.
Il risultato è l’impoverimento  del Paese, l’abbandono da parte dei vecchi partiti politici di ogni residua modalità di ascolto dei cittadini. Tutto ciò ha provocato infine la reazione plausibile verso una classe politica corrotta e mai sazia al grido di TUTTI A CASA! Ed ecco il risultato del M5S che arriva in valle a superare in media il 40% di voti.  
I soldi non ci sono. Il TAV non si farà. Non si illudano questi divoratori di risorse, il nostro lavoro, l’attività di migliaia di cittadini onesti contro lo spreco ed il malaffare è appena cominciato. Il TAV è solo l’affare più goloso per questi uomini vergognosi.
Noi sappiamo benissimo che queste sanguisughe,  dirottatori (nei loro portafogli) di risorse pubbliche non molleranno facilmente, pronti a riciclarsi negli appalti ospedalieri, nelle speculazioni immobiliari e nel consumo di territorio, in affari al limite della legalità ed anche oltre… A questo punto la presa di coscienza della gente  è diventata irreversibile, ma non basta, serve anche l’impegno di chi deve garantire i cittadini, Magistratura in testa, che come nel più tipico dei casi è prontissima a colpire chi si oppone al TAV ma ha enormi difficoltà a controllare appalti, verificare la natura delle società interessate all’opera, i titolari, la provenienza dei capitali…ecc. 
Bisogna fermare lo spreco anche tornando a chiamare le cose col loro nome e tocca ai parlamentari ristabilire alcune norme basilari, eliminando le leggi permissive sul falso in bilancio, evitando remunerazioni milionarie, l’accentramento di cariche pubbliche in poche mani, il coinvolgimento delle banche negli affari truffaldini. Tutti i lettori hanno ben  chiara la situazione.  Bisogna agire ora ed il TAV è solo uno, forse l’esempio più evidente di ciò che oggi non funziona. Dunque diamoci da fare per mandare a casa chi vuole continuare la truffa. Il TAV è già fermo, ma questa truffa continua… più o meno come è successo per il Ponte sullo stretto Per fermare anche la truffa partecipiamo numerosi alla marcia del 23 marzo, senza mai smettere di informarci, informare, parlare, spiegare. La nostra è una bella comunità di persone. Una comunità che va ben oltre la Valle, che ha dato speranza a tante persone, in tutta Italia. Abbiamo la responsabilità di coinvolgere e farci coinvolgere aiutando questo povero Paese a crescere prima di tutto moralmente, e per farlo servono tutte le persone di buona volontà. Poco importa se hanno votato o chi hanno scelto. Le persone serie hanno principi solidi. A noi servono queste persone e anche al Paese!

           A sarà dura ma ce la faremo       Grazie a tutti per l’attenzione.   

La redazione di Ambientevalsusa     scrivi a: iinfo@ambientevalsusa.it
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29 novembre 2012  - 
A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE 

LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI
Con questa mail vorremmo comunicare a coloro che ci leggono alcuni concetti semplici che riguardano la vicenda della Torino Lyon e vorremmo farlo con poche parole.
La prima questione riguarda l'inizio dei lavori nell'area  “strategica” di Maddalena.
Non c'è alcun inizio del tunnel, tanto meno di quello geognostico, che dovrebbe servire per verificare la fattibilità di quest'opera. Non sanno ancora se l'opera sia fattibile ed i lavori di sbancamento realizzati nel fortino difeso dall'esercito da ben 17 mesi sono solo uno specchietto per le allodole. Anzi uno specchietto per la UE, per cercare di ottenere qualche spicciolo, visto che i soldi son finiti da tempo e che ben 2 ditte coinvolte son già fallite.
Il secondo punto  che osserviamo è la denigrazione del movimento NO TAV.  
Non basta agire scientificamente da anni,  per denigrare singole persone, un movimento civile o una popolazione intera. La storia è vecchia, se non riesci a vincerli definiscili Autonomi, Anarchici, pericolosi Comunisti mangia bambini. BALLE!
La gente No TAV non è così facilmente classificabile e ne abbiamo numerose prove, ma la migliore  prova risiede nella ASSOLUTA MORALITA' di un signore che a nome di tutti noi, si sta spendendo da anni, in prima persona, insieme a tanti giovani, anziani, artigiani, operai impiegati, donne e uomini seri, che non parlano mai a vanvera. Questo signore si chiama ALBERTO PERINO, è un ex vice direttore di banca in pensione, uno che di conti ne capisce, padre di famiglia, marito premuroso, appassionato di archeologia e di storia, profondo conoscitore della valle in cui vive. Tutti quelli che lo conoscono sanno che potrebbero affidargli i loro portafogli, i loro figli, le loro case, così come si può fare solo con le persone per bene. Persone oneste, che non parlano a vanvera!
Diciamo che Alberto è un modello per tutti noi del movimento, uno che ha subito perfino l'umiliazione di un’ingiusta perquisizione di casa a causa delle sue trasparenti e circostanziate posizioni  NO TAV. Diciamo anche che di modelli come Alberto ne abbiamo a centinaia, migliaia in valle di Susa! Ecco probabilmente sono queste  persone per bene che fanno paura a chi vuole rubare agli italiani  il futuro, i risparmi, il rispetto delle istituzioni. Di quei poveri uomini che usano lo Stato per i loro sporchi interessi e per soddisfare la loro sete di potere non vogliamo neppure parlare, sono penosi, ma diventano ancora più repellenti, viscidi se messi a confronto con persone pulite ed idealmente integre come Alberto. Una differenza abissale, che la gente ha compreso, che si capisce subito, al primo contatto, la prima volta che li senti parlare.
La qualità migliore di Alberto? La sintesi. Queste sono le sue parole, pronunciate oggi in conferenza stampa per spiegare l'attuale situazione in valle di Susa, che è il terzo elemento che vogliamo condividere con Voi, sperando che possiate fare il passa parola via internet ed in ogni modo possibile presso i Vostri amici. Giudicate Voi!
Scarica l’audio della conferenza
(http://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/11/confstampa.mp3)

"137 prescrizioni al progetto definitivo sul cantiere TAV....
Il progetto esecutivo NON E' MAI STATO PRESENTATO.....

Si sta operando in assoluta illegalità edilizia.....
La legge non è uguale per tutti...
Siamo in un'europa di Polizia ...
dove i politici si prostrano, si inginocchiano e scodinzolano...
gli arresti di questa mattina sono bombe ad orologeria
che sono fatte scoppiare dalla procura di Torino... Segnalazioni ai servizi sociali contro i minori che distribuiscono volantini e convocazione delle loro famiglie......chi pensa con la sua testa è condannato.... cosa gravissima.
Io credo che questi arresti, queste bombe ad orologeria, in vista di quanto previsto per la prossima settimana, quando ci recheremo a Lyon, sfilando con i NO TAV francesi, sia il sintomo della repressione.
Una volta erano i politici a opporsi ... oggi invece sono complici
.
Noi crediamo che sia una deriva autoritaria per consegnare il paese ai poteri forti.
Noi in  Valsusa, non ci fermeremo
".
Le ragioni dei No Tav (video con Alberto Perino

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25 settembre 2012  - 
IL FUTURO E' IN VALLE DI SUSA 

RITORNO AL FUTURO: LUCA RITORNERA' IN CLAREA, ASPETTIAMO ANCHE VOI.
Marcia del movimento NO TAV che è ben lieto di raccogliere l'invito di Luca ad accompagnarlo nel suo primo ritorno sotto il famigerato traliccio. Rilanciamo quindi l'appello alla partecipazione a questa giornata, per tornare insieme a Luca in Clarea, a sette mesi dall'incidente causato dalla bestialità e dalla noncuranza dell'apparato militare dispiegato il giorno dello sgombero della baita. Guarda il video.
23 settembre 2012: Incontro tra i NO-TAV italiani e francesi Gli oppositori italiani e francesi si sono incontrati domenica 23 settembre a Bussoleno presso la sede della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone in presenza di rappresentanti istituzionali di entrambi i paesi. Hanno tra l'altro accertato che la società LTF ha recentemente modificato sul suo sito web il preventivo dei costi del progetto Torino-Lione diminuendolo di due miliardi di euro, per far credere che il finanziamento potrebbe essere così assicurato. [Vedi il comunicato stampa in italiano ed in francese].
22 settembre 2012: LTF società che si definisce privata e di diritto francese vuole spendere 1.834.602,00 EUR (quasi quattro miliardi di vecchie lire) per realizzare una caserma che ospiterebbe le forze di polizia nel cantiere della Maddalena di Chiomonte proprio dove vorrebbero scavare il cunicolo esplorativo per verificare la reale fattibilità del tunnel sotto il massiccio d'Ambin. Alla Corte dei Conti italiana naturalmente di questa spesa non importa nulla, tanto di soldi lo stato ne ha a bizzeffe. Quali sono i veri interessi da difendere?
22 settembre 2012: nuovo presidio permanente di Chiomonte proprio di fronte all'entrata della zona militarizzata che conduce alla Maddalena. Guarda il video.

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   26 luglio 2012  - 
 
MARCE SPREAD E GIUSTIZIA
   Nella foto: roditori per sopravvivenza, non le pance senza fondo della maggiorparte dei politici.

IL TAV E LO SPREAD DELLA GIUSTIZIA ITALIANA.
Il pm  (ovvero chi sosteneva l’accusa) ha chiesto l’assoluzione per i due sindaci Mauro Russo e Simona Pognant. Il Tribunale di Torino li ha assolti, Mauro dall’accusa di lesioni a pubblico ufficiale  perché il fatto non costituisce reato e Simona Pognant  per non avere commesso il fatto.
Gli episodi di cui furono accusati i nostri sindaci risalgono al dicembre 2005.  A distanza di 7 anni è stato lo stesso pm a chiedere l’assoluzione. Questo è un esempio classico di “Spread” della giustizia italiana. Tempi morti, costi enormi, lungaggini perfino nei casi in cui è così manifesta l’assurdità della situazione. Ma questo è solo un caso… c’ è di peggio.
In questi giorni i legali delle Associazioni ambientaliste stanno provando ad abbassare lo spread di cui dicevo rispetto ad un’altra vicenda giudiziaria collegata alla linea TAV . Questa volta si tratta di giustizia amministrativa. In questo caso si rasenta l’operetta.
Molti valsusini ricorderanno che Ambientalisti e Comunità Montana l’anno scorso hanno notificato i ricorsi al TAR Lazio con cui si si sono impugnate le due delibere CIPE relative al cantiere della Maddalena ed ai progetti sulla parte internazionale della Torino Lyon. Infatti dopo uno studio approfondito durato  mesi gli esperti valutarono che quei progetti contenessero molte illegittimità e riscontrarono lacune tali da rendere addirittura contraddittorie molte delle prescrizioni fatte inserire a forza nei progetti dai ministeri.
Bene cosa è successo ad un anno di distanza?   A S S O L U T A M E N T E    N U L L A!  Qualcuno dirà: “ ma è solo passato un anno!” Vero, peccato che la giustizia amministrativa dovrebbe giudicare su un cantiere che nel frattempo è già partito! Cosa aspettano, che gli crolli addosso la montagna? Pare di si, infatti, a Roma nulla si muove. E sapete perché? Semplicemente perché nessuno ha ancora nominato il giudice titolare del Tribunale Amministrativo del Lazio… La carica è vagante, e la giustizia sprofonda nello spread, tanto che gli avvocati degli ambientalisti hanno dovuto presentare un’istanza di “prelievo” che può essere definita come la prassi attraverso la quale i legali delle parti potenzialmente lese (Valle di Susa e Ambiente) segnalano l'urgenza di un ricorso.
Non sfuggirà a nessuno che se non c’è un titolare al TAR ci saranno dei sostituti, ma pare non possano giudicare il ricorso e tutti sono in attesa di una nomina che tarda ad arrivare. Come mai non arriva? Come mai i giornali di queste “disfunzioni” non parlano? Come si fa a nominare Virano e mandarlo a Parigi e non nominare un semplicissimo giudice al TAR?
Intanto l’estate valsusina vede i politicanti farneticare di campi paramilitari e nemmeno si accorgono di creare problemi senza fornire alcuna soluzione. Anche il lavoro dei politici è un lavoro particolare  e mentre alcuni comuni vanno via dall’Osservatorio, i militanti no tav partono per la quarta campagna di “Compra un posto in prima fila”.
Il campeggio di Chiomonte prosegue, chi ha paura di questa iniziativa non ha neppure letto il programma delle attività.
Ormai anche i Francesi, dopo Portogallo, Spagna, Austria e Slovenia voltano le spalle all’Alta Velocità e per chi volesse conoscere la posizione degli oppositori francese al TAV può leggersi questo articolo.

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 30 maggio 2012  - 
NIENTE SOLDI PER I TERREMOTATI, TANTI SOLDI PER GLI APPALTI TAV

Cari amici, vicini e lontani,
è passato più di un mese dall'ultima mailing di Ambientevalsusa ed in questo periodo abbiamo voluto guardare la vicenda TAV con il maggior distacco possibile. Volevamo capire meglio e forse ci siamo riusciti.
Una serie ininterrotta di fatti si sono concatenati non casualmente dopo l'esproprio dei terreni della Maddalena e la contemporanea illegale occupazione di altre aree private nelle vicinanze del presunto cantiere di sondaggio.
Innanzi tutto si è capito che lo stato colpisce i cittadini senza pietà alla minima occasione, ma non lo fa per ciò che riguarda il TAV con le organizzazioni economiche che agiscono illegalmente.  
Lo stato non ha i soldi per mettere in sicurezza il paese, parole del capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli:  “Per mettere in sicurezza il territorio italiano servono 41 miliardi di euro, ma non ci sono ne’ i soldi ne’ i tempi per tradurre gli eventuali investimenti in opere”;  lo Stato non paga più i danni per le calamità naturali La pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale è datata 17 maggio 2012, meno di 72 ore prima del tremendo sisma che ha devastato l'Emilia Romagna; in base alla riforma della Protezione Civile, d'ora in poi qualunque calamità naturale è interamente a carico del cittadino. In caso di terremoti, alluvioni, frane, tsunami, lo Stato non  paga i danni subiti dai contribuenti,  gli stessi piallati dall'Imu e da altre centinaia di tasse, le più recenti l’aumento della benzina e dell’IVA.
Stime parziali della sola Coldiretti parlano di danni nelle aree terremotate di oltre 3 miliardi di euro solo nel settore agroalimentare.
Una parte di Italia sta crollando ma il governo si ostina a spendere un mare di denaro per le grandi opere, le spese militari, le parate, gli stipendi principeschi di parlamentari e di burocrati, tra cui il commissario straordinario per la Torino-Lione Mario Virano, il presidente della CIG Reiner Masera, il rappresentante per la provincia di Torino nell’Osservatorio To-Ly Paolo Foietta e lo spropositato costi di sicurezza del Fortino della Maddalena di Chiomonte che ormai ha raggiunto i costi assimilabili alle campagne di guerra, pardon missioni di pace,  dei nostri soldati all’estero.
La ministra Fornero  non ha neppure i soldi per le pensioni, Monti richiama all’unità del paese, il presidente della Repubblica ogni giorno ci rassicura che ce la faremo (chi ha scelto Monti?) e dulcis in fundo la Cancellieri considera “la TAV madre di tutte le preoccupazioni”.
Nessuna di queste autorità per fortuna è ancora riuscita a collegare il terremoto con il movimento No Tav.
Se al posto di Monti ci fosse il signor Spiaggi che cosa farebbe?
- Fermerebbe l’acquisto degli F-35 e rinvierebbe la parata del 2 giugno;
- istituirebbe lo scudo fiscale sui capitali esportati illegalmente, applicando un’aliquota seria come fanno Germania ed Inghilterra;
- si attiverebbe per una patrimoniale sui grandi possedimenti, riducendo contemporaneamente il carico fiscale sul costo del lavoro;
- diminuirebbe i costi della politica e vieterebbe il gioco d’azzardo, proprio come quando l’Italia era ancora un paese sano.

Non serve aggiungere che un governo serio eviterebbe opere inutili e per quelle utili, prima di realizzarle ne verificherebbe attentamente i costi. Per quanto riguarda il costo della Torino-Lione che assumerebbe valori record, indebitando ulteriormente le finanze pubbliche, è chiaro che risulterebbe l’infrastruttura più inutile d’Europa e strategicamente utile soltanto agli arraffoni.

E’ chiaro che la Torino Lyon non è altro che il paradigma di tante enormi ruberie che andrebbero riconosciute e perseguite. Fermiamo la truffa del TAV e sarà più facile agire anche sulle altre. Chi ha responsabilità nel fallimento del sistema vada a casa, lasciando un po' di spazio a delle facce nuove.
DICIAMOCELO, far peggio di chi li ha governato negli ultimi anni non sarebbe davvero semplice!
IL CAMBIAMENTO HA BISOGNO DI OGNUNO DI NOI.

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14 marzo 2012  -  14 MOTIVI PER NON FARE LA TORINO-LIONE

DOMANDE E RISPOSTE

1 - Quali sono le vere ragioni per cui il Governo dichiara di voler riconfermare la Torino Lione come opera strategica?
E’ vero che l’Unione Europea ritiene che il progetto prioritario n. 6, ex Corridoio 5, “Lione-Trieste/Koper-Lubiana-Budapest-frontiera ucraina” faccia parte dei 30 progetti prioritari della Rete di Trasporto Transeuropea (TEN-T), ma è altrettanto vero che l’Europa non ha mai chiesto all’Italia di realizzare una linea ad Alta Velocità su questa direttrice, ma al contrario ha chiesto di intervenire sulle linee ordinarie.

La decisione n. 884/2004 quindi non impone che sia realizzata su questa direttrice una nuova linea ad AV ma chiede interventi che favoriscano i collegamenti tra i vari Paesi d’Europa e garantiscano l’interoperabilità dei vari sistemi di trasporto, che questo avvenga con la costruzione di nuove linee (di valico o no) o con il potenziamento delle linee esistenti è assolutamente indifferente per l’Europa che, anzi, avendo calcolato il costo complessivo per la realizzazione dei 30 progetti in ben 600 miliardi di euro ha raccomandato sin dall’inizio che la priorità dei singoli progetti fosse valutata sulla base di serie verifiche di carattere economico-finanziario, tecnico e ambientale.
Il modello di sviluppo perseguito dai proponenti dell'opera è basato sulla crescita continua dell'economia, sulla supposta creazione di lavoro, ancorché precario e rischioso, sottopagato. Un modello di sviluppo per nulla sostenibile.
I collegamenti internazionali moderni sono ormai di tipo immateriale (internet) , realizzabili in tempi brevissimi e modulabili a costi irrisori. Perseverare con opere colossali legate al cemento e tondino è un modo vetusto di guardare al mondo ed al Nostro Paese, collegato ai gruppi di potere che portano avanti tecnologie ed interessi altrettanto vecchi.
L'alibi della riduzione delle emissioni di CO2 e del protocollo di Kyoto è smentito dal bilancio energetico realizzato da esperti italiani ed internazionali su questa colossale opera.
Nessuna strozzatura, né a Torino né a Chambery verrebbe eliminata con il progetto attuale della Torino Lyon, al contrario si arrecherebbe un danno colossale e duraturo (almeno 25 anni) agli investimenti turistici dell'alta valle di Susa. Da annotare poi che il costo previsto per la manutenzione di una simile galleria, si parla di oltre 400 milioni annui, costituirebbe un onere suppletivo che non viene mai citato.
Nessuno snellimento è previsto per il trasporto di passeggeri. Oggi utilizzano il Low Cost aereo se hanno urgenza, ma mezzi meno costosi del Tav se si muovono giornalmente per lavoro.
Per ciò che riguarda le merci è facilmente reperibile su qualsiasi analisi ufficiale di traffici un dato che il Governo ed il signor Virano dimenticano: I valichi alpini italiani sono tutti utilizzati sotto la soglia del 40%, eccetto il Brennero. Ciò accade perché il flusso di merci prevalente utilizza gli assi di collegamento Nord Sud, ovvero dai porti italiani, verso il centro Europa e viceversa. Solo il 12 % dei traffici italiani si dirigono verso Est, mentre meno del 20% prende la direzione Ovest.
Una Nuova ferrovia merci Est Ovest nella pianura Padana non è necessaria esistendo alternative come la “Medio Padana” e non essendo possibile far transitare i treni merci sulla linea veloce Torino Milano. “Essenziale, irrinunciabile, strategico, tagliati fuori” sono termini propagandistici che un governo serio e soprattutto “tecnico dovrebbe evitare.
Per ciò che riguarda il “futuro” bisogna dire che il tunnel di Maddalena è geognostico, serve cioè per capire se l'opera sia realizzabile e per sperimentare la fresa, finora mai testata nel massiccio d'Ambin. Non c’è nessun futuro roseo davanti a noi, al contrario è molto vicino il baratro economico e tecnico. Bisognerebbe capire quale sia la ragione per cui il Governo da credito a Virano che si è dimostrato uno dei veri elementi dirompenti in questa faccenda, operando sostanzialmente la più grande azione di disinformazione lobbistica mai avvenuta e retribuita dallo Stato.
Interporti e basi logistiche sulla linea Torino Lyon esistono già, sono finanziate dalla UE e vengono utilizzati in media al 25% della loro reale potenzialità nonostante ingenti finanziamenti a fondo perduto (18 milioni di euro anno). In particolare lo scalo merci di Orbassano è oggi utilizzato solo al 10% della sua potenzialità. Il gap non è logistico è di mercato. Se la logistica esistente non funziona ciò è imputabile ad un sistema feudale, arretrato, per nulla tecnologico che le ferrovie italiane non hanno interesse economico di migliorare ma piuttosto una capacità riconosciuta di portare alla paralisi. Le ferrovie sono diventate un'impresa privata a capitale pubblico, il più grande sistema appaltante italiano; un'impresa privata finanziata dai contribuenti con beneplacito dello Stato e dei politicanti che si avvantaggiano di questo sistema. Una anomalia denunciata ripetutamente persino dalla Corte dei Conti.

2 - Qual é il costo?
Il progetto low cost da 8,2 miliardi di euro, a cui si fa riferimento nella risposta di Palazzo Chigi, al momento è una chimera. Infatti, nel testo dell’accordo del 30 gennaio scorso tra Italia e Francia, non c’è traccia di alcuna nuova stima, né di alcun vincolo di finanziamento per l’Unione Europea: ci si limita ad indicare la nuova percentuale del contributo dei due Paesi contraenti (57,9% a carico dell’Italia e 42,1% a carico della Francia) e si rimanda al progetto definitivo per avere un costo stimato da un terzo esterno. E’ grave, quindi, che la Presidenza del Consiglio accrediti l’esistenza di una nuova stima ufficiale dei costi dell’opera e indirettamente l’esistenza di un piano economico-finanziario ad ora inesistente o comunque non conosciuto.

Quindi gli 8,2 miliardi di euro, di cui un 40% (3,28 miliardi di euro a carico dell’Unione Europea) sono una pura e semplice fantasia, sia perché ad oggi nessuno ha spiegato come si arrivi a questo sconto sulla realizzazione del tunnel, né come un accordo bilaterale, non sottoscritto dall’Europa, possa impegnarla a versare quasi 3,3 miliardi di euro, quando tra l’altro la coperta è molto corta sulle reti transeuropee (TEN-T). Tanto che il commissario europeo ai trasporti Siim Kallas, negli scorsi giorni in un’intervista ad Italia Oggi ha dichiarato che i fondi pluriennali destinati agli assi prioritari europei potrebbero aumentare da 8 a 31,7 miliardi di euro, che divisi per i 30 progetti prioritari europei, fanno al massimo un miliardo di euro per ogni progetto, spalmato nel tempo.
Il finanziamento della UE per le opere di indagine di fattibilità è stabilito al momento (salvo nuovi tagli) in circa 643 milioni (erano 671 e sono da suddividere tra Italia e Francia). I contributi verrebbero elargiti solo a fine lavori e solo se i tempi stabiliti saranno rispettati. Oggi il sondaggio geognostico non è ancora partito nonostante nel crono programma si citasse una data precisa, inizio 2010!

Il progetto preliminare della tratta italo-francese approvato dal CIPE contiene ben 222 “prescrizioni” e 5 raccomandazioni, ed è stato impugnato davanti al TAR dalle associazioni ambientaliste e dagli Enti territoriali coinvolti, ognuno sulla base della propria legittimazione. Allo stesso modo è stato impugnato il progetto della discenderia di Chiomonte. Mentre il progetto preliminare della tratta nazionale è ancora sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale e il Ministero dell’ambiente ha chiesto ben 36 integrazioni su aspetti ambientali salienti del progetto. Iniziare l'opera prima del perfezionamento delle procedure di VIA e delle decisioni del TAR Lazio sarebbe un azzardo.
La suddivisione per fasi del progetto è un espediente per dimostrare che i costi diminuiscono. In verità l'operazione non ha funzionato poiché nei progetti si dichiara che la “fasizzazione comporta costi suppletivi per circa 200 milioni di euro! Inoltre se l’Europa decidesse di finanziare solo il tunnel, resterebbe totalmente a carico delle finanze pubbliche la tratta tra Susa e Chiusa San Michele con un surplus di costi rispetto quelli oggi stimati di oltre un miliardo di Euro (a preventivo).
La priorità sarebbe la sistemazione del nodo, cosa vogliono fare invece? Realizzare la galleria. Il grande affare sono gli appalti per il tunnel di 57 km (che ancora non si sa se è fattibile), ma la criticità è il nodo di Torino dal costo pari a 1/20 della galleria. Strano vero?
Più che “low Cost” questo sarebbe un progetto “long cost”, ma questa metodologia permetterebbe di cominciare l'opera tenendo aperto il rubinetto dei costi il più a lungo possibile, come una Salerno Reggio Calabria del nord….
Tra l’altro nell’Accordo ufficiale tra Italia e Francia del 30 gennaio scorso non c’è traccia di cifre e anzi si rimanda al progetto definitivo e ad una valutazione di un soggetto terzo per stabilire il costo dell’intervento
La ripartizione dei costi che Monti dichiara in 8,2 miliardi, ma che sul sito ufficiale Ltf diventa 9,5 miliardi, sarebbe ripartito tra gli stati in modo non proporzionale ai chilometri di galleria: l'Italia per i suoi 12 km (su 57) pagherebbe il 50% dei costi.
L'asse commerciale equivalente al 34,4 % citato da Virano, pardon Monti, nel suo documento non significa nulla. Dell'asse fanno parte anche il valico del Monte Bianco, il Frejus autostradale, Ventimiglia, i valichi del cuneese tra cui quello di Tenda... idem per sui valori di interscambio verso Ovest. Si annoti che i valori di interscambio aumentano con l'aumentare del valore delle merci e dell'inflazione, il che non corrisponde a quantità di traffici reali. Un 6,3% in più citato da Virano é sostanzialmente dovuto all'aumento dei prezzi, mentre la quantità di scambi in tonnellate resta sostanzialmente inalterata rispetto al 2010, ma ben al di sotto (circa 70 %) rispetto alla fine degli anni 90. Qui il governo tramite i dati dell'Arch. Virano ha cercato di fare il furbetto, ma a dimostrazione che i flussi principali e assolutamente maggioritari siano Nord Sud il Governo stesso ammette che la Germania ha il maggior interscambio con l'Italia...
I costi dichiarati pubblicamente in TV da Virano per la Torino Lyon sono 130 milioni a chilometro, a preventivo (tutti sappiamo che a definitivo come minimo quadruplicano), ma la cosa da chiarire è che si tratta di stime al 2009. Quanto costava l'acciaio, la benzina, il rame, il cemento nel 2009? Alcune materie prime sono già aumentate del 35% in 3 anni. Possiamo già parlare di 160 milioni a km a preventivo' 1600 euro a centimetro? Quante scuole, ospedali, quanti locomotori o vagoni si possono comperare con la cifra equivalente ad un km di ferrovia? In ogni caso finora, senza piantare un chiodo circa 800 milioni sono già sprofondati nel buco della Torino Lyon. Un economista, definito “tecnico” che avvalla simili sprechi non può definirsi sobrio! A proposito, Di Pietro, ministro che chiese i finanziamenti nel 2007 scriveva: Questa è un'opera dalla complessità senza precedenti, che abbisogna di un “montaggio finanziario accurato e della partecipazione economica della UE. Nessuno sa se l'Europa tirerà fuori i soldi, nessuno sa se l'Europa troverà dei finanziamenti. Tutti i governi invece vorrebbero tenere i costi delle grandi opere fuori dai bilanci statali. Insomma la Torino Lyon non ci porterà più velocemente in Francia ma verso Atene, verso l'aumento infinito del debito pubblico, verso il fallimento.

3 - Qual'è l'importanza economica dell'area collegata alla Torino Lyon?
Parlare di baricentri economici e di numeri di abitanti ha un senso se si parla di bacini economicamente pesanti come Parigi e Londra, circa 40 milioni di abitanti, nonostante questo la linea ferroviaria Eurotunnel è già fallita 2 volte! Si consideri inoltre che l’itinerario preferito per i treni dell’Eurotunnel prosegue sulla direttrice svizzera e non italiana per evidenti ragioni di maggior traffico. Per le merci inoltre andrebbero considerati prioritariamente gli itinerari delle “autostrade marittime”, che per evidenti questioni di costi del trasporto assorbiranno nel tempo sempre maggiori quantità di traffici.
La propaganda delle “macroregioni” è una bufala colossale, degna di truffatori del secolo scorso, i tassi di crescita di questa macroregione supposta non sono neppure paragonabili con regioni ben più piccole della Germania che non sono state benedette con la AV ferroviaria. Il parallelismo dell'architetto Virano tra crescita, futuro e velocità/ capacità è del tutto anacronistico allorché tutte le regioni economicamente avanzate ragionano oggi di filiera corta e chilometri zero, di reti internet, di cablaggio. La novità non è il cemento, la novità, è la rete informatica questa si ad alta velocità!
Le risposte del governo si basano spesso su valori monetari che sono soggetti a variazioni indipendenti dalle quantità di merci trasportate e si può facilmente verificare che non esiste nemmeno un parametro utile di ragionamento che si basi su numeri di passeggeri. Nel miglior stile di Virano si interpretano i dati, e quando si rischia di non saper cosa dire di favoleggia di futuro senza neppure aver compreso il presente.

4 - Quali sono i punti più qualificanti del nuovo accordo?
Il nuovo accordo, come già detto (vedi domanda e risposta n. 2) stabilisce nella sostanza solo la nuova ripartizione percentuale dei costi tra Italia e Francia ed è significativo che nella risposta della Presidenza del Consiglio si usi il condizionale: l’Ue potrebbe erogare un finanziamento fino all’ammontare del 40% del costo complessivo. L’uso del condizionale può essere comprensibile ai soli fini propagandistici ma è sinceramente impresentabile dal punto di vista istituzionale, visto che il testo compare sul sito di Palazzo Chigi.
Si deve ricordare che in nessuna parte dell’Accordo del 30 gennaio compare alcuna esplicitazione dell’impegno dell’Unione Europea non potrebbe essere altrimenti dato che l’accordo del 30 gennaio, non è sottoscritto dalla Commissione Europea ed impegna solo i Governi di Italia e Francia.
C’è da notare tra l’altro che si tratta di uno strano accordo, anche rispetto ai reali impegni assunti dai due Paesi contraenti dato che all’art. 1 che descrive l’Oggetto dell’Accordo si precisa: “IL presente accordo non costituisce uno dei protocolli addizionali previsti all’articolo 4 dell’Accordo firmato a Torino tra i Governi italiano e francese il 29 gennaio 2001. In particolare non ha come oggetto di permettere l’avvio dei lavori definitivi della parte comune italo-francese, che richiederà l’approvazione di un protocollo addizionale separato, tenendo conto in particolare della partecipazione definitiva dell’Unione europea al progetto”. Di quale accordo parliamo? Quello del 2001, quello sul libro bianco di Delors oppure quello di Pracatinat? Di una cosa siamo certi: quando i proponenti sono in crisi fanno un nuovo accordo, e ad ogni accordo o costi lievitano, mentre le merci diminuiscono e i cittadini comprendono sempre più la truffa.
I tre anni di lavoro impegnativo e ben retribuito di burocrati e faccendieri hanno portato ad un unico risultato: la militarizzazione del territorio ed una spesa enorme (attorno ai 100.000 Euro al giorno), solo per la cosiddetta “sicurezza” di Maddalena, il finto cantiere, così come è stato definito dai parlamentari europei che lo hanno recentemente visitato.
Far approvare in progetto di questo tipo da parlamenti che non sanno neppure di cosa si parla come è stato dimostrato ampiamente (RAI 2 L'ultima Parola) è un comportamento irresponsabile specie per un Governo pro tempore di presunti tecnici.
E' fin troppo evidente l'interesse delle banche, prima ancora che di Confindustria all'affare. Il vero affare infatti è prestare i capitali senza rischi per decine di anni. Capitali enormi che permettono l'incasso garantito di interessi colossali, presumibilmente non inferiori al capitale impegnato nell'opera.
Interessi a debito che alla fine saranno caricati sulle future generazioni. Insomma con il DIO TAV si vende una profezia di progresso uccidendo le poche speranze dei giovani caricandoli di debiti. Con il DIO TAV si rende palese la totale nullità della politica e la mancanza di etica economica. La stessa mancanza di etica che stava dietro alle risate tra imprenditori dopo il terremoto dell'Aquila.
Quando poi si parla di riprogettazione e di Governance viene veramente da ridere. Basta pensare a tutta una serie di sondaggi mai effettuati o realizzati sul lato opposto della valle rispetto all'attuale percorso.
Per concludere annotiamo che il trasferimento modale alpino dovrebbe far parte di un piano nazionale dei trasporti che invece manca colpevolmente da anni. L'uno e l'altro rimangono buoni propositi, nient'altro.

5 - L'opera è stata concertata col territorio?
Anche qui dire che c’e’ stata attenzione alle richieste del territorio e che ci sono state 183 sessioni di lavoro settimanale non dimostra, né conferma assolutamente nulla visto che i progetti del cosiddetto cunicolo della Maddalena, del tunnel di base e della tratta italiana, presentati in VIA, mai sono stati sottoposti all’approvazione dell’Osservatorio Val Susa. Né, d’altra parte, il ruolo dell’Osservatorio è stato mai quello di dare assenso a specifici progetti. Certo l'Architetto Virano fatica molto a distinguere il suo ruolo di promotore dell'opera da quello di Commissario “super partes”, riducendosi spesso ad una maschera teatrale in stile goldoniano.

Come si legge nel Primo quaderno redatto dall’Osservatorio (pag. 9) viene semplicemente detto che questo è l’organo tecnico in cui sono rappresentate tutte le istanze interessate, che ha il compito di istruire i problemi. Demandando al “Tavolo istituzionale” di Palazzo Chigi e alla Conferenza dei Servizi, rispettivamente le decisioni politico-istituzionali e amministrative riguardanti i progetti.
Le istanze dei territori sono state rappresentate? La risposta è NO. La prova? I sindaci buttati fuori dall'Osservatorio se non condividevano l'opera. Oppure tecnici come il Professor Tartaglia silurato perché pretendeva di verbalizzare gli incontri dell'Osservatorio.
Inoltre si propaganda l'accordo di Pracatinat come l'inizio della concertazione, ma da quando in qua un accordo viene firmato solo da una delle parti, il proponente (travestito da Commissario), l'Architetto Virano?
Forse per richieste del territorio si intende lo spostare il tracciato di qualche decina di metri, progettare gallerie nel fondovalle, sotto alla linea esistente, convincere a forza di Contributi regionali comuni come Chiomonte (800.000 euro promessi per l'area archeologica) oppure la promessa di stazioni internazionali in cui in realtà i treni non fermeranno mai, come a Susa. Parlare di compensazioni con chiunque abbia studiato i progetti è perlomeno offensivo, infatti gli unici che le accetterebbero sono i comuni non coinvolti dall'opera. Guarda caso delle 50 amministrazioni coinvolte nella fase due dell'osservatorio, dopo l'esclusione dei sindaci contrari all'opera, ben 38 amministrazioni non risultano coinvolte dall'opera. Un esempio di truffa partecipativa, propaganda viranesca, parole al vento, anni di bugie per ottenere che la valle diventasse un calderone. Bravo Virano!
Signor Monti, uno simile commissario straordinario in un paese civile lo avrebbero licenziato da tempo e invece di vender fumo dovrebbe guadagnarsi da vivere nel mercato reale dell'architettura!
Per concludere annotiamo che dai Quaderni dell'Osservatorio si evincono 3 elementi: 1) la linea attuale non è satura, 2) l'opzione zero non è mai stata considerata, 3) prima delle nuove linee serve una politica dei trasporti, che però nessuno immagina di porre in essere.
Oggi si fa tanto parlare di compensazioni e di cifre. Facciamo notare che di fronte ad un costo a km a preventivo di 130 milioni, 500 a definitivo, ogni compensazione promessa non è altro che una vergognosa bufala buona per dei boccaloni della prima ora. Solo degli squinternati irresponsabili travestiti da amministratori possono pensare di farsi convincere da simili argomenti, anche perché la salute non può stare sul tavolo di alcuna compensazione.

6 - Quali saranno i principali vantaggi della Torino Lyon, una volta realizzata?
Scappa da ridere, ma diciamo subito che il vantaggio sarebbe solo per i finanziatori, le banche e per i General Contractors. La soluzione ci sarebbe: si può da subito di utilizzare qualche locomotore in più su una linea raddoppiata negli anni 80, far girare più convogli nella galleria del Frejus (ammodernata e resa percorribile ai treni merci di ultima generazione con una spesa di 700 milioni di Euro). Invece di vorrebbe scavare per 20 anni (ammesso che l'opera sia fattibile), magari senza aspettare gli esiti dello scavo geognostico, per una galleria inutile. Inutile e pericolosa: milioni di metri cubi di roccia potenzialmente amiantifera e uranifera, con la perdita di una quantità d'acqua equivalente al fabbisogno di 1.000.000 di persone (dato commissione COWI presso UE).
Con pochi milioni di Euro in locomotori, carri e vagoni ferroviari ed un poco di “organizzazione svizzera” si otterrebbe in brevissimo tempo il risultato voluto evitando di infilare il Paese in una guerra di religione sul TAV che costerebbe tra i 20 ed i 60 miliardi di Euro ove si riuscisse mai a realizzarla... forse fra 30 anni.
Una domanda: qualcuno ha l'ardire di dire e scrivere che la linea storica è vecchia, obsoleta. Ma allora perché si sono appena spesi 700 milioni solo nell'ammodernamento della galleria del Frejus di 12 km? Diciamocelo, la Torino Lyon è una truffa, nel caso contrario lo è stata la sistemazione della linea storica! Dei passeggeri non parliamo neppure, chi lo fa è un piazzista. I treni passeggeri veloci viaggiano già sulla vecchia linea, 3 coppie, di TGV e viaggiano ai 170 km orari in valle. Erano 6 coppie, li hanno tagliati per mancanza di passeggeri.
Se fosse serio il Governo dovrebbe spiegare che la nuova galleria necessiterebbe di un traffico di 250 treni al giorno per essere in pari, e che i treni veloci ai 200 all'ora non sono compatibili con quelli merci da 100 all'ora, che le linee veloci non sono compatibili con i treni pesanti, che la linea vecchie e nuova non sarebbero compatibili perché avrebbero alimentazioni elettriche diverse. Questi fatti interessano al Governo o si accontenta della propaganda di Virano? Evidentemente si accontenta, non è per nulla tecnico e ben poco sobrio. Sopratutto non ha a cuore gli interessi dei cittadini ma quelli dei grandi gruppi bancari e di costruttori. Esempio lampante quello dell'affidamento senza asta dei lavori della galleria geognostica di Maddalena.
I Treni “metropolitani” sulla linea esistente ci sono già, girano vuoti, (servizi televisivi lo hanno dimostrato) sono già stati inseriti negli orari, ma non c'è utenza! Nonostante questo la linea attuale ha ancora il 60% di tracce libere.
Documenti governativi ufficiali hanno evidenziato che con la nuova linea completata da Torino a Lyon, solo l’1% dei traffici gomma passerebbe sulla ferrovia (fra 30 anni eventualmente) e non si considera che per allora le tecnologie permetteranno di avere camion molto meno inquinanti, ragion per cui anche la strampalata palla del bilancio ambientale dovuto alla diminuzione del traffico diventa assolutamente evidente.
Non serve velocità ma pulizia, mezzi efficienti, stazioni funzionali, prezzi concorrenziali, politiche dei trasporti moderne, integrazione tra i trasporti e la rete internet. Tutta roba che costa poco se proporzionata alla Grande Opera, il tunnel, buco nel bilancio pubblico.
Concludendo il costi per la Torino Lyon sarebbero immediati, sottostimati, i vantaggi sono già sovrastimati oggi ma sopratutto così lontani nel tempo da perdersi e perdere il Paese.

7 – La Francia è più avanti di noi sui lavori di scavo?
La risposta è semplice, in una valle spopolata, la val Maurienne, forti pressioni politiche e finanziamenti mirati ai comuni interessati hanno permesso finora solo di realizzare 3 diversi sondaggi, ovvero cunicoli che servono per verificare le caratteristiche geotecniche dell’area di intervento, le “discenderie”, in tutto circa 8 km di scavo, che hanno evidenziato problemi geologici e idrogeologici non indifferenti.
Si dovrebbero scavare 57 km di galleria doppia, più le gallerie di collegamento tra i due tunnel, le gallerie di ventilazione, roba da circa 150 km di scavo solo nel massiccio d'Ambin. 50 gradi calore, grisou, rocce inconsistenti, acqua calda in salita, almeno 21 faglie con venute d'acqua in forte pressione, rocce diverse, alcune durissime altre gessose e poco consistenti, vacuolari, intrise d'acqua, poi radon, amianto, materiali radioattivi... per questo e ma Monti non scaverà un bel nulla, in tutti i sensi!
LTF si è dimostrata priva di affidabilità tecnica: le tre opere di scavo che ha gestito si sono dimostrate un clamoroso fallimento. Per la discenderia di Modane, lunga 4.000 m, ha impiegato 5 anni, che corrispondono ad una media di 2,3 metri di scavo al giorno. Per quella di La Praz, lunga 2.480 m, ha impiegato 5 anni, che equivalgono ad una media di 1,4 metri al giorno. Per quella di St Martin La Porte, di 2.280 metri, 7 anni, corrispondenti a meno di un metro al giorno.
Considerando quindi una media di avanzamento di 1,5 m/giorno, la galleria geognostica di 7,5 km di Maddalena non sarebbe conclusa prima di 14 anni. Questa stima non tiene conto però delle probabili difficoltà geologiche che s’incontrerebbero negli scavi, come è accaduto durante la realizzazione della vicinissima centrale di Pont Ventoux, scavata in rocce analoghe, per cui i tempi potrebbero essere assai più lunghi.
In ogni caso la difficoltà di attivare gli espropri di Maddalena evidenzia anche un’incapacità congenita del sistema amministrativo. Le correzioni apportate sono di ordine militare con l’occupazione illegale dei terreni. Già questo fatto dovrebbe chiarire da solo l’impossibilità legale e l’incapacità gestionale di Virano, Ltf, prefetto e forza pubblica. In questo senso la presa di posizione del Governo a favore dell’opera è grave perché giustifica uno stato evidente di illegalità.
Per parte francese va detto che una recente perizia audit nel maggio 2003 stroncava questo progetto. Non a caso il candidato socialista alla presidenza della repubblica francese si è impegnato a dare un “colpo di freno” a nuovi progetti di linee ad Alta Velocità.

8) C’era davvero bisogno della nuova linea Torino Lione, visto il calo del traffico sulla direttrice storica del Frejus?
Il tunnel dell’attuale ferrovia del Frejus è stato ammodernato permettendo il transito dei moderni container posti su camion sino alla sagoma di 4,08 metri (Gabarit B1, tipico delle ferrovie italiane, francesi ed europee): i lavori, conclusi nel dicembre 2010, hanno restituito un’opera grandiosa e modernissima. La questione della differenza di sagoma con i 4,20 metri della Torino-Lione è peregrina, perché anche i più grandi container passano senza problemi, se non sono caricati su di un camion e su un carro tipo Modalohr. I costi di ammodernamento hanno superato 700 milioni di euro.
In val di Susa tra il 1973 ed il 1994 sono stati costruiti anche il tunnel autostradale e l’autostrada del Frejus. La Valle di Susa è la valle alpina più ricca di infrastrutture viarie di Italia, con due strade statali, un’autostrada moderna ed una linea ferroviaria a doppio binario sulla quale già attualmente passa il TGV Parigi-Milano.
Attualmente nel tunnel di valico del Frejus passano 57 treni/giorno contro una potenzialità di 226 treni/giorno.
A livello di interscambio merci Francia-Italia, ad es. nel 2008 il traffico attraverso il valico ferroviario del Frejus è sceso a 4,8 milioni di tonnellate dopo essere arrivato ad un picco massimo di 10 milioni nel 1997. Il traforo autostradale del Frejus ha avuto 12,2 milioni di tonnellate di merci, lo stesso livello di 15 anni prima. Al Monte Bianco nel 2008 sono transitate 8,6 milioni, nel 1998, prima dell’incendio erano 13,3 milioni. Le previsioni di saturazione dei valichi sono del tutto infondate secondo i dati recenti e quindi è falso che sia indispensabile una nuova linea, non transitano merci perché diminuiscono i consumi.
L'ultimo dato risale al 2011, sono transitate solamente 3,9 milioni di tonnellate di merci ed anche l'autostrada (nonostante il progetto di raddoppio del tunnel) vede scendere in ugual percentuale le merci in transito.

9) Ci saranno ricadute occupazionali nella realizzazione della nuova linea? E nella fase di esercizio?
È stato propagandato il Démarche Grand Chantier, ossia “Vendere bene il Grande Cantiere”, uno strumento atto a fornire un’occupazione temporanea per le imprese edili.
Si tratta di garantire ai luoghi attraversati dall’opera che lo sviluppo del cantiere sarà l’opportunità per assicurare lavoro alla manodopera locale. Tuttavia, lavorandoci grandi imprese che quasi sempre non sono di provenienza locale, queste ultime si servono dei propri operai specializzati già esperti e non assumono sicuramente manodopera da formare perché la formazione costa. I programmi di formazione proposti dalla “concertazione tra il potere centrale e gli enti locali” lasciano dubbi poiché si immagina che le amministrazioni locali debbano partecipare con le proprie risorse per formare personale che sarà impiegato per un tempo limitato, quindi un investimento che non torna a casa, una spesa e basta.
Gli unici benefici saranno relativi a subappalti a qualche albergo e ristorante locale e per quanto riguarda i cantieri. L’occupazione temporanea garantita a poche decine di operai non ripagherà l’economia locale, mentre il territorio nel suo complesso sarà devastato dal punto di vista ambientale con probabile abbandono della valle di parte della popolazione e perdita di valore immobiliare.
La cosiddetta Demarche Grand Chantier non è altro che una procedura amministrativa, e con opere simili e così complesse la specializzazione delle imprese e del personale è basilare ragion per cui la cifra di 4000 occupati indiretti è pura propaganda, infatti le società operanti si approvvigionerebbero autonomamente, senza utilizzare personale locale Ciò provocherà la fuga di attività imprenditoriali locali con contemporaneo inserimento nelle lavorazioni a basso valore aggiunto (trasporto e movimento terra) di società già attive nella TAV e magari in odore di mafia.

10) Il progetto ha una sostenibilità energetica?
Si parla di un fantomatico studio sul “bilancio carbonio” del progetto a vita intera dove si stima che a regime la riduzione annuale di emissioni di gas serra sarà paragonabile alle emissioni di una città di 300.000 abitanti, dopo 23 anni però.
Uno studio dell’Università di Siena (dott. Mirco Federici) e intitolato “Analisi termodinamica integrata dei sistemi di trasporto in diversi livelli territoriali” dimostra scientificamente che “mentre il treno classico mostra rispetto all’auto un consumo di energia globale pari alla metà, la TAV mostra consumi doppi rispetto al treno e paragonabili alle auto: questo significa che se un TAV dovesse trasportare meno di 300 persone diventerebbe più energivoro di un’auto con due persone a bordo”.
Per quanto riguarda il trasporto merci la situazione è di gran lunga peggiore: “un treno mostra un consumo energetico che può variare dal 60% al doppio rispetto al trasporto su camion, mentre il TAV mostra consumi che vanno dal doppio fino al triplo dei camion”.
Per quanto riguarda la produzione di CO2 e particolato, “il TAV è addirittura più inquinante del trasporto autostradale”.
Perché in questo studio si arriva a queste conclusioni? Perché lo studio considera la produzione e l’utilizzo dei milioni di tonnellate di acciaio necessario per l’opera che per essere prodotto necessita l’utilizzo di milioni di tonnellate equivalenti di petrolio con emissione di milioni di tonnellate di CO2 e conseguente produzione di polveri sottili; a questo si aggiungono la produzione di cemento e le centinaia di migliaia di viaggi da parte dei camion e mezzi di cantiere.
Non sarà quindi il TAV a ridurre le emissioni proposte dal protocollo di Kyoto, è molto meglio l’attuale sistema ferroviario.
Alcune cifre: 6 milioni di mc di cemento, come 6 torri gemelle di New York, non meno un milione e mezzo di tonnellate di ferro ed acciaio cioè come 30 portaerei). Consumo di energia elettrica 175 milioni di kWh all’anno, per la refrigerazione e ventilazione in fase di scavo che dovrebbe abbassare i 50° a temperature compatibili con la sicurezza.

11) Esiste una sostenibilità ambientale?
Affermazioni categoriche quale quelle contenute nel testo di Palazzo Chigi sul fatto che il progetto non genera danni ambientali diretti e indiretti e che l’impatto sociale sarebbe assolutamente sostenibile si commenterebbero da soli, se non fosse che le risposte oltre ad essere surreali dal punto di vista tecnico (qualsiasi grande opera genera impatti sul conteso territoriale in cui viene inserita), sono molto scorrette, date le pesanti richieste di integrazione volute dal CIPE e dalla Commissione speciale di valutazione di impatto ambientale e considerato, quindi, lo stato attuale delle conoscenze e delle procedure amministrative sin qui avviate.

Infatti, bisogna ricordare, come vedremo meglio qui di seguito, che solo del cosiddetto cunicolo de La Maddalena (Chiomonte) è stato presentato un progetto definitivo, ma ancora non è noto un progetto esecutivo e non sono iniziati i lavori, mentre pendono al TAR del Lazio due ricorsi amministrativi di impugnazione della Delibera CIPE che approva il progetto. Mentre sia per la tratta internazionale italo-francese che per quella nazionale siamo ancora alla progettazione preliminare, con l’impugnazione della Delibera CIPE che approva la tratta internazionale, e quindi si attende il perfezionamento della procedura di VIA sui progetti definitivi.

Per essere più precisi, sicuramente molto più della Presidenza del Consiglio dei Ministri, facciamo qui di seguito un excursus sull’attuale stato dell’arte.

Il 10 agosto 2010 viene avviata la procedura di VIA sul progetto preliminare della tratta comune italo-francese. Il 24 gennaio 2011, grazie anche alle Osservazioni prodotte dalle associazioni ambientaliste (WWF, Pro Natura, Legambiente e Italia Nostra), e dalla Comunità montana e di alcuni Comuni della Val Susa e della Val Sangone, la Commissione tecnica VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente chiede che siano ripubblicate in VIA e quindi sottoposte ad una nuova fase di Osservazioni del pubblico aspetti sostanziali mancanti nel progetto LTF che riguarda principalmente lo scavo di gallerie (tunnel di base e tunnel dell’Orsiera) per complessivi 75 km, quali. 1. le alternative di trasporto dello smarino per ferrovia, 2) le alternative i riutilizzo e valorizzazione di materiale di scavo (in parte non trascurabile contaminato da sostanze pericolose quali l’amianto e uranio) in esubero, a) la realizzazione dello svincolo autostradale sull’A32. Il 3 agosto 2011 il CIPE (Delibera n. 57) approva comunque il progetto preliminare, rimandando l’approfondimento delle integrazioni richieste ed indica 222 prescrizioni su tutti gli aspetti più delicati dell’impatto ambientale, a cui dovrà conformarsi la progettazione definitiva (fase in cui viene perfezionata la procedura di VIA, ai sensi del Codice degli appalti). Nel gennaio 2012 associazioni ambientaliste (WWF, Pro Natura, Legambiente e Italia Nostra) e la Comunità montana e di alcuni Comuni della Val Susa e della Val Sangone impugnano, con due distinti ricorsi, davanti al TAR del Lazio la Delibera CIPE n. 57/2011.

La procedura di VIA sul progetto definitivo del cosiddetto cunicolo esplorativo de La Maddalena è stata avviata il 17 maggio 2010. Il 18 novembre 2010 il CIPE (Delibera n. 86) ha provato il progetto con ben 128 prescrizioni. A giugno la Comunità Montana e alcuni comuni della Val Susa e della Val Sangone e le associazioni ambientaliste (WWF, Pro Natura, Legambiente e Italia Nostra), che avevano presentato a suo tempo Osservazioni nell’ambito della procedura di VIA, impugnano la Delibera CIPE n. 86/2010 davanti al TAR del Lazio segnalando tra l’altro, che a loro giudizio, non si tratterebbe di indagine esplorativa ma di una vera e propria galleria di servizio di 7,6 km, strettamente funzionale al tunnel di base, e contestando il frazionamento dei vari stralci progettuali in VIA (c.d. cunicolo esplorativo, tratta internazionale e tratta nazionale)

Il 28 marzo 2011 inizia la procedura di VIA sul progetto preliminare e lo Studio di Impatto Ambientale (SIA), elaborati da RFI/Italferr, riguardanti la tratta nazionale da Piana delle Chiuse a Torino (o come viene definita burocraticamente “Cintura di Torino e connessioni alla linea Torino-Lione - Nuova linea Torino-Lione Tratta nazionale”). Le associazioni ambientaliste (WWF, Pro Natura, Legambiente e Italia Nostra) nel trasmettere decine di pagine di Osservazioni chiedono il ritiro del progetto e la ripubblicazione ai fini della procedura di VIA perché la documentazione presentata, data la sua vaghezza, non risponde ai requisiti e agli standard stabiliti dalla normativa sugli appalti. Il 9 giugno 2011 la Commissione tecnica VIA e VAS del Ministero dell’ambiente invia a Italferr una richiesta di ben 36 integrazioni su aspetti fondamentali quali le emissioni in atmosfera e l’inquinamento acustico e da radiazioni ionizzanti e non, l’impatto sull’ambiente idrico, sul suolo e sul sottosuolo, sulla vegetazione, la flora, la fauna e gli ecosistemi e il paesaggio, la salute pubblica. La richiesta porta ad una nuova fase della procedura di VIA sul progetto preliminare che viene aperta il 17 aprile 2012.
Il progetto genera danni ambientali diretti ed indiretti, mentre nell’ambito sociale alcuni danni si verificano addirittura già prima dell’inizio di eventuali dei lavori. L’impatto più grave al momento è quello sociale sulle aree attraversate, con evidente manifestazione nel crollo dei prezzi immobiliari. In questo senso ci troviamo in una situazione assolutamente opposta a quella descritta dall’Architetto Virano che improvvisatosi oracolo aveva previsto sui “Quaderni dell’osservatorio” una rivalutazione immobiliare equivalente all’aumento di oltre 26 euro al metro quadrato.
L’insostenibilità ambientale deriva da una quantità di fattori totalmente sottostimati ovvero ufficialmente sconosciuti ai promotori che ad esempio sottostimano in 40 mila le persone coinvolte mentre invece sarebbero almeno 400 mila, molte delle quali nella cintura torinese. Sembra che nessuno nel governo abbia letto il progetto nel quale si cita che l’incremento di malattie respiratorie e cardiocircolatorie sarebbe del 10% in valle a causa dei cantieri… Il trasporto di marino, la creazione di enormi discariche, l’utilizzo massiccio della ferrovia per trasportare rocce, la quantità enorme di mezzi movimento terra necessari non fanno che confermare l’insostenibilità dell’opera. Totalmente sottostimato l’effetto dei forti venti e delle gravi alluvioni che si susseguono da anni in valle.
Il fatto che il progetto attuale (questo è solo il 7° progetto ) si sviluppi in gran parte in galleria non deve rassicurare proprio per nulla. Gli acquiferi delle montagne, la quantità di scavi ed il calore altissimo nelle viscere dei monti sono i fattori ambientali totalmente nascosti da Virano. Fattori che come per l’amianto e l’uranio non farebbero che aumentare i costi dell’opera. Rassicura poco che nel 2005 dopo alcuni sondaggi farsa, Virano avesse rassicurato tutti che l’amianto non c’era… adesso si scopre che ne dichiarano l’esistenza nei loro progetti…
Un tracciato per la tratta internazionale in territorio italiano di 81,1 km ma solamente una decina di km all’esterno, risulta evidente che anche la sicurezza del trasporto diminuirebbe rispetto alla linea attuale... Le gallerie profonde, intercetterebbero le falde acquifere condizionando gli acquedotti e l’agricoltura, risorsa che ha ormai pochi spazi di sviluppo a seguito della enorme quantità di strutture viarie realizzate (nota bene: Virano fu amministratore proprio della più importante, l’autostrada A32). In sintesi il consumo del suolo dell’opera assume una grande rilevanza se confrontata le superfici ancora libere ma il ragionamento dell'Architetto è che siccome c'è già tanto cemento bisogna cementificare ciò che resta...
Il suolo occupato dalla struttura, cantieri, aree a servizio e vincolate creerebbe una situazione insostenibile per le attività, per il turismo e per la residenzialità. Già in passato si sono create enormi strutture inutilizzate, cave e discariche, ma in quel caso nessuno ancora sapeva cosa rappresentava un’opera tanto impattante, oggi tutti ne hanno coscienza.
Un governo che nega l’esistenza di simili problemi non garantisce alcun tipo di fiducia e l’utilizzo della forza per iniziare un semplice cantiere di verifica geologica ne è la prova.

12) Quali sono gli aspetti geologici più importanti?
La difficoltà incontrata da LTf ed Rfi all’epoca dei sondaggi “militarizzati” nel 2010/2011 ha obbligato i proponenti ad utilizzare i dati forniti da altri enti, sondaggi realizzati in aree diverse, a profondità poco rappresentative della realtà che si doveva studiare. Insomma chi racconta che i sondaggi sono stati fatti dice bugie, idem per le valutazioni sull'acqua e sulla presenza di materiali pericolosi. Quale costruttore ammetterebbe di trovarsi di fronte ad un problema? Ma i problemi, forse insormontabili, sicuramente forieri di costi non dichiarati nei progetti ci sono.
Chi vuole fare un test può andare su internet e cercare i vocaboli uranio valsusa, scoprirà cose che Virano nega mentendo spudoratamente. Nessun Architetto ha un naso così sopraffino da poter testare il radon, l'uranio e l'amianto fin dentro le montagne, sarebbe un fenomeno da baraccone. L'Agip Mineraria invece trovò materiali radioattivi nelle aree vicine al “fortino di Maddalena fin dagli anni 70, usando metodi scientifici, rilevando ben 28 affioramenti, la maggior parte dei quali nella zona del cunicolo di Maddalena (!). E dove c'è radioattività, c'e radon, chiedere per informazioni a Pont Ventoux.
Per l'amianto il dato di riferimento è reperibile anche qui su internet, ma anche direttamente nei progetti LTF. Se non bastasse si sappia che a Cesana, vicino al confine francese, i lavori per una importante arteria sono fermi: non si sa come procedere di fronte a tanta roccia amiantifera! Segno che le procedure di sicurezza potrebbero addirittura bloccare i lavori.
L'amianto è presente un po' ovunque in valle di Susa e perfino durante la scelta dei siti olimpici del 2006 si incontrarono affioramenti in diverse località valsusine.

13) Come sarà smaltito il materiale di scavo?
La realizzazione della linea produrrà una rilevante quantità di materiale di scavo. LTF prevede di massimizzare il riutilizzo del materiale, stoccandone grosse quantità nelle discariche valsusine a Mattie, Sant'Ambrogio, Caprie. LTF li chiama “interventi di riqualificazione ambientale” ma 9,6 milioni di tonnellate di pietrisco costituiscono una montagna di pietre e materiali vari, magari inquinati in parte durante i lavori (come nel Mugello). La movimentazione dei materiali a discarica e di quelli riutilizzati e lavorati eventualmente creerebbe un flusso pesantissimo di mezzi in grado di mutare in peggio la già critica circolazione viaria. Per ciò che riguarda il trasporto via treno del marino è la scoperta dell'acqua calda di Virano, o almeno così viene venduta. Trasportare da Susa a Montanaro, vicino a Chivasso, 80 km di distanza, su vagoni ferroviari, passando per il nodo di Torino è un'impresa degna di un illusionista, il mago della bufala. Della serie tutto è possibile, tanto pagano gli altri...
Tra l'altro le discariche di Montanaro prima dell'inizio degli scavi potrebbero già essere esaurite. Ma i maghi a cosa servono? Un colpo di bacchetta magica e via! Zero emissioni, nessun impatto, niente polvere, discariche rinaturalizzate, treni che viaggiano su e giù leggeri e silenziosi per anni, centrali nucleari francesi che producono a tutta forza l'energia necessaria per farli muovere, e noi che paghiamo sia le magie del mago che il suo stipendio (ormai sono 6 anni).


14) Qual è la dimensione reale del dissenso delle amministrazioni locali?
Vi ricorderete tutti le dichiarazioni di Virano in cui si affermava che ormai i contrari erano poche persone, catalogate da Chiamparino nei “soliti quattro gatti”?
Questo è il punto su cui il mago architetto da il meglio di sé. Lasciato non a caso come ultimo. Si tende a dimostrare che sono tutti d'accordo, ma spieghiamo meglio: i comuni francesi, 87, dice Virano, in realtà non hanno ancora visto alcun progetto che in Francia non c'è. Partirà eventualmente (se il Governo francese troverà le risorse) solo dopo il 2024, fra 12 anni, allorché i francesi avranno qualche certezza sulla fattibilità reale del tunnel e sulle reali intenzioni degli italiani (ci conoscono bene e non vogliono rischiare). Dei restanti 25 comuni a noi risulta che 24 abbiano deliberato contro, in valle di Susa. Come dire: dove passa il progetto lo hanno bocciato. Questa è la realtà,i numeri di Virano sono una truffa.
Diciamo però anche un'altra cosa: come mai l'Architetto tira in mezzo i comuni francesi? Non stiamo parlando del tracciato italiano?
Parliamone. I comuni favorevoli da Chiomonte a Chiusa San Michele sono 2 vogliamo spiegare come mai? Chiomonte ha ricevuto grossi aiuti dalla Regione Piemonte per la stazione sciistica del Frais ed ha un assegno pronto di 800.000 Euro per “riqualificare l'area archeologica”. Una storia non proprio lineare in cui compaiono parenti di assessori regionali e finanziamenti che arrivano direttamente da Roma dopo la visita del sindaco Pinard ai ministeri interessati dal TAV. Parliamo dell'altro comune favorevole ( o forse no, non è ancora chiaro) Susa. L'attuale sindaca Amprino dopo essersi scagliata contro l'opera nel 2005, ha repentinamente cambiato idea ottenendo i voti delle ditte segusine che oggi operano a Chiomonte, voti necessari per diventare sindaco sotto l'ala protettrice dell'Onorevole Bonsignore, esperto navigatore in appalti & C. La stazione internazionale, che di internazionale ha solo il nome, è stata l'altra fetta di torta, per adesso ancora in frigorifero, anzi in freezer. Per fortuna ad alzare il livello di attenzione sull'opera in famiglia Gemma Amprino c'é il marito, medico, che firma il manifesto NO TAV dei medici valsusini.
Ciò che Virano proprio non capisce è che in un pasticcio simile, che lui stesso ha creato e fomentato da Pracatinat in poi e forse anche prima, ogni amministratore attento e disinteressato ha preso le distanze dal suo operato degno di un illusionista circense. Per questo motivo l'opposizione aumenta, perciò lo striscione amministratori della valle di Susa precede sempre i cortei, per questo il presidente della Comunità Montana l'Ingegner Sandro Plano è attaccato dal suo stesso partito (guarda caso lo stesso di Virano) che pare avere grossi interessi nell'opera con la CMC di Ravenna, la stessa ditta che si è aggiudicata senza bando i lavori di Maddalena per 94 milioni nel 2011 dopo che nel 2005 aveva vinto un altro appalto di LTF, in altra area, con altre modalità ed altri costi (85 milioni)... l'appalto di Venaus appunto, quello per cui è già dovuta intervenire la Magistratura. Quello per cui l'attuale Ministro Severino provò senza successo a difendere Comastri il direttore di LTF del tempo, che si prese una bella condanna per turbativa d'asta.

Il Tav non si farà, e sarà un bene per i contribuenti e per qualsiasi governo realmente “sobrio” attento ai reali bisogni dei cittadini. Per procedere in una situazione così complessa che evidenzia ormai presso la maggioranza assoluta della pubblica opinione l'inutilità dell'opera, possiamo solo consigliare di cambiare al più presto gli interlocutori che non si sono rivelati credibili, affidando la questione ad un gruppo di tecnici, possibilmente non di parte.
Il Governo pro tempore e tecnico di Monti ha grosse responsabilità. La trasparenza prima di tutto se la assuma!

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3 marzo 2012  -  MONTI SI E’ ARENATO CONTRO LO SCOGLIO DEL TAV 
Il vento sta cambiando … ma il governo Monti lo sa? L'Italia sta prendendo coscienza dell'enorme sperpero di denaro pubblico che si nasconde dietro alle grandi opere e in particolare dietro al TAV in Valle di Susa. Quest'opera ha già divorato milioni e milioni di euro non solo in progetti raffazzonati, ma anche per l'ordine pubblico (costi paragonabili alla missione in Afghanistan!) .
Dopo che la politica, con la complicità delle banche, ha portato sul baratro della bancarotta il popolo italiano, il governo ha deciso di usare il pugno duro contro i No Tav perché "l'opera va fatta … per il futuro dei nostri figli".
Ci chiediamo se, in un paese normale, quando c'è disagio e la gente si lamenta che non arriva nemmeno a metà mese con i soldi che ha, sia il caso di far viaggiare più velocemente le merci attraversando il continente da una parte all'altra piuttosto che prender provvedimenti per il presente. Soprattutto in questo momento non ha senso togliere i soldi dalle pensioni, dalla sanità, dall'istruzione e da altri servizi sociali!
Forse il governo Monti alias Corrado Passera non ha compreso che i conti veri si fanno con la gente e non con le banche .
Per fortuna ( o per interesse elettorale…) alcuni politici cominciano ad accorgersi che sta cambiando il vento: Di Pietro e Vendola chiedono una moratoria sull'opera, mentre il sindaco del PD di Bari aderisce all'appello di Don Ciotti per aprire un tavolo di confronto Persino una parte della destra ha ripensamenti: Granata dà piena solidarietà al popolo No Tav e definisce Monti un grande ipocrita.
Al momento il polso duro del governo ha avuto l'effetto travolgente di mobilitare migliaia di persone in tutta Italia: dalla Valle di Susa a Roma e Milano.
Il governo Monti deve capire che è arrivato il momento di aprire una vera discussione partendo dall'opzione zero (ovvero non fare il Tav). L'osservatorio Virano invece , dopo aver dimostrato nel primo quaderno la non necessità dell'opera, accantonò subito questa opzione, perché l'obiettivo era ottenere il consenso a farla (tanto che furono addirittura esclusi i 24 comuni contrari ).
Siccome riteniamo che da qualunque decisione si può sempre tornare indietro (anche pagando le penali i costi sarebbero sicuramente minori rispetto alla gestione di un cantiere così vasto) auspichiamo un ripensamento del governo Monti.

Dialogo e manganelli non sono compatibili.

28 febbraio 2012

PAROLE & FATTI 
CARI MINISTRI, LE PAROLE ED I FATTI NON COMBACIANO.
Alle belle parole del Ministro degli Interni (non eletto) Cancellieri, purtroppo non seguono i fatti.
Il neo ministro dichiara che "Serve responsabilità ed equilibrio, c'è bisogno di una forte riflessione e molto dialogo". Brava! E riprende: "Le scelte siano state fatte con assoluta attenzione". Bene! Poi parla degli interessi del Paese.... Era ora! E continua dicendo che "serve il dialogo". Questa veramente l'avevamo già sentita! La raccontavano Bresso, Chiampa, Fassino, tutta gente notoriamente capace di dialogare, ma solo se gli danno sempre ragione.
Tutta gente che ha vissuto di politica, nel nome del "popolo", gente di sinistra che poi sul tema TAV (e tanti altri) te li trovi mano nella mano con Ghiglia, Ghigo, Enoc, Marcegaglia ecc.. mano nella mano per il bene del Paese naturalmente... Creare lavoro costruendo ferrovie da 1300 Euro al centimetro mentre tagliano pensioni, chiudono ospedali e fabbriche.
Se la comunicazione è tutto, i fatti sono le pietre. Pietre che ci vengono tirate in faccia. Virtualmente certo, ma come definire i provvedimenti reali, che non seguono le belle parole?
Prima pietra: slitta l'incontro dei 23 sindaci della Valle di Susa con il Prefetto. Seconda pietra: l'occupazione d'urgenza del vallone Clarea "manu militari" (e che mano! 200.000 euro al giorno?) avviene senza espropri. Terza pietra: la Prefettura, quindi il Ministero degli Interni, delega LTF a spiegare che gli espropri non sono ancora attivi (e guarda caso il dirigente di Ltf non ha neppure il coraggio di farsi inquadrare in TV). Uno non ha il coraggio e l'atro sembra un delatore mafioso... Non era più semplice dire che non siete in grado di rispettare le leggi sulla proprietà emettendo gli espropri e siete costretti, dinuovo, a "bleffare con i timbri"?
Da un Ministro pro tempore, diciamo meglio "a scadenza" ci aspettavamo qualcosa di diverso, di innovativo, parlare di interessi del Paese poi... perché non chiamare le cose col loro none? Interessi di lobbisti e faccendieri, della politica e degli appaltatori. Notate bene che i costruttori non li includiamo nei beneficiari dell'opera, perché i primi a fallire sarebbero proprio quelli che ci lavorerebbero! I padroncini, gli ultimi nella piramide... sarebbero i primi a pagare.
Da Passera, ministro pro tempore che studia da Primo ministro invece non era assolutamente lecito aspettarsi altro che"nessun tentennamento", anche perchè se lui tentennasse il potere bancario che sta nei suoi pantaloni e che gli muove gambe e braccia lo avrebbe probabilmente stroncato già domattina, dalle pagine di qualche importante quotidiano (lo sapevate che secondo alcuni storici inglesi fu il Corriere della Sera a spingere l'Italia nella grande Guerra, quella del 15/18 proprio quando gli italiani erano contrari?). Purtoppo però quel no ad ogni tentennamento suona proprio male, neppure sui taxisti e sulle farmacie tentennava il nostro belluomo, oggi per far prima ha dimenticato l'argomento. La cosa naturalmente non ci dà grande disturbo, ma chiarisce il concetto: tanti proclami per riempirci le orecchie, nessun obiettivo reale centrato.
Proprio a proposito di Passera facciamoci una domanda: non è lui il ministro dei trasporti? E cosa fa per i trasporti a parte spingere sulle opere che le banche finanzierebbero (compresa quella che dirigeva)? Porti, aeroporti, telefonia, internet, strade, metropolitane... sono di sua competenza o c'è solo la AV di Montezemolo/Della Valle/ Intesa San Paolo? Troppo semplice "non tentennare" adesso signor Passera, perché quando lo Stato sarà chiamato a pagare gli interessi bancari sui capitali impegnati nella Torino Lyon lei sarà da qualche altra parte, Morgan? Goldman? Banca d'Italia?
Forse non ve ne siete accorti ma la gente è proprio arrabbiata, prima i Forconi, oggi la Val Susa che si allarga in tutto il Paese. Ci avete appena allungato in modo fittizio la speranza di vita per allontanarci dalle pensioni, contemporaneamente state gettando nel panico tanti bravi giovani... sapete quanti ne conosciamo qui in Valle di Susa? Tanti giovani come Luca Abbà, che lottano giorno per giorno, tanti che stanno ancora ad osservare ma che presto diventeranno tanti Luca. Giovani che vogliono solo vivere con un minimo di dignità, lavoratori che non state assolutamente difendendo, cosa che dovrebbe essere vostro compito... (poveri illusi questi montanari della Val Susa, poveri illusi italiani...). Forse non ci avete mai pensato ma se girate con la scorta e vivete da gran signori lo dovete a chi dovreste tutelare. Voi sapete bene come stanno le cose, sapete che in Francia non hanno neppure il progetto dal confine a Lyon, sapete che i cugini d'oltralpe se partiranno lo faranno solo nel 2027, sapete che l'oera non serve e che la linea attuale è utilizzzata al 25% della sua potenzialità. Sapete che non ci sono i soldi, sapete che un'opera non può essere realizzata senza il consenso delle popolazioni, sapete che più il tempo passa più la gente capisce, sapete che siete a scadenza. Dovreste sapere che gli statisti vengono ricordati per scelte storiche, non per le bancarotte. Avete un'occasione unica come "governo tecnico", distinguervi e lasciare un segno sul Tav come su tante altre cose. Fatelo col consenso, non con la propaganda. Probabilmente avrete solo questa occasione, fatelo se siete persone serie. Per parte nostra di fronte a noi abbiamo una lunghissima speranza di vita... ed il tempo è il migior giudice. Sarà Dura, questo è l'augurio dei valsusini, lo facciamo anche a Voi.

P.S. Diverse provocazioni stanno emergendo in questi giorni dirette a singole persone; a Luca definito in vari modi irridenti, al procuratore Caselli apostrofato in vari modi dopo
l'arresto di 26 NO TAV. Noi crediamo che la critica motivata e civile possa fare molta più presa sulle persone rispetto all'insulto fine a se stesso. Ognuno può avere delle ragioni ed ha il diritto di esprimerle, per quanto possibile ce ne faremo portavoce, ma evitiamo gli insulti da una parte e le strumentalizzazioni giornalistiche ormai scontate.

Breve riepilogo delle ragioni No TAV (video)

http://youtu.be/4XNP-Z8deTo La truffa TAV
http://youtu.be/tNjb-RmfkeY Opera ecomomicamente insostenibile
http://youtu.be/tNjb-RmfkeY No tav no mafia
http://youtu.be/HLinfT-_S2Y Le lobby del TAV
http://youtu.be/GpP0DoEG0tI Preghiera (7 anni fa)
http://youtu.be/dLDPP5sCAnQ Amianto e uranio in valle di Susa
http://youtu.be/_Orxy6JTj7I Possibile disastro idrogeologici

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21 febbraio 2012
 

IL 25 FEBBRAIO A BUSSOLENO ANCORA UNA VOLTA DOVREMO ESSERCI TUTTI PER DIMOSTRARE CHE:
1) L’attacco politico alla Comunità Montana ed agli amministratori che resistono agli ammaliatori (leggi venditori di fumo) delle compensazioni e delle facili carriere politiche non ha avuto e non avrà alcuna possibilità di rompere la solidarietà e la competenza degli amministratori valsusini che si sono dimostrati seri e documentati, capaci di isolare chi era disponibile alla vendita dei beni comuni.
2) Il progetto è perfettamente inutile, ovvero uno spreco di denaro pubblico, come le Olimpiadi a Roma e forse ancora di più. Non c’è bisogno neppure di ricordarne i costi assurdi. Non è una questione di spesa, ma di inutilità e la cosa è tanto più grave considerando la crisi che viviamo.
3) In 20 anni è cresciuta la consapevolezza che il progetto è pericoloso non solo per le finanze dello Stato ma per la salute dei cittadini, per l’ambiente, per le attività economiche della valle, turismo in particolare. Un progetto in grado di provocare la ricolalizzazione coatta di intere comunità. In particolare è dolosamente colpevole il tentativo di nascondere gli impatti ambientali e sanitari attuato con la suddivisione del progetto in varie tratte, considerate progettualmente in modo distinto, cosa che la legge non permette e che è già stata denunciata tra l’altro nei 4 diversi ricorsi al TAR.
4) Nessuno osa più negare ciò che da sempre affermiamo, ovvero che le mafie ed il malaffare si nutrono di questi sprechi e prosperano spesso indisturbate. La Procura di Torino, alcuni giornalisti coraggiosi e perfino la Corte dei Conti sono giunti alle nostre stesse conclusioni. Poco importa se alcuni rappresentanti politici di Torino contestino l’evidenza dell’espandersi nella nostra provincia delle mafie, o che  deputati di zona neghino l’interesse della Camorra nell’affare Torino Lyon.

17 febbraio 2012  DIVIDE   ET   IMPERA
Ai tempi dei romani era il modo di governare il territorio italiano ed evitare rivolte, una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell'opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune.  
Questa tecnica permette ad un potere centrale, che può essere un governo dispotico, o un governatorato coloniale-imperialista, numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione sensibilmente più numerosa. (sintesi da Wikipedia). Dividere è l’attività principale che da oltre 20 anni i fautori del TAV Torino- Lyon portano avanti. Infatti i territori coinvolti dall’opera hanno subito molte vessazioni, proprio come si trattasse di colonie. Se non sono riusciti e non riusciranno in futuro a “passare” con il loro progetto in questa valle gran parte del merito è di un territorio che è restato unito, nonostante tutto. Ma la fatica e diciamocelo, la bellezza di continuare a resistere agli attacchi di chi ci vuole dividere non è finita.

16 febbraio 2012  PIU’ DI 20 ANNI DI IMPEGNO COSTANTE.
Diciamocelo, leggendo i 7 diversi progetti ( di cui 4 buttati nel gabinetto) pensavamo di aver visto tutto. Invece sono successe cose ancora più incredibili, accordi tra stati che non stabiliscono un bel nulla, incontri farsa di tecnici progettisti che fanno la figura degli idioti, la costruzione di un fortino militare, con reticolati israeliani, migliaia e migliaia di lacrimogeni sparati, anche in faccia ai dimostranti, devastazioni di siti archeologici e di beni privati da parte di chi dovrebbe garantire l’ordine… Abbiamo visto lo schifo crescere per anni. Nessuna spiegazione plausibile se non il profitto di pochi, l’interesse o l’ignoranza colpevole di molti politicanti e dei loro amici affaristi, burocrati,  a cui noi paghiamo lo stipendio tramite organismi internazionali, società di progettazione, commissioni tecniche… Una produttività pari a zero accompagnata da una quantità enorme di fumo, una babele di parole, interviste paraculate, articoloni pieni di inesattezze e falsità. Ogni limite sopportabile è stato superato.

15 febbraio 2012   NOI SIAMO SEMPRE QUI.
Attendiamo che governanti mai eletti prendano decisioni drastiche: il taglio di tutti gli sprechi, Torino Lyon compresa. Finchè ciò non succederà ci troveranno sempre qui, più convinti e determinati, più numerosi che mai, per opporci allo spreco, all’aumento del debito pubblico, alle mafie di ogni genere che attendono fameliche. Nessuno creda di poterci dividere. Si sappia che siamo solidali con i NO TAV arrestati, con quelli che sono ai domiciliari, nei confronti di chi è stato ingiustamente colpito da perquisizioni per la sola ragione di essere contro il TAV. la fragilità del sistema è sotto gli occhi di tutti e diventa tanto più evidente con l’aumento della brutalità delle carceri, con l’innalzarsi delle reti, l’uso del reticolato, l’invio a Maddalena di mezzi corazzati. Noi non siamo in guerra con nessuno… Lo è quella parte di Stato che difende gli interessi degli affaristi, spesso collusi col malaffare, che spende 90.000 Euro al giorno per difendere il “Cantiere che non c’è”.

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26 gennaio 2012
LA VALLE NON SI ARRESTA
 

NOI E LA CRISI DA QUESTA PARTE; LE OPERE INUTILI I POLITICANTI, I PROFESSORI E I BANCHIERI DEL GOVERNO DALL'ALTRA.
Ancora arresti, ancora provvedimenti ad orologeria, 2 giorni prima di una manifestazione NO TAV che si svolgerà sabato 28 nella città di Torino per informare sulla truffa  colossale del TAV, fonte inesauribile di nuovo debito pubblico, per noi, nuovo mangime per la pappatoria della politica (citazione del Giudice Imposimato), per quelli che stanno dall'altra parte. 
Una ferrovia da 130 milioni a km a preventivo, 1300 a centimetro, un colossale spreco di risorse pubbliche per un'opera che non serve e che è già tecnicamente obsoleta anche se viene maldestramente venduta come icona della modernità dai faccendieri, lobbisti e corte politica.
La madre di tutte le truffe, capace di infiltrare non solo la politica corrotta, ma anche gran parte della carta stampata e alcuni settori dell'industria, generando contemporaneamente illusioni in tanti piccoli padroncini e tanti disoccupati. Una truffa che ha una sponda irresponsabile nella UE che promette briciole di finanziamento. Un'opera in grado di muovere più denaro che terra, di cui le grandi banche sono i principali beneficiari dal momento che i capitali dati in prestito produrrebbero enormi interessi con rischio pari a zero visto che i capitali utilizzati sono i nostri depositi bancari e a garantire le banche ci sarebbe lo Stato, cioè sempre gli stessi, noi contribuenti, coi nostri risparmi che copriranno i loro interessati debiti.
Una torta spartita tra chi ha la pancia già piena che se la ride pensando ai cittadini che la finanziano e ne pagheranno i costi per decenni. Diciamocelo, pagare non sarebbe neppure un dramma, ma un conto è pagare per avere servizi efficienti, un altro se dobbiamo pagare lo spreco studiato compiutamente a tavolino, un colposo tentativo di  drenare risorse  togliendole a scuola, sanità, trasporti, pensioni per fregare noi che lavoriamo che stiamo di qua e arricchire loro di là... Un piano delinquenziale che mira semplicemente a trasferire risorse dentro le tasche delle banche, dei Contraenti generali e loro amici, nelle saccocce delle imprese mafiose, sicuramente in quelle di molti politicanti corrotti. 
Ormai sappiamo che i politici in buona fede favorevoli all'opera non esistono.

LA POLITICA E' UN'ALTRA COSA.
Sia chiaro, non c'è nulla di politico in queste nostre considerazioni, il concetto è troppo semplice: quando ti viene un ladro in casa e ti ruba tutto non stai a guardare se era di destra o di sinistra. E' un ladro, un malvivente. Si tratta di un'opera pubblica di cui non si sa ancora nulla, neppure se è realizzabile, e nel caso non prima del 2030. Un'opera da 10, 20, 30, forse 40 miliardi di Euro (80.000 miliardi di lire)che invece di creare benessere provocherà ulteriore debito pubblico. Non si tratta solo di truffa e furto, ma di un'organizzazione delinquenziale specializzata che ha lo scopo di prolungare il furto nel tempo. Semplifichiamo per analogia: è come per la Salerno Reggio Calabria, dove a nessuno importa nulla dell'opera e della sua utilità, ma ai soliti noti interessa solo che i finanziamenti pubblici, pagati dai cittadini si prolunghino all'infinito. Il Professor Angelo Tartaglia ha chiarito con una battuta: “Vogliono solo aprire il rubinetto, e tenerlo aperto all'infinito”. La “Salerno - Reggio Calabria del Nord”....

NON SI PUO' APPROVARE UN SIMILE PROGETTO.
C'è molto di politico quando invece si parla di “prescrizioni”. Le prescrizioni ad un progetto come quello della tratta internazionale della Torino Lyon hanno due particolarità: 1) Evidenziano gravi mancanze progettuali causando una enorme lievitazione dei costi. 2) Vengono richieste dagli organi di controllo tecnici e ribadite dai decisori politici. Ognuno ha fatto formalmente il suo compito, ma nessuno controlla che le prescrizioni vengano rispettate. Controllori e controllati sono lo stesso soggetto, coincidono con i costruttori... Un bel timbro e via? Come se non bastasse la Magistratura può intervenire solo a “danno conclamato”, non prima.

LE PRESCRIZIONI, ESPRESSIONE DI UN DISASTRO ANNUNCIATO. 
A nessuno deve sfuggire che la Commissione VIA ha dato parere favorevole al progetto sulla tratta tra Chiusa San Michele ed il confine di Stato condizionandolo all'ottemperanza di 63 prescrizioni e 6 raccomandazioni di tipo ambientale. Lo strano è che nella fase successiva di approvazione la regione Piemonte ha approvato lo stesso progetto condizionandolo a oltre 150 prescrizioni. Tante prescrizioni equivalgono ad un progetto fatto coi piedi, per legge andrebbe rifatto, ma cosa fa il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica che deve stanziare le risorse necessarie)? Approva il 3 agosto 2011 lo stesso progetto preliminare, ma con 222 prescrizioni e 5 raccomandazioni “proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.

222 prescrizioni, come a dire che quel progetto preliminare ha lacune terribili, forse insanabili... ma approvano. Perché? semplice, se non approvassero la UE bloccherebbe la procedura di finanziamento, le famose briciole. Sta scritto proprio nella delibera CIPE... “al fine di evitare il definanziamento del contributo comunitario assegnato all'opera in  esame, si rende necessaria la sollecita approvazione del progetto in esame”.


Possiamo dire che il progetto è da rifare e che chiedere il finanziamento sulla base di queste carte è una truffa? Possiamo ribadire che l'opera non è necessaria visto che la linea attuale è utilizzata al 30%? Possiamo definire questa procedura un grande Bluff?
Ma c'è una terza truffa in questa faccenda. E' facile verificare e lo ha spiegato benissimo Ivan Cicconi, esperto di appalti pubblici: i debiti del TAV sono fuori dalla contabilità nazionale anche se lo Stato viene regolarmente chiamato a ripianarli. Una truffa contabile sconosciuta alla UE. Si tratta di tanti debiti, roba da far accapponare la pelle, ma vengono contabilizzati a parte. Famosa in tal senso la denuncia della Corte dei Conti che metteva in guardia da questa procedura... Tutto documentato da tempo.
Orbene, sapete che c'è di nuovo?  Il Professor Monti, bocconiano doc, professionista politico travestito da tecnico, Presidente del Consiglio di uno “strano governo” fatto di banchieri per nulla pentiti, ha già la soluzione in tasca. I prossimi debiti per infrastrutture cercheremo di finanziarli con Bond europei... almeno così ha detto in TV intervistato da Fabio Fazio alcune settimane fa. Le banche li piazzeranno, come al solito guadagnandoci una bella commissione. E i cittadini sottoscriveranno (se ci sarà ancora liquidità...).
Siamo alla frutta? Forse se la sono già mangiata, ma non disperiamo, continuiamo a ragionare con la nostra testa opponendoci pacificamente ma con fermezza, come sempre, diffondiamo per quanto possibile le nostre ragioni... spieghiamo cosa rappresenta la militarizzazione di Maddalena... spieghiamo perché i pensionati, gli artigiani, i giovani, i contribuenti attenti girano con le bandiere NO TAV. Prima o poi qualche giudice come Falcone e Borsellino risorgerà. Non c'è verso! Comunque la truffa TAV di qui non passerà. Non c'è verso! Lo sanno, perciò vanno in giro nelle case dei contribuenti a perquisire ed arrestare... Nessuno che indaghi sui lacrimogeni sparati in faccia alla gente! SARA' DURA, ma di qui non passeranno.

Le prossime manifestazioni:
28 gennaio a Torino: manifestazione No Tav "Una garanzia per il Futuro".
Scarica l'appello con le motivazioni dell'iniziativa.
Sesta edizione del Grande Cortile 2012. Vai al sito.
Prossimamente grande manifestazione nazionale No Tav in valle di Susa con la partecipazione dei sindaci.

La redazione di Ambientevalsusa     scrivi a: iinfo@ambientevalsusa.it

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19 ottobre 2011
SERVE UN MARTIRIO PER EVITARE LA FOLLIA? 

All’alba del nuovo millennio ognuno di noi troverà questa domanda assurda, ma tra le tante questioni irrisolte (e facilmente risolvibili) il “caso TAV” della Torino Lyon presto potrebbe trovarsi al bivio tra follia e martirio.
La cosa non Vi deve sembrare strana se considerate che il TAV è diventato l’argomento dell’anno per TV e giornali. E non stupiteVi se di tanti articoli zeppi di slogans raramente traspare qualche dato utile a capire se l’opera è utile chi paga e non ultimo, se l’opera è realmente realizzabile.
Nessuno creda che chi scrive non sappia che esistono problemi ben più gravi in Italia. Deficit, sanità, scuola, sicurezza dei cittadini, solo alcuni esempi, ma la realtà è ormai che il TAV fa più notizia, pur essendo il tema meno conosciuto (nei numeri) tra tutte le gravi questioni italiane.
Chi vuole i numeri ha oggi i mezzi per cercarli, l’unica accortezza per ottenerli è farsi delle domande chiare: serve? E’ realizzabile? Quanto costa? Chi paga? Ci sono alternative valide? La pubblicità di Transpadana risponde a tutte queste domande? Fatevi anche questa di domanda…
Evitiamo perciò questa parte di ragionamento. Ognuno se informi e si dia delle risposte. Oggi ci concentriamo invece su due questioni nel tentativo di rispondere alla domanda iniziale.
La prima questione è: No Tav e violenza, Cè un nesso?

Secondo noi no, tanto è vero che in 22 anni di lotta non è facile poter attribuire ai NO TAV episodi di violenza. Se ce ne fossero stati nel dicembre del 2005 e nell’estate 2011, è difficile attribuirli ai valsusini che come si suol dire “le hanno quasi sempre prese”. Oggi c’è chi parla a sproposito di campi di addestramento per i Black Block tra i boschi valsusini. Noi ad addestrarsi abbiamo visto solo le forze dell’ordine, spesso anche fuori dal recinto e molto lontano dal loro fortino, sui sentieri, nel bel mezzo delle nostre proprietà private, dove hanno rubato anche le castagne. Le stesse ordinanze prefettizie di chiusura di alcune strade di Chiomonte, di accesso regolamentato alle vigne, e recentemente di chiusura della strada verso il fortino proveniente da Giaglione, paiono alquanto arrischiate sul piano legislativo.

Naturalmente non si può qui soprassedere sul fatto che la doppia recinzione in filo spinato (made in Israele) del fortino non sia mai stata autorizzata dagli organi competenti e non corrisponda neppure a quella dei progetti LTF, ma prendete questa annotazione come semplice notizia…
Ciò che ci preme è rappresentare la realtà di questi 22 anni, che si ripeterà probabilmente anche domenica 23 ottobre a Maddalena e Clarea: Cittadini ed amministratori dopo aver tentato in tutti i modi civili, democratici, istituzionali e tecnici di dimostrare la “FOLLIA” di questa grande opera (folle in quanto inutile, di incerta realizzazione pratica, e nel caso pericolosa per la salute delle persone e deficitaria per le casse dello Stato), per l’ennesima volta sfileranno in marcia protestando, avvicinandosi il più possibile al finto cantiere (il fortino). Qui avverrà probabilmente il salto di qualità della protesta: dalla semplice protesta alla “DISOBBEDIENZA CIVILE”. I cittadini e gli amministratori a volto scoperto, a rischio della loro incolumità pare che cercheranno di tagliare le reti ed il filo spinato abusivo (in quanto non autorizzato dall’autorità urbanistica competente).
Un gesto più che altro simbolico, ma proprio per questo pericolosissimo per i fautori dell’opera che vivono di propaganda ed avranno dato per allora l’ordine ai militi del fortino di non lasciar tagliare quelle reti. Il rischio evidente per i valsusini ed amministratori presenti è di “prenderle” per l’ennesima volta.
Le motivazioni che spingono gli amministratori ed i cittadini a questo atto sono chiarissime e ben espresse in un documento del gruppo di minoranza consiliare del comune di Condove.

In due parole non diventare complici incolpevoli, avallando qualcosa di pericoloso per i valsusini, inutile per l’Europa, gravato economicamente su tutti gli italiani (si parla di 666 Euro per ogni italiano), non solo come costo netto ma anche come taglio a tutti i servizi sociali e pensioni.

Passiamo alla seconda questione, che ci preoccupa ancora più della prima.
Perché tanti politici parlano a vanvera?
Il Presidente del Consiglio scopre che “non ci sono i soldi” per il piano di sviluppo che propagandava da un mese… 100 parlamentari chiedono di trasformare il fortino che loro chiamano cantiere in un “sito di interesse strategico” Tra i firmatari una cinquantina di leghisti ed i soliti noti del PD… Altri politici di carriera chiedono che si vietino le manifestazioni in Valle di Susa, in particolare a Chiomonte… Sembrano diventati tutti schizofrenici… Ma sanno cosa dicono?
Se non ci sono i soldi per il piano di sviluppo di tutto il paese, come fanno a trovare i soldi per il 70% dell’opera, ammesso che la UE finanzi il resto? Notate bene che la UE finanzierebbe a consuntivo, dietro presentazione delle fatture… e che le imprese andrebbero pagate al 100% non al 30%. Altri fallimenti in arrivo? Probabile!
Se 100 parlamentari smaniano per una base militare a Chiomonte (la buona notizia è che agli altri 900 parlamentari non gliene frega assolutamente nulla) e poi ovviamente altre a Susa, Chiusa, Rivalta, con la prosecuzione dei lavori…. (perché i lavori dovrebbero proseguire vero?) si dimostrano due fatti:
1) Non c’è condivisione dei cittadini sull’opera.
2) Ai costi dei cantieri andrebbero aggiunti quelli della sicurezza.

Al momento, dopo oltre 100 giorni di “manovre militari” al Fortino di Maddalena si sono già spesi 90.000 euro al giorno  per un totale di quasi un milione di euro per realizzare solo parzialmente una recinzione non autorizzata dal costo preventivato di un milione quattrocentomila euro (ma costerà di più sicuramente). Insomma, si dimostra fin da subito che il costo dell’opera sarà superiore a quelli dichiarati alla UE. Di conseguenza è facile affermare che il bilancio tra costi e benefici realizzato da Virano, già sbilenco dalla nascita, al punto da non essere minimamente credibile, diverrà doppiamente deficitario. Ecco perché è importante capire chi paga. Noi? Certo! Siete tutti contenti? No vero?
E dall’altra parte della rete del fortino, quegli imprenditori avveduti che “riuscissero” a prendere i lavori, sono sicuri che sarebbero pagati? No vero? Ma per loro è più facile… basta subappaltare a qualche poveraccio che magari mette su una ditta apposta per poter lavorare nelle gallerie, a 50 gradi di calore, i piedi nell’acqua, con il rischio di respirare gas radioattivi o fibre di asbesto.
Il lavoro varrà ben qualche rischio! Fallire in fondo è il rischio minore in queste condizioni!
E non sono contente neppure le FF.OO perché non vengono retribuiti gli straordinari e fornite attrezzature adeguate (aspettando il GENERALE INVERNO).

Veniamo alla questione del vietare le manifestazioni. Porca miseria, ma qui si tratta proprio di non capire, di non aver osservato la realtà valsusina! Mai sentito parlare di appuntamenti per un “gelato serale”? Mai immaginata l’operazione “lumaca selvaggia”? la Transumanza umana? Visto che siamo considerati pecore… mai immaginato che si possa sfilare anche a Torino? Ma dove vivono questi politicanti? Lasciano basiti: la Torino Lyon non la faranno mai! Prima ancora che per l’opposizione dei valsusini, non la faranno perché non hanno i mezzi economici! La festa è finita signori! Sveglia!
Veniamo alla risposta alla domanda iniziale: per evitare la follia serve un martirio?
E’ un rischiatutto reale. Si vincerà la lotta No TAV perché non faranno nulla per i motivi di cui sopra, ma prima di allora qualcuno si farà male. Non tra i poliziotti… tranquilli militi! Secondo noi si farà male qualcuno tra i NO TAV… ancora un lacrimogeno in faccia? Possibile. In fondo servono dei martiri, magari credenti, magari no. Le ragioni NO TAV sono così profonde che talvolta sembra di parlare di un credo (fatto di dati e di studi tecnici e non teologici): a tal proposito è interessante leggere su wikipedia una piccola storia di tanto tempo fa, sui primi martiri cristiani.
Tanti auguri coraggiosi NO TAV!

La storia riguarda i protomartiri della Chiesa di Roma, vittime della persecuzione di Nerone in seguito all'incendio della città, avvenuto il 19 luglio del 64 D.C.
Perché Nerone perseguitò i cristiani? Ce lo dice Cornelio Tacito nel XV libro degli Annales: "Siccome circolavano voci che l'incendio di Roma fosse stato doloso, Nerone presentò come colpevoli, punendoli con pene ricercatissime, coloro che, odiati per le loro abominazioni, erano chiamati dal volgo cristiani".
Ai tempi di Nerone, a Roma, accanto alla comunità ebraica, viveva quella esigua e pacifica dei cristiani. Su questi, poco conosciuti, circolavano voci calunniose. Nerone scaricò su di loro, condannandoli ad efferati supplizi, le accuse a lui rivolte. Del resto le idee professate dai cristiani erano di aperta sfida agli dei pagani gelosi e vendicativi... "I pagani - ricorderà più tardi Tertulliano, attribuiscono ai cristiani ogni pubblica calamità, ogni flagello. Se le acque del Tevere escono dagli argini e invadono la città, se al contrario il Nilo non rigonfia e non inonda i campi, se vi è siccità, carestia, peste, terremoto, è tutta colpa dei cristiani, che disprezzano gli dei, e da tutte le parti si grida: i cristiani ai leoni!".

La redazione di Ambientevalsusa     scrivi a: iinfo@ambientevalsusa.it

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08 agosto 2011
STATO IN DEFAULT MA L'UNICA PRIORITA' E' IL TAV 

Lo Stato è in default, il governo è in ferie ma l’unica priorità è la Torino-Lione.
Evidentemente il governo non si comporta da buon padre di famiglia. Ma facciamoci una domanda: la Torino-Lione si farà?  O meglio, ci sono certezze che si riesca a bucare?
Avere certezze è prerogativa di pochi, ed in questo caso nessuno può rispondere alle due domande nemmeno se si cominciasse a scavare la famosa galleria geognostica di Maddalena. Qualcosa di certo però  è già scritto nei progetti. Ad esempio nelle carte progettuali si legge che questa è un’opera di enorme complessità tecnica sia nella realizzazione che nell’eventuale utilizzo. Si ammette peraltro che nelle eventuali gallerie una volta terminate, non sarebbe comunque possibile abbassare la temperatura al di sotto dei 32 - 33 gradi centigradi, in barba alle normative che ne consentono al massimo 30.
Che l’opera sia di straordinaria complessità d’altronde stava scritto già nel dossier di candidatura portato alla UE nel 2008 da Di Pietro, a quel tempo ministro delle infrastrutture.
Chiamparino, Fassino, Napoli e Maroni, destra e sinistra dicono che “quest’opera è irrinunciabile”. Sarà proprio così? La linea attuale è utilizzata al 30% della sua capacità. La galleria del Frejus è stata ribassata recentemente ad uso dei vagoni ingombranti, ma le merci non ci sono. Le gallerie tanto agognate dai si TAV vengono definite una priorità ma potrebbero (forse) essere pronte solo tra 35 anni. Tempi di realizzazione della grande opera combinati con l’utilizzo attuale ci danno di fatto una prima risposta: almeno per 30 35 la linea nuova non c’è e non serve. Sono tanti 35 anni... Sergio Chiamparino, “ultras del TAV”, se ne rende conto? Merci, non persone e le merci trasportate diminuiscono, mentre i convogli merci devono solo arrivare in tempo, non correre. Ok, si dirà negli ambienti favorevoli al TAV... noi pensiamo al futuro!  Serve a creare occupazione! Va bene, ma a quale costo per ogni occupato? E poi è lavoro sicuro? Stabile? Utile? Porterà valore aggiunto? Di sicuro non è una priorità, lo dice perfino Don Ciotti  in un video ma lo dicono anche gli industriali .

Anche qui i dirigenti dei partiti (PD in testa) quelli che qualcuno ha definito “teste cotonate” (ripensando probabilmente ai tempi del Re Sole), sembrano veramente parlare al di fuori di ogni contesto di realtà vissuta, quella realtà che si pone ogni giorno di fronte ai pendolari, agli operai,  agli impiegati, ai commercianti, agli artigiani, agli industriali seri (quelli che hanno a cuore le sorti dei loro dipendenti e delle loro famiglie). 
I politici di rango nobile vivono un mondo diverso dal nostro? Magari preferiscono sognare (facci sognare! Vi ricordate?), ma noi comuni mortali, moderni servi della gleba in questo regno dai mille sovrani continuiamo a farci una domanda: chi paga? La risposta è ormai più che chiara. Paga Pantalone, cioè i contribuenti. Infatti anche il piccolo contributo europeo alla Torino Lyon deriva dalle nostre tasse non dobbiamo dimenticarlo!
Dunque per avviare quello che Virano ha definito “il più grande cantiere europeo si dovranno caricare più tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati, i commercianti onesti. Se i soldi non basteranno subiremo altri tagli alle Pubbliche Amministrazioni, alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici... difficile capire cosa si potrebbe ancora tagliare, ma anche le “teste cotonate” del Re Sole applicavano lo stesso ragionamento, anche loro vivevano avulsi da ogni realtà, gabellando i sudditi per mangiare bignè e comprare la cipria.
Le malelingue, i reazionari, per dirla alla Chiamparino, affermano che l’unico buco sicuro che si riuscirebbe a fare è quello nei bilanci statali. Sarà vero? Per capirlo basta fare una semplice sottrazione: Ci sono le risorse per l’opera? NO. L’opera potrà essere ammortizzata? NO. Quando comincerebbe a funzionare se tutto andasse per il verso giusto come suppongono Chiamparino e Co? Ci vorrebbero 35 anni, durante i quali si spenderebbero miliardi senza incassare assolutamente nulla. Anzi, si fanno debiti con le banche, visto che i soldi non ci sono. Debiti che i nostri figli e nipoti saranno tenuti a rimborsare con gli interessi. Lasciamo perdere altri particolari non secondari della storia, è già abbastanza chiaro così il panorama futuro, senza fare alcuna moltiplicazione o divisione, congettura. Stiamo sui dati certi!
Chiamparino ed i si TAV questi calcoli semplicissimi non li sanno fare? Non può essere. Neppure al più rimbambito dei politici può sfuggire tutto ciò. Dunque ci deve essere dell’altro. Infatti la Torino-Lyon non serve ma la vogliono lo stesso! Dunque c’è il rischio concreto che la nuova linea sia solo uno strumento economico-politico-affaristico, che ha i trasporti come alibi ma non come scopo finale.
Ci potrebbe essere anche di peggio. Leggendo i progetti lo si intuisce e dopo la militarizzazione e la distruzione del sito archeologico di importanza nazionale aumentano i “cattivi pensieri”... Questo non può essere “solo” un fortino per il TAV (lo chiamano già “Fort Virano”), ci deve essere qualcos’atro, un qualche altro “interesse nazionale” da difendere lassù... troppa polizia, troppi carabinieri, finanzieri, forestali, mezzi militari degni dell’Iraq!    
Ma allora a cosa serve? Il vero scopo di questo fortino lo scopriremo presto, ma per adesso tutto questo serve a far girare tanti soldi. In ogni caso a far girare più soldi che treni, più appalti che merci, più affari che viaggiatori, e sopratutto più debito a carico degli italiani, debito che come sempre sarebbe nelle mani delle grandi banche (che intanto da pubbliche sono diventate private). Si potrebbe continuare con l’analisi ma ci fermiamo qui, chi ha gli elementi giusti può continuare da solo, non è un rebus difficile da risolvere.

A questo punto una piccola divagazione, che divagazione non è: Roma Tiburtina, incendio. Danni enormi per RFI e per il Paese, qualcuno ha cercato di mettere in mezzo i NO TAV anche qui. Colpevoli di tutte le disgrazie d’Italia? Tutti antagonisti, Black Block, ex terroristi, commercianti abusivi di maschere antigas? Nessuno che si sia posto la domanda: come mai ci sono sempre tanti bambini ad accompagnare i NO TAV? Ah già, per farne degli scudi umani! Fin qui arriva la fantasia allucinata dei giornalisti di regime! Oppure più semplicemente non sarà che chi è contro il TAV è un buon padre di famiglia e non vuole che il futuro dei propri figli sia rubato? Chiamparino ed i suoi amici farebbero bene a domandarselo!  Ma gli conviene? In un paese normale la risposta sarebbe si, ma questo Paese è ancora “normale”? Giudicate Voi: 29 luglio -"Credo che non ci sia nessuna ragione per contestare quest'opera. Mi auguro che la ragione prevalga"-, e' il commento del sindaco di Torino Piero Fassino a proposito delle proteste in Val di Susa. "Il corridoio 5 - ha spiegato - e' una grande vena di mobilita', di sviluppo e di investimenti e noi non possiamo perdere questa occasione".
Intanto un’occasione l’ha già persa l’ITALCOGE  che dopo essersi accaparrata quasi tutti i lavori pubblici in valle compresi i cantieri della Maddalena, è riuscita a fallire lasciando anche altri lavori importanti  per la valle incompiuti e gli operai in cassa integrazione. È questo il futuro immaginato da Chiamparino & Co per la valle di Susa? È questo il loro nuovo sogno? Noi ne abbiamo un altro e la maggioranza degli italiani anche.
Non basta controllare tutti i giornali, la gente comincia a svegliarsi.

La redazione di Ambientevalsusa     scrivi a: iinfo@ambientevalsusa.it

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20 Luglio 2011
MADDALENA DI CHIOMONTE: FORT VIRANO E IL PROSSIMO DESERTO DEI TARTARI
 

Vigneti inaccessibili, siti archeologici deturpati, fili spinati ovunque, autostrade trasformate in depositi, centrali elettriche che diventano caserme, boschi alpini e colture di lavanda inquinate dai gas lacrimogeni al CS. Centinaia e centinaia di carabinieri, poliziotti e finanzieri tolti dalle nostre città per difendere un avamposto dell’affarismo sfrenato ed incontrollato,  un cantiere che non esiste nella realtà ma che può essere propagandato in TV.

Tutto questo per dimostrare l’impossibile, e far credere alla UE che il cantiere per il TAV in valle di Susa è finalmente partito. Perché  se manca il cantiere l’Europa non caccia un centesimo. E chi se ne frega se gli agricoltori non possono accedere ai loro vigneti dalle millenarie tradizioni; a chi può interessare se le pale meccaniche scorazzano sui siti archeologici di importanza internazionale, proprio sulle tombe dei nostri avi… Il museo diventa un bunker? Segno dei tempi e dell’impegno che lo Stato ed il Ministero dell’interno hanno messo in questa faccenda così importante per l’industria e forse per la mafia… Complimenti e promozioni per tutti…
L’importante e’ far credere a quei boccaloni che stanno a bruxelles che qui finalmente si fa sul serio ed ottenere quel maledetto contributo ma soprattutto per dare inizio a una nuova espansione del debito pubblico con cui dovranno fare i conti i giovani che pure saranno gia stati privati di scuola sanita' e pensioni per pagare quello attuale.

Le regole sono aggirabili, le leggi da rispettare le cambiamo, la VIA? Basta! La gente che protesta? La gasiamo… e qualcun altro magari riusciamo a convincerlo o l’abbiamo già persuaso con i soliti metodi… in fondo tutti hanno un prezzo…

I terreni occupati non c’entrano nulla con quelli dei cantieri?
 LTF non è stata in grado di inviare ai proprietari l’avviso di occupazione temporanea? Ma chi se ne importa! Cosa volete che ne sappiano Kallas e tutti burocrati della UE… non sanno neppure dov’è la Maddalena! I contestatori? Gente venuta da fuori! La popolazione? Ormai l’abbiamo convinta! I sindaci? Quelli delle altre valli li abbiamo convinti tutti, quelli valsusini del PD che si ostinano li buttiamo fuori dal partito e vaffan… A proposito di vaffa: Grillo? Un agitatore di popolo,   impediamogli di venire ancora in Valle di Susa! Burlando? Non è più dei nostri!

Qualcuno ha parlato di “un tentativo di golpe” per quello che è successo a Maddalena, e non ci sentiamo di smentire questa tesi, perché forse è stato veramente un golpe all’italiana.
Tutto questo per ottenere qualche spicciolo dalla UE? Forse non solo per questo, ma anche per imporre l’ordine precostituito e provare a dare l’esempio. I beneficiari? Per adesso solo Virano, LTF e quelli della CIG, (commissione intergovernativa) al cui capo sta quella vecchia conoscenza di Rainer Masera, tutta gente lautamente pagata, che sta lontano dai rischi ma molto vicino al “vero potere”, quello degli affari, della pecunia, che come si sa non puzza mai. I rischi lasciamoli prendere al ministro, al prefetto, al questore, sono o non sono “servitori dello Stato”?  Gli altri, quelli che difendono l’ordine e la legge prenderanno ordini ed eseguono come sempre, senza discutere.
Cosa c’è di strano? Diverse cose, ad esempio che la farsa messa in piedi è già stata denunciate al TAR, alla UE, ai giornali (quelli seri) ma nessuno è riuscito ad incidere finora sulla truffa. Si è speso quasi un miliardo di euro in 15 anni di progetti errati, riunioni, incontri bilaterali, viaggi, consulenze, stipendi a Virano e soci, e solo dio sa quant’altro. Ma non vogliono smettere di prenderci tutti in giro. Forse vorrebbero andare avanti così all’infinito. Tanto qui siamo tutti fessi…
Ed ecco che alle prime reazioni dure alla truffa si cerca di attribuire la colpa a quelli venuti da fuori, i famosi “uomini neri” che come è facilmente intuibile sono sempre brutti e cattivi, peraltro armati di pietre, come i nostri antenati di Maddalena… Tanti uomini neri, che con azioni “a falange” assediano i nostri eroi difensori della legalità precostituita (o meglio, modificata all’ultimo momento e per l’occasione d’urgenza a suon di decreti, prescrizioni e leggi specifiche).
Cinque progetti per la Torino Lyon, uno peggio dell’altro, decine di prescrizioni richieste solo per questo tunnel geognostico di Maddalena. Centinaia di poliziotti, un costo esagerato solo per aprire un fortino, “Fort Virano”. Ma ragioniamo: siamo sicuri che costoro abbiano in mente veramente di verificare se si può fare un tunnel sotto l’Ambin? E perché scavare proprio dove si sa che si può intercettare l’uranio?

Perché adesso vogliono portare a Maddalena gli Alpini?  Vogliono passare la palla al Ministero della Difesa?  E cosa centra con i trasporti La Russa?
Forse si sono resi conto che per difendere il fortino nel bel mezzo del deserto dei Tartari l’esercito è più adatto, ma allora diventa una base militare, più o meno come quelle in Irak! Un obiettivo strategico…  proprio come avrebbe voluto qualcuno nel PD…
e pensare che per ora hanno solo recintato un terreno che non centra nulla… e siamo già a questo punto! Forse le belle teste pensanti che studiano queste strategie hanno ben chiaro l’utilizzo finale di quell’eventuale galleria, ed hanno paura che qualcuno scopra la verità. Oppure hanno capito che l’assedio dei NO TAV continuerà e si intensificherà, anche se solo con le armi della corretta informazione, della conoscenza e della determinazione. Forse alla UE nel frattempo qualcuno aprirà gli occhi sulla truffa bloccando gli stanziamenti, ma in ogni caso si può già intuire che il tempo dal 3 luglio in poi non gioca più a favore di Virano, ma dei NO TAV… abbiamo visto tantissimi giovani a manifestare con noi, gente che ancora non era nata quando abbiamo cominciato ad occuparci di TAV. Il futuro è nelle mani di questi giovani attenti e curiosi. Nessun architetto ambizioso e gretto potrà rubarglielo.
Questi giovani sono un capitale umano infinito e lo dimostra il fatto che le informazioni le vanno a cercare, le trasferiscono, non si fidano più dei tiggi, dell’informazione politicizzata, fatta di veline, una vergognosa farsa: guardate i due filmati del 16 luglio e confrontate da soli l’informazione del TG3 regionale Piemonte (la peggiore in assoluto sul TAV), rispetto alla stessa notizia che viaggia liberamente sui social network e su internet.

In questo caso si tratta delle botte della polizia sugli arrestati… Vergognoso vero? A tale proposito anche il meteorologo Luca Mercalli ha recentemente criticato l’informazione ufficiale per come tratta l’argomento TAV.
 
 

PROSSIME INIZIATIVE

L’assedio continua con il CAMPEGGIO NO TAV 
Fiato sul collo, con le foto del fortino e delle attività a Maddalena del gruppo Fotografico NO TAV, invia tutte le foto utili delle aree militarizzate a info@ambientevalsusa.it, saranno pubblicate su facebook e sul sito internet.

Informate i Vostri amici con i profili Facebook NO TAV. abbiamo ancora spazio amici sul profilo Ambientevalsusa No Tav Bis

Un’estate di allegria ed informazione NO TAV, tanti appuntamenti aL Nuovo Presidio, ecco il primo.

La corretta informazione sulle ragioni NO TAV comincia a girare. Tra i principali artefici di questa inversione di tendenza il Blog di Grillo, il Fatto Quotidiano, ed il blog di Giulietto Chiesa. GRAZIE A LORO ed a tutti quelli che continuano a fare seriamente informazione!

LIBRI: UN E-BOOK SCARICABILE GRATUITAMENTE CHE RACCONTA IL 3 LUGLIO

ULTIMOMINUTO: Scarcerati i NOTAV arrestati.

INIZIATIVE: Adotta una bandiera - NO TAV - Puoi ordinare cinque, dieci, cento... bandiere NO TAV (5€ l'una) inviando un messaggio email all'indirizzo: bandierenotav@gmail.com
 indicando il numero di bandiere che desideri e l'indirizzo a cui vuoi riceverle.

A PROPOSITO DEL 3 LUGLIO: APPROFONDIMENTI E RIFLESSIONI:

Ciò che ha visto chi ha partecipato ai cortei genuini (FOTO).      A proposito di nonviolenza: una testimonianza.

Dal corteo di Giaglione.     Una testimonianza dal corteo di Exilles.   Sparo di lacrimogeni ad altezza d'uomo (VIDEO).

Le torture subite da Fabiano Di Berardino (VIDEO).   I lacrimogeni CS sono armi di distruzione di massa.

Commento di Oliviero Beha.       Caro Presidente  di Valentino Parlato.

La maggioranza in Comunità montana: no alla militarizzazione ed a tutti i tipi di violenza.

COME PROSEGUIRE LA LOTTA:

Lettera del team legale a Giorgio Napolitano.   L'assemblea di Bussoleno del 6 Luglio.

I legali del Movimento si preparano a denunciare la polizia.    Amministratori delle liste civiche: Virano ha fallito, sia rimosso da Commissario all'opera.

La redazione di Ambientevalsusa     scrivi a: info@ambientevalsusa.it

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE NO TAV ALLA MADDALENA DI CHIOMONTE 3 LUGLIO 2011 

Sì alle piccole opere, no allo spreco e al malaffare

- Perchè l'opera è inutile
- Perchè i dati progettuali sono inattendibili
- Perchè la salute della popolazione è a rischio
- Perchè manca una seria analisi costi-benefici
- Perchè l'economia italiana non regge un simile spreco
- Perchè sui cantieri della Maddalena insistono due ricorsi legali presso il TAR
- Perchè si nasconde il fallimento della politica con un massiccio intervento militare.

Perché la manifestazione alla Maddalena:
video
La sera prima del blitz:
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La fiaccolata di Susa:
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Dalla Valle che Resiste e non si arrende 
Appello per la manifestazione nazionale del 3 luglio 

Il coordinamento dei comitati No TAV riunito a Bussoleno il 29 Giugno indice per domenica 3 luglio dalle ore 9 una manifestazione di carattere nazionale in seguito allo sgombero del presidio della Maddalena. 
La manifestazione avrà carattere popolare con l'obiettivo di assediare le zone di accesso alla Maddalena occupate illegittimamente dalle forze di polizia e dalle ditte incaricate di costruire un immenso campo militare, e non un cantiere, distruggendo il territorio senza alcuna considerazione per l'ambiente, la storia e la civiltà della nostra Valle. 
Saremo un popolo in movimento, pacifico e determinato per difendere i beni comuni, la nostra terra e il futuro di tutti e tutte. 
Non siamo mai stati un movimento Nimby. 
La solidarietà di questi giorni ci dice che combattiamo una lotta che riguarda tutti. 
Per questo invitiamo, quanti hanno a cuore la democrazia del nostro paese, chi ancora ha coraggio d'indignarsi, a partecipare all'assedio. 
(Attraverso i siti internet e un numero telefonico dedicato faremo circolare le informazioni necessarie per raggiungere la manifestazione). 

No TAV! No mafia! No alla militarizzazione! 
Si al rispetto della Valle! 
Si alla volontà di riscatto di tutta l'Italia! 

Il coordinamento dei comitati delle Valli No Tav      Bussoleno 29 giugno 2011       LEGGI E DIFFONDI L'APPELLO

ULTIME NOTIZIE

- 30 giugno 2011: un giorno da leoni. Bilancio di soli tre giorni di militarizzazione.

- Un blindato dei carabinieri diretto a Chiomonte investe ed uccide una signora di Venaria.
Il famoso gruppo punk PUNKREAS viene aggredito in una stanza di albergo da carabinieri alloggiati nello stesso hotel. Chiusi in camera e gasati con i lacrimogeni.

- Le tende del presidio dopo l'abbandono vengono danneggiate ed i beni privati saccheggiati in un atto vandalico collettivo.

In una lettera ad una giornalista un cittadino evidenzia molte altre vessazioni subite dai presidianti durante e dopo lo sgombero.

28 giugno: Tav: assessore cultura Chiomonte si dimette fra le lacrime. ''La polizia - ha spiegato Uran - si e' piazzata li', nelle stanze del museo, senza chiedere neppure il permesso. E lassu' nei boschi della Maddalena - ha concluso - c'e' una devastazione vergognosa. E' troppo''.

La redazione: Ambiente Valsusa      Scrivi a:  info@ambientevalsusa.it  
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BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE ALLA MADDALENA DI CHIOMONTE

27 giugno 2011: c'è stato il tanto atteso blitz della polizia stamattina verso le 4.50. Le forze dell'ordine hanno bloccato l'autostrada fin dall'alba; come si vede nelle foto dovevano consentire alle ditte di tagliare il guard rail e la barriera antirumore per accedere in un'area molto impervia dove vorrebbero realizzare il cantiere per il tunnel geognostico. Oltre 1000 persone aspettavano dietro alle barricate. La situazione è poi degenerata allorchè una pinza meccanica ha cominciato a lavorare sulle barricate dove c'era la gente.
Tra le 5 di mattino e le 10.30 è infuriata una specie di battaglia con uso sconsiderato di lacrimogeni anche ad altezza d'uomo, non solo nel luogo oggetto di cantiere, ma soprattutto sul piazzale comunale regolarmente affittato al movimento no tav. Sono state colpite e incendiate tende, danneggiati mezzi privati e dopo una difesa sulle varie barricate dalla parte di Giaglione, Chiomonte e l'autostrada, i manifestanti si sono raccolti al limite del bosco anche perchè poliziotti sia in divisa che in borghese armati di  manganello hanno iniziato una caccia all'uomo terrorizzando la gente.
In questo momento (ore 11.15) la maggior parte dei presidianti si è dispersa nei boschi; ci sono alcuni anziani intossicati dai gas,una trentina di feriti per le manganellate subite, pare quattro arrestati. Alberto Perino e alcuni amministratori stanno smontando quello che rimane del presidio.
Ci sono blocchi stradali A Sant'Ambrogio e Bussoleno da parte dei manifestanti e sono previste manifestazioni anche a Torino. Gi elicotteri di polizia e carabinieri continuano a sorvolare incessantemente la valle.
E' stata utilizzata come base logistica del blitz la galleria sud dell'A32, al momento è piena di mezzi, container ed operai. Per questa ragione l'autostrada non è praticabile da stamattina e probabilmente per molto tempo ancora.
La stessa sicurezza dell'autostrada è a rischio.
in queste condizioni, con i mezzi pesanti costretti ad usare una sola galleria per i due sensi di marcia. Questo cantiere è per altro completamente inutile e finalizzato solo a rubare dei soldi alla UE e lo sanno tutti!
Si apre un panorama critico per i prossimi giorni e lo stesso sindaco di Chiomonte se manterrà i suoi impegni dovrà dimettersi. I video:
foto.
Ultima notiza da facebook: " Per quelli e quelle che non possono andare nella Val di Susa è indetto un presidio oggi, 27 giugno, alle 15,30 in Via San Francesco D'Assisi 35 di fronte alla sede del PD per ringraziare questo partito della richiesta di far intervenire l'esercito contro i NO TAV".

Solidarietà tramite migliaia di email, telefonate, sms e messaggi in Facebook stanno giungendo da tutta Italia. SARA' DURA

La redazione: Ambiente Valsusa      Scrivi a:  info@ambientevalsusa.it  
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Valle di Susa, 23 giugno 2011

I PRESIDIANTI NO TAV DELLA MADDALENA DI CHIOMONTE DIFENDONO LA LEGALITA’
 

Spieghiamo perché, chiarendo una volta per tutte che non si oppongono solamente ad un’opera inutile ma anche ad una procedura autorizzativa che secondo noi non rispetta le vigenti leggi.
Altri e più complessi discorsi sono quelli sul modello di sviluppo, sull’autodeterminazione delle popolazioni, sull’evidente inutilità dell’opera, sui suoi costi economici insostenibili per il nostro Paese, sui motivi per cui grandi partiti e grossi industriali vorrebbero ristabilire il loro potere a forza di carabinieri e polizia in tenuta antisommossa.
Presto qualcuno potrebbe farsi male alla Maddalena, conosciamo i metodi imposti alle forze dell’ordine, già sperimentati al Seghino, a Venaus, alla stazione di Avigliana in occasione della protesta antinucleare. I presidianti della Maddalena sanno a cosa vanno incontro, e conoscono bene quali sono i motivi che li obbligano a presidiare. Molti cittadini però probabilmente non sanno che costoro presidiano anche la legalità. In questo senso sono persone speciali. Utilizzano la non violenza, la comunicazione, il dialogo, perfino la preghiera, eppure sono descritti come pericolosi antagonisti. A cosa si oppongono specificatamente in quel di La Maddalena?

IL CIPE ha approvato il progetto di una galleria di servizio di 6.30 metri di diametro, con occupazioni temporanee e sistemazione dei luoghi occupati a fine cantiere, ma se iniziassero i lavori si realizzerebbe una galleria di servizio di 9 metri di diametro, con occupazione permanente dei territori: quindi un’opera del tutto difforme da quella autorizzata, che non ha assolutamente le caratteristiche di “cunicolo esplorativo”.
Di conseguenza la procedura VIA sull’opera autorizzata non rispecchia la realtà dell’opera che si vorrebbe iniziare.

Inoltre lo spezzettamento del progetto da Settimo Torinese a Lyon in tre diverse parti, con diverse procedure VIA non cumulative e la suddivisione ulteriore della procedura VIA per la parte internazionale in altre due parti (cunicolo e tunnel di base anche in questo caso non considerate come somma degli impatti), peggiora la possibilità di intuire la situazione reale di impatto ambientale, compromettendo la regolarità di tutta la procedura autorizzativa.
Va anche detto che l’impatto di una galleria geognostica eventualmente sommato a quello del tunnel è ben diverso dall’impatto di un tunnel sommato ad una sua ulteriore galleria di servizio che è l’opera che in realtà realizzare.
 
Se si fosse voluto agire correttamente si sarebbe dovuto realizzare un’unica procedura di VIA riguardante l’intera linea ad AV/AC da Torino a Lione, o almeno complessiva su  tutto il territorio italiano. Non lo hanno voluto fare, forse perché gli impatti cumulativi avrebbero obbligato a rinunciare all’opera. Per lo stesso motivo probabilmente non è mai stata considerata l’opzione zero.

In questo discorso tecnico che la nostra redazione Vi sottopone è esclusa la questione del rapporto Costi/Benefici dell’opera che volutamente non è mai stato affrontato dai proponenti in modo serio e scientifico, meno che mai sul lungo periodo o considerando i reali flussi di traffici. In sostanza, non risulta in alcun modo il beneficio di ordine sociale ed economico proveniente dalla realizzazione del cunicolo, e di conseguenza non è stato possibile per i proponenti dimostrare che il beneficio  risulti superiore al valore della perdita eco sistemica provocata dalla sua realizzazione.

Dunque adesso tutti comprenderanno che l’intervento progettato da LTF e sottoposto in data 17 maggio 2010 a VIA non è un cunicolo geognostico, bensì,  una vera e propria discenderia a servizio del cantiere del tunnel ed alla sicurezza della linea in progetto.

Ad ulteriore conferma dell’illogicità e carenza istruttoria che affliggono la delibera autorizzativa CIPE, si annota il numero e la portata delle prescrizioni della Regione e del CIPE stesso, che in pratica sono l’ammissione della superficialità degli studi effettuati, il che comporta una mancanza di tutela preventiva dell'interesse pubblico e ambientale, con conseguenze sociali ed economiche incalcolabili.
Non si può poi tacere l’affermazione provata da atti scritti dagli assessorati trasporti ed ambiente della Regione Piemonte secondo cui il “cunicolo esplorativo” ha anche l’utilità di consentire di sperimentare la cosiddetta “Talpa” poiché nelle montagne del massiccio d’Ambin non è mai stata utilizza neppure per le discenderie francesi. Dunque siamo ad una primordiale sperimentazione, alla faccia dei proclami sulla fattibilità dell’opera, sui tempi di cantiere, e sulla valutazione attendibile dei costi economici, tutti caricati sulla collettività, poiché anche il contributo europeo deriva da tasse pagate dai nostri cittadini.

Una delle dimostrazioni più lampanti che la progettazione è sommaria ed incompleta è che nell’asseverazione dei costi del 21 ottobre 2009, sottoscritta dal Presidente e legale rappresentante Raulin Patrice Raymond, si dichiara che il valore delle opere è pari a € 164.342.457,74, mentre nella dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, sottoscritta dall’Arch. Pietro Romani, in qualità di coordinatore e responsabile scientifico dello SIA, relativo alla Maddalena, si legge che il valore delle opere desumibile dai progetti è pari ad € 165.050.534,54.  Si tratta di 700.000 Euro di differenza che chiariscono l’approssimazione dei costi, dei progetti, e dei responsabili legali di quest’opera.

L’affidamento a CMC della realizzazione del cunicolo di Maddalena “in sostituzione di altra opera definita dai progettisti “paritetica”, quale il cunicolo di Venaus definendo i lavori a Maddalena di Chiomonte una “variante tecnica”, rispetto a Venaus risulta in effetti null’altro che un escamotage per eludere l’obbligo di una nuova gara a livello europeo e contemporaneamente, a distanza di 5 anni, evitare il pagamento delle penali dovute alla CMC per la mancata realizzazione del primo cunicolo.
Abbiamo già spiegato che i due cunicoli progettati, quello di Venaus e di Maddalena hanno caratteristiche, ubicazioni, pendenze, impianti, del tutto difformi. Infatti, anche  l’importo dei contratti relativi sono diversi: il “cunicolo geognostico” di Venaus costava 84.342.414,21 euro, mentre quello di Maddalena, sempre a preventivo, costerebbe il doppio:  164.342.457,74 euro. Dire che si tratta della stessa opera è tentare di prendere in giro i contribuenti italiani ed in particolare quelli valsusini che conoscono benissimo il territorio ed il valore dei propri risparmi.

Come se non bastasse abbiamo annotato che  a fronte di una valutazione positiva del progetto da parte del CIPE, per La Maddalena sono presenti tali e tante prescrizioni, spesso contraddittorie tra di loro,  da delegittimare  nei fatti tale valutazione dei costi e le autorizzazioni del CIPE stesso. In questo senso sia la Comunità Montana che le associazioni ambientaliste hanno preparato le loro osservazioni ed i vari ricorsi legali. Se non lo avessero fatto sarebbero risultati complici di una potenziale ed enorme truffa ai danni dello Stato!
D’altra parte le stesse prescrizioni imposte dal CIPE paiono fungere, in realtà, quali necessarie integrazioni ad un progetto incompleto al fine di renderlo approvabile in una fase successiva alla presentazione stessa, con prescrizioni peraltro basate in parte su studi mai realizzati e che nel caso lo fossero abbisognerebbero di anni di indagini approfondite. Questa procedura prescrittiva da parte del CIPE rischia peraltro di delegare alla fase esecutiva attività proprie della progettazione definitiva. Insomma il progetto è e resta incompleto e la procedura autorizzativa utilizzata non rispetta la legge italiana e comunitaria.

Il CIPE tra l’altro non ha neppure tenuto conto della modifica normativa introdotta nel 2010 riguardante le norme sulle terre di scavo. Ciò è particolarmente grave dal momento che nello stesso testo delle prescrizioni si legge, senza alcun margine di dubbio, come all’interno della galleria geognostica, siano rinvenibili materiali radioattivi e/o contaminati da uranio, unitamente a smarino con possibile presenza di amianto.

Queste sono alcune sintetiche ragioni per cui riteniamo che i presidianti compiano un’azione di civile protesta, peraltro su terreni privati, con accesso da strade private, autorizzati in questo dai proprietari stessi, mentre gli amministratori pubblici che frequentano ed appoggiano i presidianti svolgono a pieno titolo il loro ruolo, lo stesso stanno facendo i proprietari delle proprietà attraverso le procedure di ricorso legale all’occupazione dei terreni.
Qualcuno, non informato sulla realtà dei fatti o interessato ad aprire il rubinetto dei finanziamenti pubblici di una futura Salerno Reggio Calabria quello che in questa nota chiariamo potrà anche non piacere, ma la realtà non si cambia con gli slogan e le denigrazioni, meno che mai facendo finta di ignorare la verità. La redazione del nostro sito non può far altro perciò, ancora una volta, che ringraziare sentitamente tutti coloro che nel segno della non violenza, della determinazione e del rispetto delle idee altrui pretende che anche le proprie siano rispettate, insieme alle leggi di questa nostra Italia.

 La redazione: Ambiente Valsusa      Scrivi a:  info@ambientevalsusa.it  

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5 giugno 2011 Aggiornamento sulla questione TAV. 

TORINO LYON, UNA QUESTIONE DI ETICA, NON DI ORDINE PUBBLICO!

Sono 20 anni che i valsusini si oppongono ad un'opera inutile, costosa e devastante. Con loro migliaia e migliaia di cittadini onesti sanno che questa non è una Grande Opera Pubblica, ma una GRANDE ABBUFFATA. Politica, Prefetti e Questori non hanno mai letto una riga di quei progetti. Noi invece lo abbiamo fatto. Prefetto, Politica, Industriali, Curia, Questore e Poliziotti sappiano che La gente non si oppone all'opera per questioni locali  o politiche ma piuttosto PER QUESTIONI ETICHE. Per questo la Maddalena di Chiomonte rappresenta un simbolo. SE SI ROMPE QUEL SIMBOLO SI ROMPE L'ETICA CHE E' FONDAMENTO DELLA DEMOCRAZIA. Guarda il video sul presidio NO TAV di Maddalena
Innanzi tutto etica nell'informazione perché chiunque voglia comprendere cosa c’è dietro alle Grandi Opere, TAV in particolare, ha un’infinità di strumenti utili a disposizione, ma se si affida ai mezzi d’informazione come TV e maggioranza e giornali paradossalmente non ottiene dati e notizie utili per farsi un’opinione ma solo slogan. Nel migliore dei casi le ragioni delle centinaia di migliaia di cittadini che protestano vengono oscurate, mentre quelle dei pochi che sono interessati economicamente all’opera vengono amplificate. D’altronde gli azionisti dei maggiori gruppi editoriali sono proprio gli industriali che trarrebbero profitto dalla realizzazione delle Grandi opere, lo ha affermato pubblicamente il Giudice Imposimato...
Questa è la prima parte della storia che vogliamo raccontare oggi, a titolo di esempio mettiamo a confronto due filmati riguardanti la recente manifestazione a Susa della CISL a favore delle grandi opere. Il primo è il servizio mandato in onda dal 
TG3 regionale , il secondo è il video realizzato da alcuni amici e pubblicato da Ambientevalsusa sulla stessa manifestazione. A supporto del confronto chi desidera può leggere il comunicato ufficiale dell’ANSA.l Propaganda? Informazione? Ai nostri lettori il giudizio.
La seconda parte della storia odierna invece riguarda la scarsa etica e linearità di alcuni politici che tendono ad utilizzare gli eventi per bucare il video, farsi intervistare, e magari arrivare più facilmente al potere e mantenerlo. Per fare ciò cambiano le loro posizioni politiche e se non basta anche i partiti di riferimento; caso emblematico quello di 
Ferrentino che dal 2005 ad oggi ha assunto posizione completamente diverse, diventando di fatto un estraneo alla maggior parte dei valsusini.
Ma c’è anche una terza questione che andrebbe affrontata per chiudere il cerchio: il ruolo dei “Virano”, ai vari livelli burocratici e politici. Gente che viene lautamente pagata per assumere un ruolo “superpartes”, ma che il più delle volte si rivela invece molto di parte. La logica delle lobby non ha quasi mai nulla di etico, anche sw la propaganda nasconde spesso il vero ruolo di questi burocrati. Nel caso di Virano la questione fu lampante allorché si autodefinì “un facilitatore” rispetto alla Torino Lyon (un vanto che non trova riscontro nei fatti), “Ho accettato l'incarico, sulla base di un programma che si pone come unico obiettivo quello di riprendere il filo del discorso con le popolazioni della Valle. Se questo accadrà, 
potremo andare avanti”. Buoni propositi seguiti dal nulla... Ma il suo ruolo di “dottor Jekyll e mr. Hyde” si capisce ancora meglio se si ascolta attentamente ciò che dichiarò in un incontro pubblico a gennaio 2008 il commissario. Qui si chiude il cerchio tra organizzazioni sindacali/politiche,singoli politici in crisi di visibilità, burocrati specializzati nell'arte di incantatori di serpenti e dell'equilibrismo politico. Tanto fumo da spargere attraverso i tubi catodici ed i giornali collegati alla vecchia politica. Una politica succube, stantia, sempre bisognosa di "contributi elettorali". Ripercorriamo adesso le ultime vicende e dichiarazioni:
(30/5/2011) "La Tav va fatta ad ogni costo". L'appello di politici ed industriali. Carbonato scrive a Maroni: se serve, usare la forza. Questo l'appello degli industrialio-  La questione TAV in Valsusa per gli industriali va risolta con la forza, la scadenza del 31 maggio per i finanziamenti UE è vicinissima...
- (1/6/2011) Virano sempre più nervoso da i numeri. “Io ho sempre parlato di primavera e ci siamo ancora dentro”. Quindi fine giugno: è quella la scadenza vera? "La fine di giugno è una scadenza perentoria per il trattato internazionale e i francesi per firmare l'accordo vogliono vedere il cantiere di Chiomonte". Bello il gioco dei rinvii, anche perchè ad ogni rinvio le ditte sperano di prendere i soldi dei risarcimenti per il mancato avvio dei cantieri e Virano porta sempre più avanti il suo mandato retribuito all'osservatorio. 
- (3 giugno/2011) Il Prefetto passa la mano al Questore. Alberto di Pace, prefetto di Torino dal 2010, dichiara che il problema del tratto ferroviario da costruire è ormai un problema di ordine pubblico: "E' un problema tecnico di ordine pubblico e di sicurezza. Sarà il Questore a decidere i tempi ed i modi". Insomma, semplice questione di ordine pubblico, d'altronde non è compito del Prefetto né del Questore leggere i progetti, le prescrizioni, o tenere in conto che sia la Comunità Montana che le principali Associazioni Ambientaliste hanno depositato al TAR del lazio un ESPOSTO contro l'inizio dei lavori alla Maddadena.
- (dal 4 giugno al 21 giugno -fine della primavera anche per Virano-).“E’ bene che tutti tengano presente che l’opposizione alla tav non è prerogativa di 2-300 esagitati. Per contrastare l’avvio dell’opera potrebbero arrivare dalle 3000 alle 5000 persone e se le cose dovessero mettersi male il numero potrebbe salire a 20mila. E non si risolverebbe il caso arrestando una cinquantina di persone e neanche manganellandone 300.” Così ha dichiarato al Prefetto Nilo Durbiano, sindaco di Venaus. Queste dichiarazioni devono aver sortito un certo effetto, ed allora per alzare il livello dello scontro qualcuno, magari dei disperati, magari qualcuno collegato alla malavita, bisognosa di accaparrarsi gli appalti, infila dei proiettili in una busta e li manda via posta ad un politico pro TAV(ma non lo sa che viene controllata? Oppure lo sa benissimo, ed allora si capisce la provocazione studiata ad arte). La stessa cosa era già successa a Chiamparino, mentre altri, in valle se ricordiamo bene i proiettili li ricevettero direttamente nella buca delle lettere. Atti vergognosi, all'ordine del giorno in genere dove la malavita intende allungare i tentacoli.
- (5 giugno 2011) Minacce e proiettili a Esposito. Su Facebook continua lo scontro. Esposito 
dichiara di non essere un pacifista durante una discussione sul social network.
- (5 giugno 2011): De Magistris all’Europa: 
“Stop alla follia della Torino-Lione”. Insieme al neosindaco di Napoli anche gli altri eurodeputati IDV Sonia Alfano e Gianni Vattimo prendono netta posizione contro la Torino-Lione ed eventuali militarizzazioni del territorio.

Nel frattempo il 31 maggio 2011 Le associazioni WWF, Legambiente, Italia Nostra e Pro Natura hanno notificato il ricorso al TAR Lazio con cui si impugna la delibera CIPE (n. 86/2010, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6/4/2011) che approva il progetto definitivo di escavazione del cosiddetto cunicolo esplorativo de La Maddalena (Comune di Chiomonte) in Val di Susa, funzionale alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lion. La Comunità Montana per le sue competenze ha fatto un'altro ricorso sempre al TAR del Lazio.

N.B. Se potete diffondete i nostri messaggi alle Vostre Mailing e chiedete l'iscrizione alla mailing list per i Vostri amici eventualmente interessati.
Il Presidio Di Maddalena (Chiomonte) è partecipazione, VIENI ANCHE TU e respirerai l'aria di libertà del popolo NO TAV!

I migliori salutiAmbientevalsusa                 Scrivi a:  info@ambientevalsusa.it  

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    MADDALENA DI CHIOMONTE, 29 MAGGIO 2011  ULTIME NOTIZIE SULLA TORINO LYON

Venaus 2005 dovrebbe insegnare a tutti qualcosa: la forza interiore di chi è nel giusto.
I responsabili dello scempio: il video. Carbonato, industriali piemontesi, Bonino (PDL ex Alleanza Nazionale), assessora, Chiampa, (ex sindaco, PD ex sindacalista CGIL), e tanti altri portatori di interessi forti delle lobbyes del cemento ed acciaio vogliono il giocattolino TAV, puntano le loro ultime fiches al Bingo dei partiti, e sperano che le forze dell'ordine risolvano la situazione.
Gli industriali ed i lobbisti ben si guardano dal criticare Virano, LTF, RFI, o i politicanti che sono le vere cause delle loro attuali preoccupazioni: se Virano e Co. avessero lavorato almeno decentemente sarebbero anni che tutto si sarebbe risolto. Invece siamo qui, in questa situazione assurda.Oggi Comunità Montana e le quattro principali associazioni ambientaliste italiane hanno depositato due distinti ricorsi al TAR sul Cunicolo esplorativo della Maddalena, contemporaneamente ProNatura invia una lettera al Prefetto di Torino per le palesi irregolarità del cantiere e il Movimento 5 Stelle denuncia molteplici irregolarità tramite esposto allo Spresal (Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) di Susa, all'Ispettorato del Lavoro di Torino, alla Procura della Repubblica di Torino, in particolare all'attenzione del Dott. Guariniello, e per conoscenza, alla FIOM. 
Prefetto e poliziotti sanno quanto è difficile il momento, si ricorderanno ancora l'occupazione di Venaus del 2005, durata 29 giorni , fino al famoso 8 dicembre. Ricorderanno sopratutto che alla fine la violenza non ha pagato, anzi!
Imprese e costruttori per parte loro sanno bene che iniziare il tunnel geognostico oltre che difficile non sarà risolutivo, perché i sondaggi si fanno proprio per capire ciò che non si sa di quelle montagne, del calore fino a 50 gradi, dell'acqua, dell'amianto e dell'uranio. Insomma, tutti sappiamo che se la situazione si complica non sarà facile farla passare sotto silenzio, e anche il Ministro Maroni ed i suoi superiori avranno compreso che la situazione italiana è ben differente dal 2005. 

La Valle di Susa non è un posto facile. Li chiamano montanari per semplificare, ma è gente informata, attenta, e che non dimentica facilmente.

Se nel 2005 Ferrentino era stato adottato dalla valle e faceva il capopopolo, adesso per ritagliarsi uno spazio sui giornali deve farsi intervistare dai pochi giornalisti che ancora gli telefonano per attaccare il suo successore Plano, dimenticandosi dei proclami che faceva dai prati di Venaus. Tutto cambia, i potenti diventano ex, alcuni passano oltre, come la De Palacio o Martinat, ed anche tra i No TAV molti non ci sono più, ma perfino nell'aldilà c'è una differenza tra i lobbisti ed i NO TAV: i primi nel cuore hanno gli interessi, i secondi nel cuore hanno un'anima, la coscienza delle persone, quella che fa la differenza e che da la forza di vincere! Anche in questo senso va probabilmente intesa la parola "RESISTENZA" che si sente spesso ripetere da queste parti. Di fronte alla violazione dei limiti cosa può fare il cittadino? Ce lo spiega il Professor Salvatore Settis, ripreso in una setata ad avigliana, guardate questo video che secondo il nostro parere ha dei contenuti davvero rivoluzionari. 

Le attuali iniziative di resistenza nonviolenta sono un campeggio NO TAV alla Maddalena di Chiomonte, con corollario di "Notti bianche" nelle quali si sta insieme ragionando sul nostro futuro, quello che nessuno riuscirà a rubarci.

Il Movimento NO TAV ha bisogno del sostegno attivo e ideale di tutte le persone di buona volontà, vieni a trovarci e tieniti informato, informando a tua volta i tuoi amici. Grazie per tutto ciò che potrai fare. Il futuro del nostro Paese è anche nelle tue mani! 

I migliori saluti,    Ambientevalsusa              Scrivi a:   info@ambientevalsusa.it

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PROSSIMI APPUNTAMENTI E SERATE NO TAV

-  Giovedì 5 maggio RIVOLI, ore 21 presso Sala consigliare Via Capra 10  
-  Venerdì  6 maggio CHIUSA SAN MICHELE, ore 21 presso Polivalente di Via Cantore 14 
-  Martedì 10 maggio ROSTA, ore 21 presso il salone Oratorio Piazza San Michele 
-  Giovedì 12 maggio SANT'AMBROGIO, ore 21 sala Consiglio Comunale 
-  Mercoledì18 magggio AVIGLIANA, ore 21 Teatro Fassino, via IV Novembre 19 ”CANZONE DEL PAESAGGIO PERDUTO - Territorio e Costituzione”    con Salvatore Settis, Alessandra Algostino, Luca Mercalli  

SABATO 21 maggio 2011  GRANDE MANIFESTAZIONE NO TAV RIVALTA - RIVOLI  

ULTIME NOTIZIE DEL 4 maggio 2011

ACQUA,  ARIA, TERRA...
Superati gli ultimi ostacoli (ci dicono)... ricominceranno le barricate?
Questo è il quesito a cui giornalisti e gli osservatori più attenti alla questione Torino Lyon vorrebbero delle risposte.
La redazione del nostro sito risposte certe a questa domanda al momento non ne può dare. Ciò che possiamo fare invece è rappresentare in modo chiaro la situazione. Il progetto della tratta nazionale è piombato sulla cintura Torinese, trovando impreparati i sindaci di Rivoli (“non pensavo un cantiere così vasto”) e Settimo Torinese (“se non interrate la linea storica divento NO TAV”). Chiamparino invece dopo aver reso Torino una delle città più indebitate del Paese, dorme tranquillo sul megatunnel che attraverserebbe la sua ex città da Grugliasco a Venaria.  Peggio ancora Fassino, ci vogliono prendere l’acqua, evitando il referendum, ci impesteranno l’aria con il termovalorizzatore che probabilmente brucerà rifiuti napoletani, cercano di bloccare il referendum sul nucleare, adesso l’attacco è a quel poco di terra che rimane, attraverso le grandi opere ed i reiterati “Piani casa”. 
SIAMO AL DUNQUE. La gente ha capito ciò che è in ballo, ognuno sarà chiamato a fare il proprio dovere di cittadino,
SENZA PIU’ DELEGHE, visto come sono stati trattati i nostri rappresentanti sindaci ed amministratori a Roma. C’è la possibilità che la Torino Lyon, fino ad oggi emblema delle opere inutili ed economicamente insostenibili diventi anche sinonimo di soprusoinefficienza e del malaffare.  MOBILITAZIONE GENERALE Queste parole vengono ormai ripetute in tutte le assemblee, tra i Comitati, nei Consigli Comunali. Non sarà la bugia di un progetto “Low Cost”, a far calmare gli animi, non è l’invito al “tavolo romano” dei sindaci di Giaveno e Claviere a contribuire ad abbassare i toni, perchè il progetto in realtà trasformerebbe la valle in un cantiere per 30, 40 anni, con costi ancora più difficili da valutare, mentre i sindaci di Claviere e Giaveno dovrebbero ormai sapere che i progetti TAV non li coinvolgono per nulla e dovrebbero evitare di fare le "comparse politiche a chiamata".

UN PASSO IN AVANTI E’ STATO FATTO DICE FASSINO. 
E’ vero, adesso è chiaro a tutti che la democrazia rappresentativa è una bufala; altrettanto chiaro che le prescrizioni ai progetti non verranno mai rispettate; ancora più evidente l’illegalità quando si affida alla CMC il cantiere di Maddalena, con la scusa che avevano già ottenuto quello di Venaus. La responsabilità dei proponenti è evidente, ed anche il loro enorme interesse economico. Le grandi imprese che si fidano della politica sperano negli appalti, gli sparuti quanto illusi imprenditori locali resteranno probabilmente ancora una volta delusi, mentre i loro operai ed alcuni individui economicamente disastrati che sono stati invitati per far numero (o si sono imbucati?) alla recente riunione dei si tav a Susa avranno ingurgitato probabilmente gli ultimi pasticcini pagati da Virano e Co. Buona digestione! Siamo alla farsa verso le istituzioni, alla truffa nei confronti dell’Europa, all’inganno nei confronti dei cittadini e contribuenti italiani. LA MOBILITAZIONE GENERALE sarà con tutta probabilità un evento naturale, forse atteso perfino da chi vorrebbe l’opera per farci i suoi consunti, giochini e strategie. La storia di 20 anni ci ha insegnato molto. A SARA'DURA, ma la cosa non spaventa nessun valsusino serio, proprio perché la situazione è grave ma non seria.
TAV = MAFIA E' scritto sul monte Musinè, ben visibile arrivando nella valle da Torino. Alla vigilia di una nuova Salerno-Reggio Calabria, solo l’impegno nonviolento dei cittadini onesti potrà fermare il sopruso verso una rappresentanza del nostro territorio non rispettata e l’enorme spreco di risorse pubbliche in un Paese già allo stremo.
Per parte nostra continueremo ad informare chi lo desidera, utilizzando tutti gli strumenti tecnici a nostra disposizione. 
State in linea… e teniamoci tutti pronti a protestare pacificamente ma con molta determinazione.

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Comunicato Stampa dalle Valli No TAV Movimento NO TAV 4.5.2011 

Una garanzia per il futuro
www.notav.info - www.notav.eu -  www.notavtorino.org - www.ambientevalsusa.it

Il Governo “inaugura” la nuova linea ferroviaria “long cost” Torino - Lione
I Comitati No TAV dichiarano lo stato di mobilitazione permanente nelle Valli No TAV con un’attenzione particolare per la Maddalena di Chiomonte.
Il Coordinamento dei Comitati No TAV si è riunito ieri sera a Villarbasse per valutare le gravi decisioni che sono state assunte a Roma nel corso della riunione del 3 maggio del Tavolo Politico della Torino – Lione. 
La risposta dei Comitati No TAV è stata immediata con la dichiarazione di stato di mobilitazione permanente nelle Valli No TAV. 
Sabato 21 maggio si svolgerà una marcia di protesta da Rivalta a Rivoli, il calendario di tutte le iniziative in continuo aggiornamento è già sui siti No TAV.    

  • NO ad un’opera pubblica costosa, inutile e dannosa 
  • NO allo sperpero di pubblico denaro
  • SI’ alla difesa dell’ambiente, della salute, della vivibilità nelle nostre case
  • SI’ all’uso e al rinnovamento delle ferrovie esistenti
  • SI’ alle piccole opere utili
  • SI’ ad un uso migliore delle scarse risorse pubbliche a favore dell’istruzione, della sanità, della ricerca, delle energie rinnovabili, di nuovi posti di lavoro, dei giovani, dei precari e dei disoccupati

Il nuovo e mutilato progetto presentato ieri a Roma ha messo in evidenza che lo Stato italiano non è in grado di rispettare gli impegni assunti con l’Unione Europea con la presentazione nel 2007 del secondo progetto in destra Dora. I Comitati ricordano che il finanziamento europeo è stato concesso a fronte di un impegno pluriennale dello Stato italiano per la realizzazione di tutta la tratta transfrontaliera composta da tunnel di base di 57 km e tunnel dell’Orsiera di 20 km, entrambi a due canne.

Questa ennesima variante, presentata a pochi giorni dalla pubblicazione del progetto preliminare della tratta nazionale, dimostra la volontà di devastare i territori dalle Alpi alla pianura, dai piccoli e medi centri alla Città di Torino che sarà oggetto di una speculazione edilizia in Corso Marche. 

La trasformazione del progetto unico in uno “a lotti costruttivi” da realizzare nel corso dei prossimi 30-40 anni (long cost) secondo gli ultimi dettati del decreto milleproroghe caro a Tremonti e in spregio degli accordi con l’UE dimostrando che l’opera è inutile e condannerà a morte la linea storica da Bussoleno fino al Fréjus. 

Il Coordinamento dei Comitati No TAV ha anche espresso un duro giudizio nei confronti del Governo Italiano, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte che hanno dimostrato con questa mossa teatrale il loro stato confusionale, l’incapacità di fare bene e l’arroganza nei confronti dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti non ammessi al tavolo politico perché contrari o critici nei confronti dell'opera. 

I Comitati No TAV hanno manifestato la loro solidarietà ai Sindaci esclusi e al Presidente della Comunità Montana.

I Comitati No TAV, dichiarando che il tempo per giocare è scaduto, invitano i Sindaci “dubbiosi” a prendere una seria posizione di difesa della salute dei loro cittadini e dell'ambiente dei loro territori

“né qui né altrove”,      I migliori saluti,   Ambientevalsusa                         info@ambientevalsusa.it
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Da: "Ambientevalsusa" info@ambientevalsusa.it
Data: Wed, 13 Apr 2011 21:46:06 +0200
Oggetto: TESTARE LA TRIVELLA, SAGGIARE LA PAZIENZA DEI CITTADINI E DEI CONTRIBUENTI
 
CONTO ALLA ROVESCIA: (COUNTDOWN per la Torino-Lyon e non solo). 

Siamo agli sgoccioli, poche settimane e dovrebbero iniziare a scavare alla Maddalena, Chiomonte.
Un buco di 7 km, utile per “testare la trivella” e capire quali sorprese ci riservano le montagne valsusine, capire se la galleria del TAV si può fare, se il calore e l’acqua della montagna lo permettono. Questa la teoria. 
Tutti i valsusini e gli italiani informati però sanno bene che la teoria è ben diversa dalla realtà. E’ ormai fin troppo chiaro che una nuova ferrovia non serve, che sarebbe insostenibile per la nostra economia, che dietro a questa opera, come a tutte le “grandi opere” ci sono interessi per nulla collettivi ma la necessità di attingere ai contributi europei e l’incapacità di progettare un futuro sostenibile per il nostro paese e per i nostri figli.
TAV, Ponte sullo stretto, nuove basi militari, inceneritori di rifiuti, centrali atomiche sono tutti risultati fotocopia di questa incapacità di guardare al futuro in modo costruttivo, nel rispetto dei cittadini e delle loro reali esigenze. Capita così che le grandi opere vengano utilizzate a livello di propaganda facendo credere che siano la soluzione ai problemi. 

Non ci si deve però stupire troppo di una simile situazione se sono i pubblicitari a governare, gente che prima promette, e quando si tratta di mantenere le promesse cambia discorso e comincia a raccontare barzellette sempre più stupide. E diciamocelo: il meccanismo funziona! Molte persone ridono alle barzellette e accendono la Tv per sentire la prossima... La forbice tra conoscenza e creduloneria pare allargarsi. Da una parte gente sempre più informata e cosciente della realtà, dall’altro persone che per interesse o incapacità hanno dimenticato le promesse del loro capo spirituale e ridono alle sue barzellette. La politica come una religione, una religione che costa sempre di più, ed ecco che anche da “sinistra” qualcuno propone di aumentare i rimborsi elettorali.
Diciamocelo chiaro, è qui che casca l’asino. Il TAV alla fine rischia di diventare, se non lo è già, l’ennesimo classico, antiquato modo per finanziare la politica. Per questo tutti i grandi partiti lo vogliono? Molto probabile. Forse è anche per questo motivo che le procedure autorizzative hanno dei buchi enormi, con revisioni infinite dei progetti, assoluta mancanza di una qualsiasi valutazione dei rapporti tra costi finali e benefici presunti. Ma forse tutto è semplicemente studiato per mettere le mani sul contributo europeo,e certo tutto ciò stride leggermente con le dichiarazioni del governo di voler uscire dalla UE in conseguenza della bocciatura europea sulla linea adottata dall’Italia sui rifugiati nordafricani.

La nostra riflessione finisce qui... inutile continuare. Crediamo invece molto utile fornire ai nostri lettori una serie di notizie che possono confermare le nostre analisi sulla questione Torino Lyon, attività che svolgiamo ormai da 11 anni.

Dateci una mano DIFFONDENDO I NOSTRI MESSAGGI! 
Cerchiamo di informare al meglio i nostri amici e gli iscritti della mailing. e come noi fanno tanti altri amici e diversi siti internet. In particolare tutti stiamo esaminando i progetti e predisponendo le osservazioni e le azioni legali necessarie. Il sito Ambientevalsusa è gestito a livello volontario e senza scopo di lucro da 11 anni. Un particolare ringraziamento ci sentiamo di esprimere agli esperti di Pro Natura Torino e del WWF per l’enorme mole di lavoro svolto. SOSTENIAMOLI con il con il 5xMille COME FARE?
Cerca nel modulo Modello Unico, 730, CUD lo spazio: “Scelta per la destinazione del 5X1000”.
Metti la tua firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ecc.”
Sotto la firma, nello spazio “codice fiscale del beneficiario” inserisci il codice fiscale di

Pro Natura Torino 8 0 0 9 0 1 5 0 0 1 4 oppure quello del WWF nazionale 8 0 0 7 8 4 3 0 5 8 6

Testo delibera CIPE 86 2010: Cunicolo esplorativo della Maddalena. Approvazione progetto definitivo e finanziamento.

Necci: il TAV e qualche mistero. La stessa storia nel video di Ferdinando Imposimato

Ecco il tracciato finale Sei cantieri fra Valsusa e Settimo. 

5 aprile 2011: Lettera aperta del Movimento No TAv agli imprenditori valsusini.

23 marzo 2011: Il centrodestra scivola sul TAV. Basta la buccia di banana del Movimento 5 stelle...

23 marzo 2011: Osservazioni della Comunità Montana Valle Susa e Sangone alla documentazione progettuale integrativa richiesta dalla Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS trasmessa da LTF S.p.A in data 24 gennaio 2011.

22 marzo 2011: Militarizzare i futuri cantieri?

18 marzo 2011: Tav e salute pubblica. Manifesto dei medici ed operatori sanitari. Comunicato stampa della Comunità Montana sui manifesto dei medici

14 marzo 2011: Il comunicato stampa, le osservazioni, la diffida delle associazioni ambientaliste sul progetto LTF tratta intenazionale.

14 marzo 2011: Il tracciato da Sant’Ambrogio a Settimo Torinese 

13 marzo 2011: Virano alle terme, fantasie di un moderno Giulio Cesare.

2 marzo 2011: il ricatto dell’Ospedale di Susa. 

I migliori saluti,      Ambientevalsusa        Scrivi a:   info@ambientevalsusa.it


 
Torino Lyon, notizie del 2 marzo 2011

LA LETTERA:
Gentile signor Virano,
sono una valsusina doc NO TAV e vorrei esporle il mio punto di vista.
Vengo subito all'enunciato: IL TAV, DI QUI, NON PASSERA' MAI.
E sa perche? Da molti anni ormai, in valle e non solo, una moltitudine sempre più numerosa di persone prende coscienza di sè, dei veri valori della vita e coltiva con successo quello che è il primo obiettivo che ognuno di noi dovrebbe perseguire: la LIBERTA'.
LEGGI TUTTO su www.ambientevalsusa.it

28 febbraio 2011: SEMPRE PIU�CONVINTI DELLE NOSTRE RAGIONI

E� sempre più chiaro che chi vorrebbe il TAV sostituisce, magari perfino nel suo inconscio, il bene comune che è la verità, con l�interesse privato infatti:

1) tutti i dati ufficiali indicano che l�opera non serve. Video.

2) è appurato che i costi del TAV sono al momento sconosciuti ed insostenibili per la collettività.

3) Non si è ancora piantato un chiodo ma i vertici di LTF sono già stati condannati per corruzione.
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27 febbraio 2011: NON SOLO TAV

Pur occupandosi prevalentemente della Torino-Lyon la redazione di Ambientevalsusa sente la necessità di condividere con Voi (che potete diffondere ulteriormente) alcuni documenti e filmati su argomenti non meno importanti del TAV, anzi a ben vedere argomenti che sono un tutt�uno con la questione che da 11 anni seguiamo su questo sito: Acqua pubblica, Nucleare, Giustizia, Energia.
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25 febbraio 2011 LA COMUNITA� PENSANTE

Si sta allargando sempre più, e nuove persone di ogni ceto sociale vi aderiscono. La politica dei partiti è sempre più lontana, quella delle cose reali vicina e partecipata.
Nel nostro piccolo proviamo a contribuire col contributo idi tanti amici che ci scrivono e che ci danno una mano,ma il lavoro da fare è davvero molto, e sia chiaro, forse servirà solo per ridurre i danni. Perciò ti chiediamo di aiutarci a diffondere queste notizie per ricercare un confronto sereno, non urlato, con tutti, basato su dati reali, sulla partecipazione dei cittadini alle scelte del mondo nel quale vivono.

26 febbraio 2011: LA PROPAGANDA TAV.

Devono ancora scavare il cunicolo geognostico per capire se �la talpa� è utilizzabile e per capire cosa c�è nelle montagne e dunque se l�opera è fattibile, ma i politici parlano come se fosse tutto facile?
Consci del fatto che salute, ambiente, ordine pubblico sono elementi essenziale del vivere civile e che nessuna opera deve metterli a rischio, riteniamo doveroso mettere a disposizione di tutti i nostri amici lettori le ultime dichiarazioni pro Lyon-Turin dei politici. Non sfugga peraltro che ingenti risorse, pare 500.000 Euro verranno spesi dalla regione per �convincere tutti sulla bontà dell�opera�, o almeno per provarci. Soldi buttati.
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oppure su facebook chieda amicizia ad Ambientevalsusa No Tav Bis http://www.facebook.com/home.php#!/profile.php?id=100001429734403
Grazie a tutti!  I migliori saluti,   Ambientevalsusa                        
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UNA STORIA IN SEI PUNTATE:
LA GRANDE TRUFFA TAV  19 gennaio 2011

Video di ANTITAV su You Tube.
Sono stati montati mettendo insieme diversi filmati e trasmissioni televisive.
Un buo lavoro, in grado di aprire gli occhi a chi ha ancora dei dubbi.
Noi ne abbiamo messa una puntata ogni giorno per sei giorni sul nostro profilo, chiedendo agli amici di far girare.
Se Vi pare utilizzate, linkate, mandate note con i riferimenti. E' importante informare tutti i contribuenti!

http://www.youtube.com/watch?v=NGTq8XLqRsI

http://www.youtube.com/watch?v=6ZD5BnljL6k&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=XOc39_RvqY8&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=VjHIeqyAsbQ&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=7Uc2RriGIkc&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=TEE9nCsDfJQ&feature=

Le bugie hanno le gambe corte, tocca a noi rincorrerle!

ULTIME NOTIZIE   TORINO-LYON,  dal sito www.ambientevalsusa.it

Ottobre 10-20 ottobre 2010.

Video manifestazione Vaie-Sant  Ambrogio 9 ottobre 2010.
http://www.youtube.com/watch?v=xaRfGfuKbrc

Video dell�arch. Virano a Susa 19 ottobre 2010
http://www.youtube.com/watch?v=psmpAiyQtrI

Richiesta di interruzione della procedura di Valutazione  Impatto Ambientale sul progetto preliminare tratta internazionale LTF
http://www.notavtorino.org/documenti/osserv-ass-amb-a-prel-ltf-com-sta-8-10-10.pdf

Osservazioni delle associazioni ambientaliste
http://www.notavtorino.org/documenti/oss-assamb-prel-ltf-2010-8-10-10.html

Osservazioni della Comunità Montana
http://www.notavtorino.org/documenti/oss-cmvss-prel-ltf-2010-6-10-10.html

Immobili da abbattere: guarda se c�è anche la tua casa.
http://www.notav.info/?p=2283

20 ottobre 2010  Corte dei Conti denuncia:opere pubbliche realizzate con studi di fattibilità superficiali o a volte assenti, tangenti, gravi irregolarità nella gestione e nel collaudo dei lavori appaltati, esecuzioni difformi ai progetti originari.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-19/giampaolino-cresce-poco-sara-115937.shtml)

20 ottobre 2010 Per questo motivo bisogna vendere bene il grande cantiere Torino-Lione (Demarche Grand Chantier)
http://www.notav.info/?p=2395

19 ottobre 2010 Susa. Il trio delle meraviglie: piazzisti di opere
http://lavallecheresiste.blogspot.com/2010/10/il-trio-delle-meraviglie.html

Siamo andati a dare il benvenuto con le bandiere, gli striscioni e i cori "Giù le mani dalla Valsusa" ai sigg. Virano, Bonino e Amprino attesi per un vertice nei locali dell�Autoporto di Susa.
Guarda il video con Virano.
http://www.youtube.com/watch?v=psmpAiyQtrI

19 ottobre 2010 Stoccarda dice no alla nuova stazione sotterranea Tav
In germania la protesta ferma la stazione sotterranea di Stoccarda del TAV.
http://lavallecheresiste.blogspot.com/2010/10/succede-stoccarda-dove-i-cittadini.html

18 ottobre 2010  Hanno già perso ma non sanno come dirlo
http://ilcorrosivo.blogspot.com/2010/10/hanno-perso-ma-non-sanno-come-dirlo.html

17 ottobre 2010 Comunicato stampa dei comitati No Tav su relazione Commissione Petizioni Ue
http://lavallecheresiste.blogspot.com/2010/10/comunicato-stampa-dalle-valli-no-tav-19.html
Audizione presso la Commissione Petizioni
http://www.notav-valsangone.eu/documenti/Relazione%20finale%20Bruxelles%20-%20Commissione%20Petizioni%2029%20Settembre%202010-1.pdf

17 ottobre 2010 la valle che resiste:  INAUGURAZIONE PRESIDIO N° 9 � VAIE - Mentre si sentono voci di "militarizzazione dei siti" da parte di "democratici" uomini di partito e/o interesse.... in Valsusa in 10 giorni nasce un Presidio su uno di questi siti. Punto informativo e luogo di incontro per i cittadini che - democratici - provano ad esserlo veramente!
http://www.nuovaresistenza.org/2010 ottobre 18/facebook-video-pubblicati-da-guido-pent-inaugurazione-presidio-no-tav-di-vaie-hq/

17 ottobre 2010 Andate e militarizzate! S. Esposito vuole la militarizzazione della valle ed i sindaci No Tav fuori dal PD.
L'ultima trovata del deputato Stefano Esposito del PD, secondo un articolo de La Stampa di oggi, è quella di proporre la trasformazione dei cantieri TAV in siti militari. La proposta si commenta da sé e rende bene l'idea di democrazia del "nostro rappresentante. Tentato pressing alla Camera dei deputati di Esposito e Merlo. Ma le telecamere impietosi li riprendono, soli appollaiati ai loro banchi, in un parlamento vuoto...sembravano due cornacchie... ma quale pressing cari deputati...Non lo avete ancora capito che avete già perso?
http://pdpiemonte.it/ultimi-articoli-pubblicati/67-rassegna-stampa/1402-lultimatum-del-pd-no-tav-fuori-dal-partito.html

16 ottobre 2010 Maddalena di Chiomonte. Nuovo presidio in costruzione. Domenica mattina sono iniziati lavori per la costruzione del nuovo presidio della Maddalena. Nell�appezzamento acquistato dal Movimento NO TAV proprio in mezzo all�area del presunto cantiere. I lavori andranno avanti tutti i weekend a partire dal 22 ottobre.

15 ottobre 2010 Questa è la responsabilità degli assessori regionali Bonino e Ravello: leggete la relazione e capirete con che leggerezza si autorizza l�avvio dei cantieri. Leggi la Deliberazione della Giunta Regionale 7 ottobre 2010, n. 54-768
http://www.notavtorino.org/documenti/ok-giu-piem-progdef-maddalena-dgr_00768_900_07102010.pdf
Guarda caso la Corte dei Conti, il 19 ottobre successivo, nel rapporto sulla spesa per le opere pubbliche afferma: Studi di fattibilità superficiali o a volte assenti, tangenti, gravi irregolarità nella gestione e nel collaudo dei lavori appaltati, esecuzioni difformi ai progetti originari. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-19/giampaolino-cresce-poco-sara-115937.shtml )
�Il circo delle stelle�:  cos�è il cunicolo geognostico della Maddalena.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010 ottobre 09/sprechi-lentezze-e-costi-stellari-in-val-di-susa-la-tav-e-gia-un-disastro-economico/70462/

14 ottobre 2010 Il Tav a Trieste: è una questione carsica tengono tutto nascosto.
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=248&ID_articolo=40&ID_sezione=550&sezione
Trieste: Tav, rigassificatori e turismo.
http://massimobulli.blogspot.com/2010/10/tav-rigassificatori-e-turismo.html

9 ottobre 2010 La marcia dei 60.000. �Una valle presidiata� di Chiara Sasso.
http://www.notav.info/?p=2353

8 ottobre 2010: Perché le grandi opere non si fanno. Un articolo di Marco Ponti
http://eddyburg.it/article/articleview/15954/0/3/?PrintableVersion=enabled

25 settembre 2010: MARCIA NO TAV RIVALTA - RIVOLI

23 settembre 2010: 
LA NUOVA TANGENTOPOLI? NASCE IN VALSUSA.
Negli ultimi giorni qualcosa di nuovo ha cambiato gli equilibri. 
L’europarlamentare Vito Bonsignore, 
ha dichiarato: «Così com'è oggi la proposta Tav è diversa da quella di anni fa, e quindi è un'altra cosa. Le merci saranno poche, molti di più i passeggeri. Diversamente da come sostiene Virano». Ed è scoppiato un macello. Chi si è agitato però non ha notato che già Tremonti alcuni giorni prima aveva chiesto di ridurre i costi troppo alti  (1.300 euro al cm oggi), ipotizzando di utilizzare una sola galleria. 
Pochi sapevano in quel momento ciò che invece preoccupava il Ministro: 

1) mancano i soldi e quei 671 milioni di Euro di finanziamento UE rischiano di far accendere le luci nel buco delle finanze italiane (se lo Stato italiano ricevesse richiesta di “mettere sul piatto"  la sua parte di finanziamento, scoppierebbe probabilmente il bubbone da parte della UE;
2) probabilmente Tremonti sapeva già ciò che invece è apparso sui giornali solo domenica 19 settembre, ovvero che il Portogallo aveva appena annullato le gare d’appalto per la tratta 
Madrid-Lisbona, a causa aumento costi e crisi economica. Si noti bene che per 50 km di una tratta i costi erano 1,9 miliardi di Euro, ovvero 38 milioni a km, non certo 130 come per la  Torino-Lyon… eppure il Portogallo ha deciso di sospendere tutto!
A questo punto chi ci legge comincerà ad interrogarsi sulla stranezza di questi dati così difformi, ed allora non ci resta che indicare alcune istruttive letture.
Una scheda su chi questa opera in valle di Susa la progetta: la 
Tecnimont, un articolo di Gianni Barbacetto, che parla proprio della linea TAV in valle di Susa, intitolato: La nuova tangentopoli? Nasce in Valsusa. 
Naturalmente ognuno si farà la sua personale idea su ciò che succede, appare però indiscutibilmente chiaro a questo punto che sono saltate tutte le regole del gioco, che manca il senso della misura come dice il giudice 
Imposimato.

20 settembre 2010: LA VALLE DI SUSA? COME UNA PENTOLA A PRESSIONE.
La Valle oggi è una pentola a pressione, con il gas acceso al massimo. Si intervallano nei vari centri valsusini le serate informative sul progetto LTF. Gli 
amministratori che hanno letto i progetti, provano a spiegarli ai cittadini. Ci sono gli esperti della Comunità Montana, di Habitat e dei vari Comitati No TAV che hanno riletto, sempre più allarmati, i dati di questo ennesimo progetto, il quinto (ufficiale) della serie. 
E dopo che da Firenze e dal Mugello sono saliti in valle a spiegare cos’è successo 
in Toscana, i valsusini sono ancora più preoccupati.
Ci sono i giornali locali che prendono nota e trasferiscono tre volte a settimana i dati del possibile scempio a tutti i cittadini. Si susseguono iniziative di mobilitazione, incontri, marce; riunioni tra esperti, ambientalisti, comitati. Presidi No Tav nascono come funghi, dopo quello di Maddalena, l’ultimo è quello di 
Vaie.
Poi ci sono i partiti regionali e nazionali affaccendati a garantire agli industriali che gli appalti si faranno. Il PD torinese si dice 
imbarazzato da una semplice marcia tra le vigne. Mentre il PD in modo puerile prova a pensare di isolare il presidente della Comunità Montana Plano, l'immagine del PD all’estero è ai minimi storici se perfino il quotidiano spagnolo El Pais scrive:  PD? En coma y sin respirador… solo in Valle di Susa c'è un po' d'aria?
La situazione si può ben inquadrare riassumendo alcune frasi apparse sui giornali: 
Plano, presidente Comunità Montana: “
No Tav e amministratori di nuovo uniti:
«E' solo l'inizio» 
  «Restiamo uniti. Ora e sempre resistenza». Ezio Paini, sindaco di Giaglione. 
Davide Bono (Movimento Cinque stelle) la «
Valsusa è un esempio di responsabilità e libertà».
Chiamparino, sindaco di Torino e possibile candidato alla leadership del PD: “
vincere i congressi per isolare Plano”, e non sarà un caso se La Stampa titolava in questi giorni: “Blitz nelle sezioni contro i No Tav del Pd”. Le "prove tecniche di resistenza" a Chiomonte sono stae un successo: siamo alle pendici del Rocciamelone e altri luoghi storici per la Lotta di Liberazione, siamo in un imbuto, un territorio di montagna, stremato dalla disoccupazione come gran parte del Paese, ma che ha sempre rifiutato compensazioni ed accordi sottobanco di svendita del territorio. I pochi amministratori che hanno provato a fare il "salto della quaglia" o che si vantano di aver fatto spostare dai loro paesi il tracciato della linea vengono pubblicamente contestati e non c’è da stupirsi, visto che cinque anni fa sulle barricate rifiutavano l’appellativo di “Nimby”. Decine di persone sono al lavoro in ogni paese, amministrazione, Comitato e associazione ambientalista. Leggono i 12 scatoloni di carte dei progetti, fanno osservazioni, cercano di capire quale sarebbe il loro futuro se un progetto del genere si realizzasse. Più leggono, più sentono il bisogno di organizzarsi per opporsi con tutti i metodi legali e non violenti conosciuti. 
La pentola è bollente, c’è bisogno di tanto buon senso da parte di tutti. C’è bisogno che ognuno faccia bene il proprio lavoro, nel rispetto delle leggi, delle proprie dirette responsabilità, per il bene, non tanto della Valle di Susa ma di tutto il Paese.

A SARA' DURA! (ma per loro)      
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ULTIME NOTIZIE   TORINO-LYON,  dal sito www.ambientevalsusa.it

L' APPUNTAMENTO: Facciamo rivivere il territorio di Chiomonte!
Domenica 23 maggio dalle ore 9,30 alla Maddalena di Chiomonte, messa a dimora di piantine e arbusti.
Scarica il volantino.
http://www.ambientevalsusa.it/23%20maggio%2010%20METTIAMO%20RADICI%20VOLANTINO.pdf

18 maggio 2010: una delegazione di No Tav Consegna la Carta di Hendaye al Parlamento Europeo a Strasburgo.
Per vedere la documentazione consegnata vai al link.
http://www.notav-valsangone.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=432:delegazione-no-tav-a-strasburgo&catid=19:appuntamenti&Itemid=29

17 maggio 2010: pubblicato il progetto definitivo del tunnel esplorativo di Chiomonte.
Leggi l'avviso di pubblica utilità.
http://www.ambientevalsusa.it/ltf.pdf
(i progetti sono disponibili per la visione presso gli uffici regionali).

13 maggio 2010: L'amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pinard ha invitato LTF ma non auspicava una
partecipazione massiccia della popolazione del suo paese.
Ne è venuto fuori un durissimo scontro a livello tecnico e politico nel quale Pinard e LTF hanno fatto una figuraccia.
Guarda i video: parte I e parte II.
http://www.youtube.com/watch?v=ruvK3ynymD8
http://www.youtube.com/watch?v=A4kP2GGtffI

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Exit - Alessandro Sortino - La grande opera
 
Oggi ho rivisto un paio di volte la trasmissione andata in onda ieri sera su La7; guardavo e intanto pensavo a cosa scriverne per far capire quanto mi fosse piaciuta e di quanto mi avesse impressionato (ad esempio per le parole degli imprenditori piemontesi, o per la parte sul porto di Genova e la sua ferrovia in disuso etc etc etc); volevo scrivere che di meglio, in un'ora, non si poteva fare, che bisognava assolutamente far girare quel video. Insomma ne sarebbe venuto fuori un papiro confuso al solito mio. Per fortuna, mezz'ora fa Guido mi ha inviato una mail che in poche parole riassume egregiamente il tutto:
Mentre lavorava al servizio, al mio augurio di fare un buon lavoro, aveva risposto:
"Per dire la verità, non per fare il tifo eh!!".
...é stato di parola.

http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50176113
Chi non l'ha già visto lo guardi: è un pezzo giornalistico di grande equilibrio che aiuta molto a farsi un'idea.
Chi può/vuole lo faccia girare: c'è molto bisogno di donne e uomini consapevoli per provare a migliorare questo nostro paese nonché la qualità della vita nostra e dei nostri discendenti!


E’ FINITO IL BLUFF DI VIRANO

Oggi 17 febbraio 2010 le forze della polizia del signor Virano sono venute nuovamente di notte per scortare una trivella per i sondaggi propedeutici alla nuove linea ad alta velocità/capacità Torino-Lyon in località Coldimosso di Susa.

Alla fine della giornata, che ha visto un numero sempre crescente di cittadini della Valle di Susa presidiare il sito della trivella, ci sono state numerose cariche delle cosiddette forze dell’ordine con questo bilancio tra i cittadini: due feriti ricoverati all’ospedale di Susa e un ragazzo portato in prognosi riservata alle Molinette di Torino con un grave trauma cranico.

TUTTI I FERITI SONO STATI COLPITI RIPETUTAMENTE ALLA SCHIENA E IN TESTA MENTRE ERANO PER TERRA.

E’ questa la democrazia e il coinvolgimento della popolazione che il faccendiere Virano sbandiera ai quattro venti, con l’appoggio della Bresso e di Cota, uniti nel voler distruggere quello che resta ancora di intatto nella valle di Susa!?

Ma questa volta ha sbagliato i calcoli: oggi è cominciata la visita di alcuni parlamentari europei invitati in valle dal movimento NOTAV, che si protrarrà per alcuni giorni. Oggi è stata la volta di Luigi de Magistris, presidente della commissione europea per i controllo del bilancio comunitario (e quindi interessata ad indagare sulla truffa TAV), nel fine settimana arriverà il parlamentare irlandese Joe Higgins, che terrà un’assemblea sabato sera a Bussoleno.

Queste persone sicuramente porteranno nel Parlamento Europeo foto e documentazione su come gli abitanti della valle di Susa e i loro amministratori si oppongono fermamente al TAV, contrariamente a quanto asserito dalle menzogne di Virano e dei suoi compari in affare.

 NO TAV   NO TRIVELLE        I comitati NOTAV della Valle di Susa, Val Sangone, Torino e cintura     Susa, 17 febbraio 2010

altre informazioni e foto su ww.notav.eu

17 febbraio 2010 Valle di Susa
C'è qualcosa di strano nell'attacco dei militi stasera contro i manifestanti nei pressi di Susa.
Innanzi tutto chiariamo un fatto: I telegiornali hanno già parlato di "antagonisti".
Erano Valsusini. Perchè chi difende la valle è un Valsusino e rispetta le regole dei valsusini..

Da settimane i No TAV e la polizia si affrontavano di fronte alle trivelle che portavano avanti la "farsa Virano" dei sondaggi... un modo per
ottenere qualche spicciolo da una sbadata UE, propensa a credere alle panzane circa "il tutto va bene in valle di Susa, adesso si dialoga".
Sembrava che prefetto e politica avessero intenzione di tenere un "livello basso" ovvero piazzare le trivelle di notte, senza farsi notare,
evitare lo scontro diretto con gli oppositori, che peraltro si limitavano a fare baccano e sberleffi, ma non hanno mai ecceduto in animosità.
Invece stasera è successo qualcosa di strano, come se fosse scattato un ordine superiore, un ordine che se c'è stato, può avere un'implicazione
politica o una spiegazione economica. Magari non è stata neppure estranea alla cosa la visita di De Magistris, oggi, al presidio di Rivoli
(non dimentichiamo che l'ex magistrato si occupa di bilanci e contributi UE).
L'implicazione dipende dal fatto che le elezioni si avvicinano ed il comportamento dei militi può anche spostare voti da uno schieramento all'altro...
Se è vero che la differenza di voti tra i 2 schieramenti è di poche migliaia di voti, le botte cattive, esagerate, che hanno mandato all'ospedale 3
persone, di cui una molto grave, sono probabilmente in grado di spostare voti, più e meglio di uno SPOT elettorale, e senza nessuna "Par Condicio".
La spiegazione economica può anche legarsi con l'implicazione di cui sopra, ma non necessariamente.
Si tratta della difficoltà dichiarata da Scajola recentemente circa il reperimento delle risorse necessarie a realizzare tutte le "Grandi
Opere". Se dovessero abbandonare la Torino Lyon, almeno momentaneamente, dovrebbero avere un alibi migliore... magari dare la colpa ai valsusini, teste dure, che rischiano di creare problemi di ordine pubblico. Quale alibi migliore?  Anche di fronte ai francesi, che potrebbero richiedere le penali, sarebbe un buon alibi. E poi resta il fatto che nessuno ha ancora dimostrato che l'opera in questione sia tecnicamente realizzabile.

Certo, l'ideale per questi signori sarebbe prendere i 670 milioni di Euro, darne 1/3 alla Francia come da contratto, e chiudere la questione
delle penali con i cugini, e magari contemporaneamente non dover restituire nulla all'Europa anche se non si parte perchè "l'opera
viene solo rimandata" a tempi migliori... Forse per ottenere ciò bisognerà ancora fare un piccolo passo... cominciare il tunnel
geognostico di Chiomonte, che poi un buco, se resta incompiuto, si sa sempre come riempirlo con un adeguato ritorno economico...
Insomma. c'è un solo problema... l'Europa a Bruxelles sarebbe meglio che non venisse a sapere degli scontri, dei feriti, e se ci sono sono
stati sono solo degli squatters, autonomi, gente che vagabondava, cattivi Blak Blok con il passamontagna nero calato fin sugli scarponi,
infatti non li abbiamo manganellati, sono inciampati nel passamontagna... Oppure troveranno un'altra scusa. A pensarci bene Virano potrebbe
dire ai commissari che è stato uno spiacevole incidente, un manganello sfuggito ad un poliziotto sprovveduto mentre girava la polenta insieme
ai manifestanti. Una sorta di incidente durante un happening tipico delle ospitali popolazioni valsusine, che si offendono se non mangi la
polenta con loro. Forse alla UE lo prenderanno ancora una volta sul serio e tutto bene ciò che finisce bene. Ditelo anche ai manganellati
ed al ragazzo in ospedale...
Tanti auguri ai feriti, speriamo bene, e per quello che riguarda le "forze dell'ordine", mentre tornate a Torino, fate un giro nei paesi,
prendete a manganellate qualche ladro, qualche deficiente che viaggia ubriaco, qualche spacciatore, così almeno visto che Vi paghiamo noi e non
Virano, fate anche un pò del lavoro che "state lasciando indietro" a causa delle amate trivelle della compagnia VCBS (Virano-Chiampa-Bresso-Saitta).

E dire che tutto era cominciato così: Video e commento
http://www.youtube.com/watch?v=jhA9faot1KY

 Mercoledì, Febbraio 17, 2010 ----TUTTO ERA COMINCIATO COSI'
(proprio mentre a Roma i giudici della corte dei Conti denunciavano l'aumento della corruzione)

NO-TAV - Comunicato stampa del 17 febbraio

Questa volta è mancato poco. Molto poco, e il cantiere della trivella veniva occupato dai NO TAV. Pensavano di nascondersi come sempre tra il buio della notte, il luogo improbabile dell'ennesimo sondaggio truffa (sotto il cavalcavia autostradale) e il blitz a sorpresa a lampeggianti spenti.
Invece l'allarme parte in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino è mobilitato.
Alle 24.00 si individua la trivella appena posizionata ma ancora da montare. Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l'S72.
Dai presidi di S.Antonino e Susa partono decine di macchine che convergono sul luogo. Le forze dell'ordine sono prese alla sprovvista, sono ancora poche e mal posizionate, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di persone si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti. A quel punto ecco che entra di scena il sanguinario vicequestore Spartaco
Mortola (per sapere bene chi è, cosa ha fatto e che faccia ha, digitare su google il suo nome e cognome) che "a freddo" ordina ai suoi uomini di caricare. Per fortuna solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell'ordine.
Intanto, vista la situazione difficile in cui si trovano, chiudono completamente la SS24 e l'autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella.
Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per poter garantire una via di fuga a loro, alla trivella e agli operai GeoMont, non possono far altro che mettersi a tagliare con il cannello il guard-rail che dà sull'autostrada, anch'essa bloccata, e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo "volante" contiguo al cantiere appena installato.  Bloccano le strade di mezza Valle di Susa, impediscono alle persone di muoversi liberamente, distruggono un guard-rail dell'autostrada e si fanno uno svincolo tutto per loro. Il tutto per fare un sondaggio farsa di 30 metri, in una zona già stratigraficamente conosciuta.
E questi vogliono fare un opera con cantieri che durerebbero 20 anni...
...a sarà dura...ma sempre per loro!

Comitato no tav Spinta dal Bass - Spazio Sociale libertario Takuma

I migliori saluti,     Scrivi a: Ambientevalsusa  
info@ambientevalsusa.it

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  SCARICA LA "CARTA NO TAV" per capire dove si sta andando.......
Scarica il file PDF ( Cartanotav.pdf   11,6 MB )     / Click destro " Salva oggetto con nome... " /


5 febbraio 2010: OFFENSIVA CONTRO I SOCIAL NETWORK NO TAV. 
Intorno alle ore 12 i gestori di Facebook hanno disabilitato gli account di AmbienteValsusa No Tav e comitato No Tav Susa-Mompantero.
Senza alcun preavviso, probabilmente a causa di un "blocco automatico" indotto strumentalmente da qualcuno che ci vuole bene. Questo fatto indica che:
1) l'informazione che diamo dà molto fastidio e viene costantemente monitorata. Da parte nostra, naturalmente, grazie alle nostre statistiche, siamo in grado di sapere chi visita frequentemente il nostro sito;
2) l'interazione tra sito e Facebook potenzia enormemente l'efficacia, l'immediatezza e lo scambio di informazioni e conoscenza;
3) probabilmente è proprio l'informazione immediata che spaventa qualcuno. Chi vuole fare i sondaggi teme forse che questi social network permettano di informare sui movimenti nel territorio.
Naturalmente è noto ai nostri utenti che Ambientevalsusa si occupa di dati tecnici e non di informazioni sul traffico stradale.
Abbiamo attivato immediatamente la procedura per la riattivazione dell'account Facebook; eccovi la lettera
 inviata a disabled@facebook.com per richiedere l'attivazione dell'account. 
In questi mesi gli indirizzi di tutti i nostri contatti su Facebook sono stati salvati e siamo in grado di riattivare in poche ore un altro account, ma qui la questione è legale.
In allegato anche la lettera del comitato No Tav Susa-Mompantero.
Invitiamo per ora i nostri ed i vostri amici, se interessati, a richiedere l'inserimento nella nostra mailing scrivendo a info@ambientevalsusa.it ed ad iscriversi su facebook ai comitati No Tav Condove, Borgone, 
Villarbasse, Spintadalbass, Notavaction, Sito Notav ecc...noi nel frattempo interagiremo direttamente con loro.
Per corretta informazione inviamo ai nostri utenti iscritti alla mailing list, che intanto sono diventati 34.000, una mail informativa riguardante questo tentativo di oscurare l'opposizione al TAV.
Chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire sa che questo episodio, può preludere a "nuove attività" sgradite al territorio, anche perchè l'azione di momentanea censura è stata attuata contemporaneamente 
coinvolgendo due associazioni No Tav che informano più di 9.000 persone in tempo reale.
3 febbraio 2010: Stato avanzamento sondaggi, a che punto siamo. Dopo le modifiche apportate sul "Documento rappresentante gli Indirizzi operativi per la progettazione preliminare" sul sito della Provincia, 
anche dal sito di LTF sparisce il documento sul "Piano indagini del sottosuolo". Leggi il documento.
2 febbario 2010: Avere un "indirizzo" e vergognarsene. Cari Foietta P. e Poletto G. qui il gioco delle tre carte comincia ad essere veramente evidente, spieghiamo perchè: clicca qui.
31 gennaio 2010: ore 22.00. Incendiato il presidio di Bruzolo, probabilmente con benzina. La struttura è andata completamente distrutta. Forse indizi sugli attentatori. Guarda il video.
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ULTIME NOTIZIE 
26 gennaio 2010: -Perché sto con i No tav- Livio Pepino Membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura [25 Gennaio 2010] www.Carta.org. Quel che la gente della valle sente, sta scritto nella Costituzione 
26 gennaio 2010: Solidarietà ai No-Tav dai banchi del Parlamento Europeo.
 Gianni Vattimo e Sonia Alfano segnalano al Parlamento e alla Commissione Europea violazioni dei diritti democratici da parte del governo italiano e degli enti locali piemontesi. 
24 gennaio 2010: I Si tav al Lingotto: questi sì che erano quattro gatti. Ecco il video dei  
quattro gatti di Chiamparino . In risposta alla oceanica manifestazione di Susa del 23 gennaio promotori della Tav Torino-Lione organizzano una contromanifestazione domenica mattina. Il risultato non è dei migliori e chi aspettava dei dati che giustificassero la nuova linea resta a bocca asciutta. 
24 gennaio 2010 - Con la marcia di sabato la criminalità si è sentita evidentemente alle strette ed ha deciso di muoversi di nascosto, di notte. Brucia il Presidio di Borgone ma la reazione dei cittadini a Borgone non si fa attendere e tutti si preparano a ricostruirlo più uniti di prima. Incendio
 presidio di Borgone 
23 gennaio 2010: in contemporanea con la manifestazione NO TAV di Susa, si è svolta una imponente manifestazione contro la TAV (LGV - ligne a grande vitesse). Prima della manifestazione è stata sottoscritta dai comitati contrari al TAV/LGV francesi, spagnoli ed italiani, la "
 Carta di Hendaye "Questa dichiarazione è stata redatta da associazioni e movimenti di diversi Stati membri dell’Unione europea (Francia, Spagna, Italia) che si battono contro la costruzione di nuove Linee ferroviarie TAV (Treno ad Alta Velocità) e di Linee merci rapide ad alta capacità LGV. Leggi il comunicato stampa . Qualche immagine da Hendaye (FR)   ed    Irun (SP) 
23 gennaio 2010 - Cronaca di una manifestazione di 40.000 NO TAV a Susa. Ecco 
il video dedicato a Tutti i giornalisti e politici che quotidianamente CENSURANO la verità e che Sognano il grande affare TAV.  
www.ambientevalsusa.it  
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L'incendio del presidio, un pezzo di vita cancellato dalla Mafia... ma i NO TAV anche in questo caso dimostrano la loro forza morale, sorretta dalle ragioni tecniche, ambientali, civili.
Quelli che si muovono di notte, che si vergognano evidentemente delle loro azioni e che non hanno il coraggio del confronto si combattono così! guarda il video.
http://www.youtube.com/watch?v=MJwGKQNAe

-SAREBBE UNO SCHIAFFO AGLI IMBECILLI CHE HANNO DATO FUOCO AL PRESIDIO.

Da “Carta” Il presidio di Borgone
[25 Gennaio 2010]

Dopo l’incendio doloso che ha distrutto il presidio di Borgone, la notte tra sabato e domenica scorsi, Carta lancia una campagna di sottoscrizione solidale con i No Tav valsusini: per riscostruire il presidio più bello di prima
Non ho idea di quanto costi un prefabbricato di legno, di quelli adatti per la montagna e che vengono adoperati per alloggiare i terremotati più fortunati [gli altri vanno nei container di metallo]. So che sarebbe un bel segnale, a noi stessi e a tutti quanti, se una grande sottoscrizione riuscisse a raccogliere i fondi sufficienti a collocarne uno a Borgone Susa, dove fino a sabato notte esisteva una casetta di legno in gran parte autocostruita fin dal 2005, dai giorni della precedente ondata di sondaggi o carotaggi [per meglio dire tentativi di sondaggi] preliminari alla costruzione del mitico tunnel da 50 chilometri dell’Alta velocità ferroviaria. Quella volta, le truppe dello «sviluppo», che avevano aggredito di notte il presidio di Venaus, su in cima alla valle, furono respinte con perdite [politiche e culturali], ciò che del resto sta accadendo anche in queste settimane. Però l’aggressione notturna non poteva mancare: non poliziotti amanti del manganello, questa volta, ma «Sì Tav» vigliacconi che nel buio accendono micce per incendiare, così che il presidio di Borgone è andato completamente in fumo.
A me, che a Borgone sono stato più volte, la notizia ha fatto l’effetto di un insulto, un’invasione dentro casa mia, anzi nostra, l’effetto estremo della violenza verbale e dell’intolleranza sostanziale con cui vengono trattati i cittadini in questo paese. Non solo i cittadini che, come in Val di Susa, si organizzano per far valere il loro diritto a decidere sui luoghi in cui vivono, ma i cittadini in generale, ne siano consapevoli o meno. E’ per questo che Carta sostiene che «clandestino» non è una definizione che riguarda solo i migranti senza documenti, ma tutti noi. Tant’è vero che la signora Bresso, o Chiamparino o un altro dei boss del Pd piemontese, hanno argomentato in questo modo: c’erano decine di migliaia di persone, a Susa, sabato, contro la Tav? Chi se ne frega: sono comunque una minoranza,dato che la maggioranza sono gli italiani che votano per noi, o per Berlusconi, che fa lo stesso [ai fini della Tav e su quasi tutto il resto]. Si è visto in Puglia, nelle primarie vinte trionfalmente da Nichi Vendola, quanto questo modo di ragionare, o di comandare, sia profondamente malato.
Perché poi la realtà – la società e la politica reale – sono fatte di persone come quelle che facevano vivere il presidio di Borgone, quelle che negli anni l’avevano accudito con amore, messo un tetto vero, le finestre con i vetri e le tendine, e un grande tavolo per i pranzi, la stufa a legna e la cucina, il patio esterno per la bella stagione, la polenta e il brasato e i formaggi che ciascuno procurava e cucinava. Io mi sentivo a casa, lì, come tanta altra gente. Lo stesso sentimento che mi capita di provare quando vado a trovare i No Dal Molin di Vicenza, al loro presidio, o in decine di altri luoghi come quelli. Che sono, secondo me, il germe di un’altra politica, dove conta capirsi, stare insieme, anche volersi bene, e si è uniti da uno scopo e da un modo di perseguirlo, e attorno a quello scopo si ragiona per capire fino in fondo cosa significa, quali nessi ci sono con gli altri ambiti dell’esistenza individuale e collettiva, e infine tutto questo diventa uno stile di vita, si organizza un gruppo d’acquisto solidale che mette in pratica un’altra idea del territorio o una lista di cittadinanza che non preveda i partiti e il loro modo di fare verticale e strumentale, ecc. Ed è questo un fenomeno molto vasto, perché la delusione per una politica sorda, cieca e reazionaria [nel senso proprio: lo «sviluppo» del secolo scorso usato come un bastone sulla testa dei cittadini] si tramuta in ricerca, in altri modi di decidere insieme, appunto in una nuova politica.
Perciò è molto importante, simbolicamente e praticamente, fare del presidio di Borgone la nostra nuova casa: un bel prefabbricato di legno con il camino che fuma e promette buone cose da mangiare e buone chiacchiere attorno al cibo. Ciascuno metta mano al borsellino: sono euro molto ben spesi.

APPUNTAMENTI
Aderiamo in massa alla manifestazione di Susa del 23/01/2010 contro la militarizzazione della valle. Scarica il volantino. Leggi le ragioni della manifestazione. Per info logistiche vai su www.notav.eu
Hanno dato la loro adesione tra gli altri: il movimento No Ponte, Idra-Firenze, No dal Molin, No Mose, Fiom, CUB-sindacato di base, WWF italia, Onda studentesca, Unione studenti, Movimento Cinque Stelle,
Anpi, Rifondazione Comunista, CGIL,PRC, RDB, Legambiente, Giovani Democratici...

ULTIME NOTIZIE

22 gennaio 2010: TAV? Grande confusione in casa PDL, ma anche in casa PD - L non si scherza. Probabilmente gli unici che hanno le idee chiare e il cervello acceso sono i No Tav. Guarda il video.

21 gennaio 2010: tutti alla ricerca della trasparenza sugli appalti. E dire che hanno tutto sotto gli occhi; per cominciare potrebbero controllare la valutazione del costo dei sondaggi.

21 gennaio 2010: Beppe Grillo a Susa "il Tav è un attentato
all'umanità futura". Ha visitato inoltre i presidi di Rivoli e di
Sant'Antantonino. Guarda i video su

www.ambientevalsusa.it

ULTIMO VIDEO PRODOTTO: LA NOTTE DELLE TRIVELLE- SUSA 19 GENNAIO 2009
http://www.youtube.com/watch?v=48Irp0DQHRU

ASSOLUTAMENTE DA VEDERE E CONDIVIDERE!

UNA VALLE CHE RESISTE ANCHE ALLE MAFIE
http://www.spintadalbass.org/images/mani23-1-2010.jpg
Fine settimana movimentato in Valle di Susa.

E' davvero una valle che Resiste.. (anche al freddo) un breve Report della settimana di Chiara, Maurizio con nostre integrazioni (mettere in fila tutto ciò che è successo in questa settimana è davvero difficile ma ci proviamo lo stesso?)
Chi è collegato a facebook può accedere alle nostre notizie in corrente su:
Ambientevalsusa No Tav
http://www.facebook.com/group.php?gid=191572736304#/profile.php?ref=name&id=100000497319756
gruppo NO TAV
http://www.facebook.com/group.php?gid=191572736304

Puntate precedenti della storia:
Golpe istituzionale
http://www.youtube.com/watch?v=iH_ImFmslfs
scelta non violenta
http://www.youtube.com/watch?v=uzNdvWmsHog

1) lunedi 11 gennaio - nottata passata a Susa presso il nuovo presidio dove alle 4 del mattino vengono stoppati i tecnici per i  per sondaggi che si presentano trulli trulli accompagnati da funzionari Digos e delle forze dell�ordine.
 http://www.youtube.com/watch?v=3QPmAyi0-uQ

2) settimana trascorsa fra (il lavoro) e il correre a fare il cambio al presidio, cq sempre affollato..di mattina pensionati, pomeriggio famiglie..di sera i giovani, un ricambio "normale" Tutte le sere alle ore 18 Assemblea...per fare il punto.

3) Mercoledi 13 assemblea a Palazzo Nuovo molto partecipata (per la prima volta) studenti Onda  durante la quale si decide di manifestare anche a Torino il sabato successivo 16 gennaio.

4) intanto nascono altri punti presidi importante quello tra Rivoli e Villarbasse, famiglie che tengono la postazione, operai al lavoro per costruire la casetta, lavori fino a notte fonda per preparare l�inaugurazione di domenica 17.

5) venerdi primo consiglio Comunità Montana, la destra diserta in blocco perché non riconosce il presidente Sandro Plano eletto con l'appoggio amministratori notav.  E� doveroso annotare come i 16 consiglieri di minoranza in un momento così grave per la valle non si assumano la responsabilità di presentarsi al primo appuntamento istituzionale di un ente che raggruppa oltre 40 comuni e più di 120.000 abitanti.

6) sabato manifestazione a torino 3000 persone un successo dato che èstata organizzata veloce. A torino-appaiono anche alcune bandiere notav alle finestre di un condominio Partecipa alla manifestazione anche l'europarlamentare Gianni Vattimo.
http://www.youtube.com/watch?v=O2w1UPneXUc

7) sempre sabato Luca Mercalli ha "Che tempo che fa" riesce a parlare per 3 minuti di tav con un buon intervento.

8) sempre sabato sera, ignoti danno fuoco al presidio di Bruzolo ora sotto sequestro, ovviamente l�incendio è doloso e provoca la reazione immediata dei valsusini che decidono di fare una una fiaccolata la sera successiva.

9) sempre sabato sera viene al presidio di Susa Paolo Ferrero cje porta la solidarietà di tutto il suo partito.
10) invece domenica passa al presidio di Rivoli e poi di Susa il poliziotto Gioacchino Genchi con suo libro di 1000 pagine.

11) domenica mattina confernza stampa amministratori valle susa (23 fra Pd e movimento notav) per dire che si riconoscono SOLO nella comunità montana democraticamente eletta e non parteciperanno al nuovo Osservatorio. Non nomineranno perciò i tecnici com'era stato chiesto da Regione e Provincia.

12) domenica pomeriggio la Regione informa che martedì ci sarà l'insediamento del nuovo Osservatorio, elenca i comuni e si scopre che sono quasi tutti di destraquelli che hanno dato la loro adesione con un solo comune di centrosinistra il comune di SANT'ANTONINO !!!

13) domenica sera fiaccolata per l'incendio doloso al presidio (convocato in un giorno con email e sms) 6-7 mila persone vi partecipano Presenti anche il presidente della comunità montana Sandro Plano, la sindaca di Avigliana Carla Matteoli, di Bruzolo Mario Richiero, di Villarfocchiardo Emilio Chiaberto, la sempre presente Bellone di San Didero e decine di altri amministratori valligiani.

14) viene deciso per una manifestazione sabato 23 gennaio (il giorno prima della giornata organizzata a Torino al Lingotto per i Sì Tav ) vedi sotto.

15) da questa mattina nuovo presidio a Sant'Antonino...con gazebo stufa e stessa storia nel luogo dove dovrebbero trivellare grazie al consenso di Ferrentino

Non so se ce la faremo a reggere- i giornali ci massacrano tutti i giorni�ma incredibilmente noi siamo sempre di più boh? Nell�aria della valle c�è senz�altro qualcosa di strano, se lo scoprono probabilmente prima o poi proveranno a prenderci anche quella.

Da- La Stampa . L�Osservatorio riparte ma senza il via libera di 23 comuni della Val di Susa (Alta e Bassa) che continuano a opporsi alla Tav e che chiedono al governo di riconoscere un ruolo di coordinamento della Comunità montana. Unica eccezione, tra i comuni a guida di centro-sinistra, quella di Sant�Antonino dove il sindaco, Antonio Ferrentino, che nel 2005 era alla testa del movimento degli amministratori, ha deciso di stare nell�Osservatorio.
I sindaci No Tav (Avigliana, S. Ambrogio, Chiusa S. Michele, Vaie, Villar Focchiardo, S. Giorio, Bussoleno, Mattie, Chianocco, Bruzolo, S. Didero, Mompantero, Venaus, Giaglione, Gravere, Bardonecchia, Oulx, Villar Dora, Novalesa, Caprie, Almese, Caselette, Moncenisio) ribadiscono di non poter accettare il criterio della sottoscrizione preventiva della «volontà di partecipare alla miglior realizzazione dell�opera» per aderire all�Osservatorio e chiedono una «puntuale valutazione dei costi/benefici della varie soluzioni per coniugare le esigenze del territorio con quelle di ottimizzazione delle risorse dello Stato». Rinvio che Regione e Provincia non hanno accettato.
 
19 gennaio 2010 ore 3 del mattino, la trivella arriva a Susa. http://www.youtube.com/watch?v=48Irp0DQHRU
Intorno alle 3 di stanotte hanno portato una trivella all�autoporto di Susa, in altra zona rispetto al presidio piazzato sul sondaggio S68.
Probabilmente tenteranno di fare il sondaggio S69. La zona è militarizzata, l�uscita autostradale verso l�autoporto è bloccata.
Si scopre poi che sono 1500 i militi impegnati nell�operazione. I No TAV accorrono a Susa presso il Presidio e bloccano per diverse ore a ripetizione una corsia dell�autostrada. La polizia alla fine decide chi chiudere anche l�altra corsia e blocca l�arteria alle uscite più vicine facendo uscire i veicoli sulle statali.
http://www.facebook.com/album.php?aid=137680&id=789144868&ref=mf
I nostri amici hanno provato a riprendere la trivella e l�area interessata ma la polizia lo ha impedito, per fortuna le solite sentinelle valsusine, armate di macchine foto e teleobiettivi hanno immortalato l�azione militare di presa dell�area dei sondaggi e un inizio molto sospetto di lavori con tanto di cassette delle carote riempite ad una velocità molto sospetta, roba da guiness dei primati secondo alcuni esperti? 
http://www.youtube.com/watch?v=48Irp0DQHRU

�Di ritorno alla visita alla trivella, solo quattro parole al telefono, ma intanto ci accontentiamo.
Ci negano l'accesso agli atti. Dicono di aver scavato già 10 metri ma un nostro tecnico ha potuto avvicinarsi e ed ha notato dei cavi scollegati e la trivella asciutta, c'è da domandarsi dove hanno scavato i 10 metri. Sono stati fatti dei rilievi sulla sicurezza del lavoro ma la risposta è stata che non essendo noi ispettori.... (e chi ha orecchie per intendere intenda...)� Dal Sito No TAV EU-

La settimana in corso sarà ancora più intensa, quindi per favore, dateci tutti una mano a cominciare dalla manifestazione di sabato 23 a Susa contro le Mafie  (e se non è mafia questa?)
http://www.spintadalbass.org/images/mani23-1-2010.jpg

Chi invece non può muoversi e volesse dare una mano può attivarsi sulla seguente iniziativa:
NO-TAV, NO-SONDAGGI!
Se per vari motivi non riuscite ad essere presenti, se abitate in altre parti d'Italia, potete aiutarci a fare pressione sulle comunicazioni delle ditte (non solo e-mail) indicate dai giornali, E AGGIORNATE SUL NOSTRO SITO che stanno lavorando con le trivelle nei diversi punti? Andate a:
http://www.notavtorino.org/documenti/aiu-ditte-sond-12-1-10.html
 
Proseguite in ogni caso questa azione anche nei prossimi giorni.
Grazie, e continuate a seguire le notizie.
FATE GIRARE TRA LE VOSTRE LISTE ED I VOSTRI CONTATTI
p. il Comitato NO-TAV Torino
    Paolo Mattone

Grazie a tutti per l'attenzione e la vostra pazienza. la redazione di
Ambientevalsusa.it

I migliori saluti,   Ambientevalsusa                
 

AGGIORNAMENTI SULLA TORINO-LYON

1) Lettera aperta di Angelo Tartaglia professore del Politecnico di Torino e consulente presso l'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lyon. http://www.ambientevalsusa.it/aperta.pdf
2) L'acqua ha invaso lo scavo della metropolitana di Torino a 15 metri di profondità. I progetti del TAV a Torino parlano di tunnel  ad una prodondità di 26 metri sotto terra:
3) TAV in Mugello: Condanna a 5 anni per i vertici della CAVET in  primo grado: Qui sotto alcuni stralci della requisitoria del processo.tp://associazioni.comune.fi.it/idra/Requisitoria.htm
4) APPUNTAMENTI:  Ancora una serata sul "progetto F.A.R.E."   Assemblea pubblica a Torino: Il progetto F.A.R.E  Giovedì 5 marzo ore 20.3 Cascina Marchesa - c.so Vercelli 141
Intervengono: Andrea Debernardi - Antonio Ferrentino - Monica Frassoni   - Angelo Tartaglia
Antonio Saitta    - Francesco Vercillo
5) PROPAGANDA ELETTORALE SI TAV in valle di Susa:  E' nato il sito www.sviluppoebuonsenso.it organo ufficiale della destra valsusina favorevole alla nuova linea Torino-Lyon. Chi volesse chiedere spiegazioni tecniche e politiche sull'argomento TAV può scrivere a info@sviluppoebuonsenso.it  o sui vari blog del sito.  N.B. Non sappiamo se tutti i messaggi vengono resi visibili e se le risposte potranno avere un livello tecnico approfondito...Nel caso non Vi rispondessero o non foste convinti delle loro  risposte, mandatele anche a noi, tenteremo di sostituirci o chiederemo a qualche esperto. L'argomento è evidentemente tecnico e prima di parlare bisogna conoscere...

I migliori saluti,     Ambientevalsusa                       

  Principali Bugie sulla Torino-Lyone ( estratto da www.legambientevalsusa.it )

Scarica il file PDF ( Le Buige sulla Torino-Lyon.pdf   20 KB )     / Click destro " Salva oggetto con nome... " /
 

Caro sindaco di Torino
di Luca Mercalli (pubblicato su www.notav.it 3 novembre 2005)

"Caro Chiamparino, nel febbraio 2004, Ti difesi pubblicamente contro le accuse di mancato sgombero neve durante una massiccia precipitazione. Presi questa decisione perché ritengo importante cercare di essere obiettivi e sforzarsi di capire quando le cose sono giuste o sbagliate. Ora ti chiedo indietro il favore. Ti chiedo di valutare con coscienza la questione dell'opposizione al Tav in Valsusa, lasciando perdere la propaganda retorica fatta di "opera strategica", "occasione di sviluppo", "corridoio internazionale".
Parole vuote, mancano i numeri che dimostrano effettivamente quali siano i vantaggi. Invece di numeri sugli svantaggi, in questi anni, se ne sono accumulati assai, messi nero su bianco da professionisti e docenti universitari (www.notavtorino.org). Ma si fa di tutto per non accettare la loro discussione. Ci sono molte contraddizioni nel sostenere - destra e sinistra insieme - questa "grande opera". In genere si dice che la politica ha la vista corta, pochi mesi o al massimo pochi anni. Per questo non si investe sulle energie rinnovabili, sul risparmio energetico, sul risanamento dell'assetto idrogeologico, sulla pianificazione urbanistica, sulla ricerca scientifica. Strano che per il Tav, opera che sarebbe pronta tra oltre 15 anni, si sia invece tutti così solerti... C'è qualcosa sotto. Intanto la "nobile Torino" è un colabrodo. Come ci si può agitare così tanto per far partire un'opera faraonica che sfregia le Alpi e manganella le persone, quando non si riesce a dimostrare nemmeno di saper chiudere piccoli cantieri aperti da decenni, come il passante ferroviario?
Ogni volta che vado in studio Rai a Milano, osservo sconsolato il degrado di Porta Susa, i rifiuti, il cantiere infinito di Corso Inghilterra, un biglietto da visita triste, altro che città olimpica. Si dimostri di saper risolvere prima l'ordinario dello straordinario.
Il Tav è un progetto fuori luogo nel contesto morfologico del territorio italiano. E' un simbolo di una voracità ambientale infinita che le leggi fisiche non permettono più di sostenere a lungo.
Chi percorre l'autostrada Torino-Milano vede oggi la nuova linea Tav che è uno scempio geografico, una muraglia opprimente di calcestruzzo che chiude il guardo a sud per 100 chilometri. Un atto d'arroganza tecnologica per guadagnare mezz'ora. Centocinquant'anni fa la ferrovia ancora oggi in servizio, assai meno invasiva, ridusse quel viaggio da quattro giorni a quattro ore. Miglioriamo il servizio che già c'è, fatto oggi di zecche e di ritardi sistematici. E' un problema di rapporto costi-benefici. Sette miliardi di euro per un inferno di cemento che scempia i migliori terreni risicoli d'Europa. Torino e il Piemonte non saranno lastricate d'oro né grazie a questo o a quel nuovo treno "veloce". Invece potranno trovare nuove opportunità nell'elaborazione di un nuovo modello di sviluppo meno invasivo, già suggerito da un grande manager Fiat torinese troppo presto dimenticato: Aurelio Peccei. Sì, proprio lui, il fondatore del Club di Roma, promotore dello studio Mit sui limiti dello sviluppo. E' un libro del 1972, in biblioteca si trova, e Tu, che sei un forte lettore, so che andrai a riprenderlo. Vedrai che abbiamo di fronte problemi assai più impellenti del Tav.

Luca Mercalli".

Siti di riferimento www.legambientevalsusa.it      www.notav.it    www.notav.info

Da: Tiziano Vandi [mailto:info@etwelectronics.com]
Inviato: domenica 4 dicembre 2005 18.29
A: Recipient list suppressed
Oggetto: Valsusa e TAV

Ciao,
scusa se ti invado la posta con questa mail ma ho bisogno di una mano per uscire da una situazione paradossale, degna veramente di un film dell'orrore.
Come forse sai vivo in Valle di Susa, la valle di cui la televisione sta a tratti parlando per la vicenda del Tav.
Ci hanno dato addosso televisioni e giornali come se fossimo degli imbecilli, senza che però mai nessuno dicesse come stanno le cose veramente.
Io sto provando a mandare in giro delle mail, con un testo abbiamo ha preparato per spiegare un po' come stanno le cose, ti prego se puoi leggila.
Ne resterai schifato.
Sono tutte informazioni vere, prese da documenti ufficiali, giornali e siti web.
Se puoi girale a tutti quelli che conosci, so che non è bello chiederlo, però purtoppo la mail è il solo strumento che ci rimane per far capire come stanno veramente le cose.
Un grazie veramente di cuore, per quello che riuscirai a fare.
Un abitante della Valsusa

- - - - -
Qui viviamo con gli scarponi ai piedi anche in casa. Viviamo sbirciando dalla finestra quanti mezzi della polizia sono intorno a noi e quanti stanno andando a raggiungere “il fronte”.
Viviamo costretti a dare i documenti per andare a casa nostra. Viviamo con telefoni accesi e sorvegliati. Viviamo schedati, scortati, blindati. Ma soprattutto, viviamo con gli scarponi ai piedi anche in casa per dare il cambio a chi da giorni resiste nella neve e per accorrere alla chiamata di chi sta difendendo le barricate, ogni volta che provano a sfondare per tentare di far partire i cantieri più inutili della storia d’Italia. Non li fermeremo? Questo non lo sappiamo, ma almeno potremo testimoniare.
Sono anni che ci nascondono la verità, che ci infangano e ora, come se non bastasse, ci hanno anche umiliato pubblicamente definendoci terroristi e nemici dell’Italia.
E’ per questo che, traditi dalle stesse persone che ci rappresentano, insultati dai mezzi di informazione, ci rivolgiamo a voi personalmente, facendo appello alle vostre coscienze, perché questo è l’ultimo mezzo che abbiamo per far sentire la nostra voce vera e per difendere quel poco di democrazia che è rimasta.
Siamo il cosiddetto popolo no tav. Quei rompiscatole, bollati come nemici dello sviluppo, che si battono perché, a detta dei nostri ministri, non hanno nulla di meglio da fare.
No signori, le cose non stanno così, vi prego credeteci, le cose non stanno così.
Dietro il no tav non c’è la protesta contro il progresso, ma c’è la precisa protesta contro uno specifico progetto suicida.
Un  progetto deciso a tavolino che ha deliberatamente ignorato tutte le alternative possibili che in questi anni abbiamo fornito e che consentirebbero la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità senza questo folle disastro ambientale.
Il motivo di questa mail è semplice quanto triste.
Stiamo cercando di far emergere la verità che sta dietro a quest’opera, e crediamo purtroppo anche ad altre opere italiane, nonostante i ripetuti sforzi di alcune testate giornalistiche e televisive di distogliere l’attenzione dalla realtà delle cose per difendere gli interessi enormi di poche, importantissime persone.
Quello su cui vi invitiamo a riflettere è semplicemente questo:
Perché nessuno sulle testate nazionali, che si definiscono super partes, ha ancora detto come stanno realmente le cose? Perché continuano a dipingerla come una lotta di contadini contro lo sviluppo? O peggio ancora come una volontà di isolare l’Italia.
Perché nessuno ha ancora parlato con chiarezza dei reali interessi economici in gioco?
Perché gli studi ufficiali sulla pericolosità spariscono all’improvviso nel nulla?
Ma soprattutto diteci vi prego, perché, anche in sede europea, non vengono vagliati progetti alternativi, che passerebbero sempre di qui ma senza fare il tunnel killer?
Purtroppo le risposte a queste domande ci sono eccome…
Sono nero su bianco, su documenti ufficiali, archiviate e prontamente occultate.
E la cosa più umiliante è che chi le conosce bene ed ha la possibilità di parlarne non lo fa. Non lo fa per interesse e non lo fa perché comunque è letteralmente imbavagliato, da interessi che stanno troppo su per poter essere attaccati.
Noi invece abbiamo una forza che loro non hanno: non abbiamo più nulla da perdere.
Tanto cosa dovremmo fare? I ministri ci insultano, chi tutela le istituzioni ci tradisce, chi si dovrebbe opporre tace, e chi è preposto a raccontare i fatti dipinge con devozione verità distorte.
Solo questa via c’è rimasta. Informare di persona. Cercando di far conoscere ciò che sta nero su bianco e che viene nascosto. Informare di persona. Attingendo unicamente a documenti e dichiarazioni ufficiali e documentate. E invitando a riflettere su quanto sia emblematica la concordia dei mass media nel distogliere l’attenzione dai reali interessi economici in gioco.
E’ per questo quindi che vi rubo ancora qualche secondo di attenzione. Per darvi i link ove potrete iniziare a saperne di più riguardo quest’opera.
Vi prego, consultateli, non lasciateci soli a combattere contro Golia. Perché scoprirete anche che fine stanno facendo i nostri soldi senza che se ne sappia nulla. Vedere chi c’è dietro a tutto ciò è sconcertante, ma forse si riuscirà a capire perché i giornali non vogliono o semplicemente non possono ancora raccontare tutto.
Come forse qualcuno saprà il nodo cruciale della questione per noi NON E’ la realizzazione del corridoio cinque. Noi non ci stiamo opponendo al corridoio cinque. Lo abbiamo detto anche in diretta tv (ambiente italia). E abbiamo detto chiaramente anche che non vogliamo che il treno non passi da noi per farlo passare sulla terra di altri. Sappiamo che il treno deve passare. Non ci opponiamo a un treno. Sappiamo di essere nel 2005. La smettano di dirci che siamo cretini che vogliono isolare l’Italia!
Quello a cui ci opponiamo sono i due tunnel killer che si vogliono realizzare.

1 ­ Perché sono un disastro ambientale
2 ­ Perché dietro c’è un progetto che fa vergognare di essere italiani…

Come saprete gli scontri stanno avvenendo per opporsi alla realizzazione del tunnel italo-francese, Ci hanno insultati dicendo che non capiamo che il tunnel evita danni all’ambiente. Ci hanno dato degli stupidi. Ma… non viene il sospetto che qualcosa non sia chiaro se ci opponiamo a un tunnel chiedendo a gran voce di rivedere il progetto…

Ecco la verità.
Ecco qui di seguito link alle informazioni che sono misteriosamente sparite da tv e giornali…
Se non riuscite a ciccare direttamente sui link, copiateli e incollateli nella barra indirizzi del browser.
A spartirsi il grosso della torta saranno due ditte, una per la Francia e l’altra per l’Italia.
Ecco chi c'è dietro, seguite tutti i link che vi elenco qui sotto

http://www.notav.it/modules.php?name=News&file=article&sid=799

Questo è il versante francese… vi siete mai chiesti perché in tv fanno vedere solo francesi sorridenti che vogliono il tgv mentre in realtà sono già partite numerose proteste per i danni alle dovuti agli scavi… chi mai avrà interesse nel far vedere che in Francia sono favorevoli…

http://www.notav.it/modules.php?name=Encyclopedia&op=content&tid=2

notate il curriculum da sant’uomo che si è preparata e poi fate un salto alla sezione "dicono di lui" in fondo a quella pagina e capirete molte cose

E per il versante italiano questa è la ditta incaricata dei lavori qui a Venaus…

http://www.notav.it/modules.php?name=News&file=article&sid=789

vi suona nuova… non credo… guardate qui...

http://www.cmc.coop/article.php?sid=119&mode=thread&order=0&thold=0

Viva l’Italia! E’ questo il vero scandalo legato al tunnel!
Asse trasversale come ai vecchi tempi pur di mangiare tutti dallo stesso piatto!
Bentornati nell’Italia dei faccendieri!
E ovviamente interessi da parte di chi poi ci mette macchinari, tecnologia ecc… ecc… Insomma una fetta bella grossa di soldi, lo ripeto solo in parte europei, da spartirsi secondo un piano preordinato già da tempo.
Adesso si capisce perché anche le testate giornalistiche, inutile parlare di quelle televisive, solitamente schierate su posizioni opposte si sono ritrovate d’accordo nel condannare il popolo no tav. Ecco perché soltanto alcuni quotidiani, non legati a schieramenti o imprese che hanno interessi economici nella vicenda, hanno conservato una certa obiettività nel raccontare i fatti.
Politici che si accalcano a bollarci come nemici del progresso, come terroristi! Da destra e da sinistra, ma non sorgevano alcuni sospetti… cavolo! Ed ecco la verità, schifosa e sconcertante come sempre!
Ora capite perché i progetti alternativi al tunnel che chiediamo con forza sono sempre stati bollati come non realizzabili. Non c’era nulla da spartirsi! L’adeguamento della linea attuale costerebbe molto meno del tunnel e lo si realizzerebbe in molti meno anni, quindi, perché farlo? Cosa ci dividiamo se la torta è piccolina!
E noi a ripetere. Lo sappiamo che il treno dovrà passare. Decidiamolo insieme il tracciato. Le conosciamo bene le caratteristiche geologiche delle montagne. E invece no! Il tracciato è questo si fa il tunnel punto e basta. L’uranio, l’amianto, l’instabilità della montagna (le stesse gallerie dell’autostrada stanno franando lentamente)… affari vostri. A noi per ora interessa aprire i cantieri. Anche solo per far girare una trivella a vuoto. Almeno cominciamo a prendere i soldi. Poi si vedrà…

Ora capite perché ci sentiamo umiliati e traditi!
Ma invece di ascoltarci:

1 - Si sono spartiti equamente la torta
2 - Hanno invaso la valle di militari per portare i macchinari
3 - Ci impediscono anche la mobilità all'interno delle stesse aree dove abitiamo.
3 - Hanno iniziato la più vergognosa delle campagne diffamatorie. Italiani contro Italiani!

Stanno martellando a più non posso sui media dicendo che noi non vogliamo che il corridio 5 - Non vero, chiediamo da anni di approvare i progetti alternativi che tengano conto dei pericoli ambientali
Ci hanno bollato come nemici dell'Italia - E noi proponiamo progetti che farebbero risparmiare letteralmente miliardi
Come irresponsabili - Mentre loro partono a trivellare l'Uranio
E tutto ciò, ovviamente, non solo sulle tasche ma anche sulla pelle della gente.

Su questi link ci sono alcuni dati significativi sulla pericolosità dell'opera.

http://www.beppegrillo.it/immagini/Nota%20Vigili%20del%20Fuoco%20di%20Torino.pdf

Questo riguarda la seconda galleria, quella al fondo della valle verso Torino

http://www.notav.it/allegati/DocUff/Gays_amianto.pdf

E ancora...

http://www.osservatoriosullalegalita.org/05/interventi/068notavmedia.htm

Ne riportiamo solo tre, e ce n’è già delle belle, ma se voleste approfondire, sempre dal sito no tav trovate numeroso altro materiale riguardante l’impatto ambientale.
Per sapere quanto vi prendono in giro…
I soldi ci sono dicono...

http://www.notav.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=5

L'opera è fondamentale...

http://www.notav.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=3

Gli anni di studi e proteste taciuti!!!

http://www.lunanuova.it/servizi/tav/index.html

Le manifestazioni prontamente "ridipinte" dalla stampa nazionale
E infine l'appello all'Italia che lanciamo per i week end

http://www.notav.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1263

E il link al sito ufficiale del nostro movimento

http://www.notav.it

su questo sito ci sono centinaia di informazioni, documenti ufficiali, dichiarazioni, ma soprattutto c’è l’aggiornamento in tempo reale dai presìdi, e dai luoghi in cui i manifestanti si stanno opponendo da giorni all’apertura (allo stato attuale illegale) dei cantieri.
Fondamentale inoltre anche

http://www.legambientevalsusa.it

Come vedete… ce n’è per tutti, nessuno escluso, e noi siamo qui a passare per nemici dell’Italia e a rischiar le botte in mezzo alla neve…
E ora mi si permetta un piccolo, ultimo sfogo.
Ci hanno detto che siamo violenti e siamo lì da giorni immobili in mezzo alla neve.
Ci hanno definiti sfaccendati e facciamo i turni svegli giorno e notte per resistere ed andare a lavorare.
Ci hanno definiti nemici delle istituzioni e, mentre loro ci tradiscono, noi ci organizziamo per portare un po’ di tè caldo anche a quei poveri poliziotti, finanzieri e carabinieri, che non ne possono nulla di quello che sta succedendo, ma che sono lì, a passare le notti al gelo come noi.
Vengano qui i ministri, se hanno ancora un po’ di dignità, a vedere chi è il popolo no tav. Vengano a vedere la valle, perché mi sa che non sanno neanche come è fatta, e se la vedessero capirebbero la pericolosità di quest’opera assurda.
Venga qui chi ci dice che pensiamo solo ai nostri interessi a vedere come il popolo no tav sta presenziando anche nelle proteste contro la costruzione delle altre opere a grave impatto ambientale. Venga a leggere i messaggi di solidarietà dal Vajont, dallo Stretto, dal Mugello e da tantissime altre parti d’Italia.
Venga il ministro che ha appena parlato di rischio attentati a vedere come stanno le cose. Venga almeno a vedere di cosa sta parlando. Siamo soli in mezzo a una piana coperta di neve… ma chi dovremmo mai far saltare in aria.
Venga caro ministro a vedere chi c’è qua. Vedrà gli anziani che hanno combattuto la seconda guerra mondiale girare con le loro medaglie al valore e spiegare ai giovani poliziotti che è per la libertà che hanno combattuto.
Cari ministri, voi che dite che fra di noi ci sono terroristi e che cercate qualunque appiglio per farci sgombrare. Con che coraggio date del terrorista a chi ha difeso la vostra patria?
Vi prego, inventatevi qualche scusa più credibile che improbabili attentati, per giustificare alla gente l’assurda militarizzazione di una parte d’Italia.
E poi rispondetemi
Con che faccia vi sedete sulle vostre poltrone per buttare nel cesso i soldi di chi vi ha votato? L’Italia è la patria di milioni di persone, non una terra di conquista, e noi, nonostante i vostri insulti, non siamo qui per isolare l’Italia, ma per difenderla da chi vuole usarla per i propri, tristi interessi.

Ed ora un grazie a Voi per la vostra pazienza…

Spero vivamente che abbiate compreso le ragioni di questa mail. So che è brutto ricevere posta indesiderata, ma allo stato attuale delle cose è l’unico mezzo “libero” che ci rimane.
Vi ringrazio della vostra attenzione e vi prego, vi prego, vi prego siate voi uno strumento di democrazia. Le informazioni qui riportate sono tutte documentate e ufficiali. Fate girare questa mail verso tutti quelli che conoscete.
E’ l’unico modo che abbiamo per proporre dei progetti alternativi a questo ennesimo disastro ambientale italiano.
                
Grazie veramente tutto il sostegno che ci darete.
                        
Uno sfaccendato che crede ancora nell’Italia
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