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 Torre Germana m. 2197 :  Spigolo Boccalatte

Bellissimo Torrione di roccia giallastra sul versante sud della Punta Gasparre.
Si innalza per 250 m. sulle colate detritiche, che costituiscono il versante sinistro orografico della Valle Stretta. Caratteristico per le sue linee verticali e per i pini silvestri che ne rivestono la cima. Poco appariscente da lontano, in quanto le sue linee rimangono schiacciate contro l’imponete mole del versante ovest della Gasparre. L’ incantevole valletta, situata geograficamente in Italia, ma poi per vari motivi storici, divenuta politicamente territorio francese, è costituita da un tipo di roccia differente da tutti gli altri calcari che bene o male costituiscono le pietre della valle di Susa. Non a caso le pareti e le torri che fanno da contorno alla piccola valle, vengono definite Dolomiti di Valle Stretta. Purtroppo, malgrado l’ imponenza con cui queste montagne dominano la conca di Bardonecchia e la loro notevole altezza, in generale, questa roccia calcarea dolomitica, talora con stratificazione contorta e irregolare, non è molto buona, formando canali e spigoli interrotti da balze verticali e da faticose colate detritiche.
Esistono ovviamente varie zone dove invece la roccia diventa di buona qualità, e quindi sfruttata già dai tempi pregressi per la scalata; la Torre Germana ne è un bel esempio con un meraviglioso spigolo, divenuto ormai super classico e scalato da diverse generazioni di alpinisti. Il nome viene dato dai primi salitori nel 1921: F. Grottanelli - C. Vaciago, lungo lo spigolo nord.
La roccia è un calcare grigio e giallo molto bello e particolarmente solido, la parete ha esposizione ad ovest e riceve il sole dalle prime ore del pomeriggio. L’ ambiente è abbastanza severo, in stile dolomitico molto esposto ed aereo. Nei tratti più facili la pietra richiede valutazione.

- Via Spigolo Boccalatte -
G. Boccalatte - M.Piolti - M. Rivero 1935 / G. Gervasutti 1936
D+ 250 metri 5+ max / 4 oblig.
Note : roccia delicata nei tratti più facili

Lo spigolo sud-sud/ovest, alla Torre Germana è stato scalato nel lontano 1935, dalla eccezionale cordata, formata da : Gabriele Boccalatte, Mario Piolti, Michele Rivero, sicuramente tra i più forti arrampicatori del periodo. L’ anno successivo 1936, è la volta di un altro grande nome del passato, che ritocca l’ itinerario salendo direttamente sullo spigolo, anche il primo torrione; che successivamente prenderà il suo nome: Giusto Gervasutti.
Da allora “ La Germana “ è divenuta una grande classica, tra le scalate delle Alpi Occidentali, tanto che molti dei suoi appigli sono ora consumati dall’ uso. Diversi anni or sono le Guide Alpine di Bardonecchia, ritoccano il percorso aggiungendo alcuni spit nei punti cruciali e attrezzando con catena la breve calata dal primo torrione. Nonostante la presenza di quasi tutte le soste e di spit sui tratti chiave, la via Gervasutti continua a rimanere un itinerario alpinistico di tutto rispetto sul quarto grado superiore.

Discesa : dalla vetta, su cui è posta la statua alla Vergine Maria, dirigersi verso la cima secondaria, ( est), alcuni ometti in pietra, non salirla, ma scendere per un colatoio verso un intaglio tra le due, fino ad una catena da dove si fa una prima calata sulla parete est della Torre, 25 m. circa, raggiunta una cengia traversare verso sinistra ( nord ) e con una breve calata 10 m. portarsi sul colletto. Scendere nel canalone detritico in direzione nord aggirando la torre fino ad incontrare le tracce di salita, da cui brevemente alla forcella di partenza. 40 min.

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Accesso:
Da Bardonecchia, comodamente raggiungibile tramite A32 del Frejus, dirigersi verso il Colle della Scala, oltrepassare Pian del Colle (vecchio posto di frontiera) e proseguire sulla carrozzabile che ora si restringe, giunti a monte della diga, proseguire lungo la Valle Stretta, dopo alcuni tornanti essa diventa sterrata fino a sbucare sul Pianoro della Militi, oltrepassare la Parete, giungendo fin nei pressi della Bergeria posta sulla strada, lasciare l’ auto e attraversare il ponticello sul torrente, seguendo il sentiero dirigersi a destra, ( sud-est ) innalzandosi gradualmente nel bosco di pini verso la Torre Germana. Giunti quasi sulla verticale di essa innalzarsi più o meno direttamente avendo cura di seguire il più possibile le tracce di sentiero che serpeggiando sfruttano la sempre più rara vegetazione. A monte il pendio si trasforma in una pietraia di rocce mobili faticoso da rimontare, salire puntando ad una parete posta alla sinistra della Torre, raggiunta una quota uguale o anche leggermente superiore rispetto alla base della parete ovest della Torre Germana, attraversare il canalone detritico e costeggiando la parete raggiungere la forcella tra la Monaca e la Torre. 1.00 h..
 
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