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LA FOLLE STORIA DEL PARAPENDIO:
 
"Nessuno avrebbe potuto immaginare di volare così tanto tempo, così in alto, ma soprattutto così lontano, con un aeromobile che sta in un sacco e si trasporta sulle spalle. "

1972  U.S.A.
Alcuni paracadutisti provano a decollare dalle dune o dai trampolini da sci per testare l’ efficienza dei loro paracadute. La tecnica è descritta nel  “ Parachute Manual” di Dan Poynter la Bibbia di tutti i paracadutisti, al paragrafo:
  - Slope Soaring -
“Un metodo estremamente divertente e funzionale per testare le ali è il volo di pendio. Il sistema consiste nel gonfiare l’ala correndo lungo un pendio fino al decollo. Un rilievo con pendenza superiore alla efficienza dell’ala è necessario. Un leggero vento frontale è un aiuto ma non è indispensabile. Il vento laterale, anche se leggero, causa dei problemi di rado superabili. L’assistenza di una persona, durante il decollo è di agevole aiuto. Un adeguato abbigliamento protettivo è basilare. Il volo da pendio non deve essere praticato senza casco, calzature alte sopra la caviglia, tuta e guanti…”  era il 1972 !!!
Alcune foto con paracaduti dalle forme bizzarre ci mostrano che il decollo a piedi è possibile, ma l’attività rimane ancora appannaggio di pochissimi fedeli.


“ Parachute Manual”  di Dan Poynter

1978 Mieussy- Francia
Con dei vecchi paracadute da lancio a cui è stato tolto il pilotino estrattore Andrè Bohn e Jean Claude Betemps realizzano i primi due voli in Francia dalla collina di Pertuiset a Mieussy, un piccolo villaggio della Alta Savoia. Sono raggiunti il giorno seguente da Gerard Bosson il poeta della banda. Per i nostri tre paracadutisti il volo di pendio rappresenta un modo poco dispendioso per allenarsi alla precisione d’atterraggio.
Gerard e Jean Claude si innamorano del gioco e migliorano poco a poco la loro tecnica di decollo. In seguito rendono partecipi della scoperta, tutti i paracadutisti di Francia e di Navarra, per iniziarli al volo da pendio e fondano il “Club des Choucas”.
Nel giro di pochi anni gli  “Choucas” diventano qualche centinaio, scoprono altri siti di volo e alcuni alpinisti si interessano di questo metodo di discesa rapida.
Al tempo stesso, in Svizzera, i fratelli, Strasilla e Andrea Kùhn  si dedicano al volo decollando con gli sci ai piedi.

Giugno 1978 G. Bosson ai comandi, J.C.Betemps controlla la vela, il paracadute è un Parafoil

1981 - 1982   ... Nasce la prima scuola
Ma se l’ attività si propaga è grazie a Jean Claude Betemps e Gerard Bosson che nel 1981 fondano la prima scuola per apprendisti  “Choucas”.
Paraplano, Paracadute da pendio, Para-Pendio, Volo di pendio … l’attività non ha ancora un nome ma se ne parla già ampiamente nelle riviste di montagna e tra gli alpinisti.
Nel 1982 Roger Fillon sbalordisce il mondo degli alpinisti decollando dall’Aiguille Verte, poi dall’Aiguille de Midi e infine dal Monte Bianco. E’ l’inizio della seconda generazione del parapendio

Decollo su di una Randonneuse 7 cassoni,
1985 - 1986 ... Gli Anni Folli
Il 1985 è un anno simbolo. Pierre Gevaux decolla dal Gasherbrum II a 8000 m. sotto gli occhi di Jean Marc Boivin; e il parapendio diventa uno strumento sempre più presente nel bagaglio degli alpinisti di alto livello. A Mieussy, Richard Trinquier stupisce i colleghi paracadutisti con la sua tenacia nel voler rimanere per aria il più a lungo possibile e stabilisce un record: 5 ore e 20 minuti.
Alla Salève vicino a Ginevra il deltaplanista Didier Favre incontra un paracadute ad una quota impressionante, egli ne parla al suo compagno Laurent de Kalbermatten che intuisce al volo e costruisce il primo vero parapendio!  Il mondo dei deltaplani incomincia ad interessarsi al nuovo arrivato.
Il 1986 è un esplosione! Nelle valli alpine, i nuovi uomini volanti si diffondono a macchia d’olio, essi volano da tutte le montagne, senza conoscenze in materia d’aerologia, senza casco, senza regole, senza insomma delle solide basi necessarie per la pratica del volo libero.
Malgrado ciò, soprattutto in Francia è un epidemia , tutti planano con le loro ali multicolore, le scuole di deltaplano si convertono al parapendio e i fabbricanti di vele spuntano ovunque.

- Parfa Comet 23                - Asterion ITV 820
1987 - 1988 .... Si iniziano a dare delle regole
I piloti di parapendio  scoprono le termiche. Si smette di fare le corse per prendere più volte la funivia e per fare più voli, si intuisce che sfruttando le correnti ascensionali, termiche e dinamiche, è possibile rimanere in volo a lungo, salire di quota e anche percorrere qualche chilometro.
Inizialmente in Francia e poi di seguito anche negli altri paesi, le Federazioni di Volo Libero, prendono poco a poco la gestione: dei siti di volo, dell’insegnamento, del rilascio di brevetto ai piloti, della formazione di istruttori qualificati, dei circuiti di competizione ….ecc.
Le ali evolvono, i parapendii guadagnano un punto di efficienza per anno, i piloti si specializzano, studiano la meteorologia, si appoggiano alle conoscenze dei colleghi deltaplanisti e
concretizzano voli record ad una cadenza entusiasmante.
Nel 1987 viene organizzato il primo campionato francese di parapendio
Nel 1988 Jean-Yves Faust alle Hawai, sfruttando i venti degli alisei, stabilisce l’ultimo record di durata in volo 11 ore e 58 minuti, dopodiché viene abbandonato questo tipo di prestazione in quanto giudicata pericolosa e poco soddisfacente, si pensa oramai solo più in termini di distanza percorsa in volo.
Nello stesso anno Jean Marc Boivin posa una pietra miliare nella storia dell’alpinismo e del parapendio, decollando dalla vetta dell’Everest a 8848 m. un exploit straordinario.

- 1988 J.M. Boivin decolla dall' Everest 8848 m.   
1989 - 1990 ...
Nel 1989 primo record del mondo di distanza in parapendio. L’ arrampicatore-fotografo Uli Wiesmeier stabilisce il primo record del mondo di distanza, con un volo di 49 km. In dicembre in Namibia, Xavier Remond, innalza il record a 127 km. su di una vela Advance, facendo un guadagno di quota straordinario di 3750 m.
Una donna Lurence Claret Tournier vince il campionato francese di parapendio dimostrando che il volo libero non è prerogativa maschile  aprendo la porta a numerose donne piloti nel panorama europeo
Nel 1990 il simpaticissimo e dotato pilota savoiardo, Patrick Berod  porta il record di distanza in Europa a 106 Km. sfatando il mito d’allora, che per superare i 100 km. era necessario andare nel deserto africano.

- Parapendio Advance  1990 
1991 - 1992 ....
Nel 1991 primo campionato mondiale di parapendio.
Nella superba cornice delle Alpi del Sud, i francesi, organizzano il primo campionato mondiale. L’affluenza di piloti di alto livello da ogni parte del mondo, anche se in maggioranza europei, non fa altro che innalzare ancora, il già notevole livello raggiunto dai piloti di parapendio, rendendo i voli intorno ai 100 km. ordinaria amministrazione, sia in competizione sia fuori dai circuiti. Il giovanissimo Robby Whittal, 20 anni, inglese, già detentore l’anno prima del campionato mondiale di deltaplano, stravince anche il titolo mondiale di parapendio.
Nel dicembre dello stesso anno in Africa del Sud, Andrew Smith porta il record di distanza a 231 km.
Nel mese di dicembre 1992, sempre in Africa del Sud, Alex Louw ritocca il record mondiale di distanza fermando il contachilometri a 281;  oramai queste lunghezze non fanno più impressione.
Ancora nel 1992, record e competizione di alto livello a parte; in Francia, Hubert Aupetit, pilota e meteorologo, assieme all’amico Didier Favre, famoso pilota di deltaplano, inventano il “ Marche ou Vol “ gara amichevole dove l’obiettivo è di seguire un percorso per raggiungere un luogo fissato in anticipo, utilizzando queste due possibilità di spostamento, camminare o volare, esse avranno subito successo poichè sono indirizzate ad un vasto pubblico.

- I° campionato mondiale parapendio, Hautes Alpes (Francia) 1991.
- Due dei piloti (istruttori), protagonisti della prima storia del parapendio in Piemonte.

1993 - 1995
Un altro paio d’anni dove ogni giorno si miete un successo, dove ogni giorno si stabilisce un primato, i produttori di parapendio, si moltiplicano, le novità avanzano, le performance delle nostre vele migliorano senza sosta. Nei luoghi di volo la concentrazione dei parapendii si fa sempre più densa, di conseguenza il livello generale dei piloti fa il balzo in avanti, il volo di cross non è più solo prerogativa dei “top” ma diventa rutine anche per il ceto medio. Allo stesso modo il pilotaggio acrobatico prende forma e diventa disciplina riconosciuta.
Nel 1995 sempre in Africa del Sud, Bojan Marcik volerà per 337 km. In Europa i piloti non stanno a guardare; Pierre Buoilloux  realizza una serie di triangoli (voli con tre punti di aggiramento definiti) che hanno dell’incredibile, appannaggio dei migliori deltaplanisti, diversi voli bivacco e la traversata delle Alpi.

 

- Vela prototipo degli anni 90 
- Fazzoletti colorati invadono i cieli 

1995 - Oggi   ...
Negli anni seguenti, sia i piloti che le case costruttrici non hanno mai smesso di mietere successi, abbattendo i record a ritmo impressionante, facendo voli sempre più lunghi e sempre più audaci. In Francia nel 1995 Thomas Pouthot supera i 250 km. volando da Gresse en Vercors a sud di Grenoble fino a Briga in Svizzera; ovunque nel mondo si realizzano distanze di alcune centinaia di chilometri, 502 km per il pilota Nevil Hulett in Africa del Sud nel 2008, regolarmente sopra i 300 km per i voli in linea retta e intorno ai 250 km per distanze su triangolo, nelle nuove terre del successo in fatto di volo libero… del Messico e del Brasile. Novità anche in Europa e non solo nelle Alpi, dove si oltrepassano i 300 km nelle pianure della Francia e della Spagna. I circuiti competitivi sono sempre più numerosi e diversificati in categorie, sempre più frequentati, cresce il circuito di Coppa del Mondo, (PWC) varie tappe distribuite in tutto il globo, destinato esclusivamente ai migliori piloti…. A cavallo degli anni 2000, la coppia “Zebulon” Roche, e la moglie Claire Bernier, ambedue piloti di altissimo livello, competitori e alpinisti di fama, decollano in parapendio biposto dalle Seven Summit, (le 7 cime più alte di ogni continente) compreso l’Everest a 8848 m. nel maggio del 2001……
Oggi ci sono decine di migliaia di praticanti in tutto il mondo, le nostre aeronavi sono diventate estremamente sicure e performanti,  rispondono a precisi criteri di progettazione ed omologazione ci sono centinaia di campi volo regolamentati con zone di decollo e atterraggio, Club e associazioni  racchiusi in Federazioni nazionali, circuiti di competizione a tutti i livelli…….
Nessuno avrebbe potuto immaginare di volare così tanto tempo, così in alto, ma soprattutto così lontano, con un aeromobile che sta in un sacco e si trasporta sulle spalle....

- 2010 a spasso.. a 3500 mt. nei cieli di Provenza..
   


 

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